Il modo in cui elaboriamo le esperienze del passato e le tipologie di ricordi che associamo ad esse, dipendono dalla nostra personalità e possono influire sulla nostra felicità. Infatti, ricordare i momenti felici e rielaborare quelle esperienze che in un primo momento abbiamo percepito come negative, aumenterebbe il nostro livello di soddisfazione personale e ci aiuterebbe ad approcciarci in maniera propositiva al presente e al futuro.
È questo il risultato emerso da un recente studio condotto da alcuni ricercatori dell’Università di San Francisco e pubblicato sulla rivista Personality and Individual Differences .[i]
Lo studio ha esaminato su 750 partecipanti la relazione tra alcuni tratti di personalità, il livello di soddisfazione personale, e il tipo prospettiva temporale che caratterizzavano questi soggetti.
La ricerca prevedeva di analizzare il modo in cui i partecipanti si percepivano in riferimento a 5 tratti di personalità, i cosiddetti “Big Five” proposti dal modello teorico di McCrae e Costa: nevroticismo, estroversione, apertura mentale, conscenziosità, gradevolezza.
In base alle percezioni emerse, gli studiosi hanno assegnato i soggetti al tratto di personalità che emergeva come maggiormente caratterizzante l’individuo.
Successivamente hanno messo in relazione questi tratti di personalità con il livello di felicità delle persone e il modo in cui esse si approcciavano al passato, al presente e al futuro.
I risultati emersi mostrano che le persone più estroverse sono risultate essere le più felici proprio in funzione del modo di percepire gli eventi passati. Questi soggetti tendono a mantenere una visione positiva del passato accompagnata da un pò di nostalgia, e sono soliti ricordare in maniera positiva le proprie esperienze, anche quelle negative.
Le persone estroverse, infatti, tendono ad assaporare maggiormente i bei momenti vissuti attraverso ricordi significativi e positivi, e hanno meno probabilità di avere pensieri negativi e rimorsi, perchè riescono a rielaborare in maniera positiva anche le esperienze più difficili.
Le persone nevrotiche, invece, sono caratterizzate da una visione del passato completamente opposta, e per questo motivo sono risultate essere meno felici e soddisfatte.
Come sostenuto dallo psicologo Ryan Howell, uno degli autori dello studio, questa è ovviamente una buona notizia, perchè se è vero che è difficile modificare la propria personalità, è certamente possibile modificare la propria visione del tempo, incrementando di conseguenza le nostre possibilità di essere felici.
Numerosi studi, negli ultimi 30 anni, avevano suggerito che alcuni tratti di personalità erano importanti predittori della soddisfazione personale. Questa nuova ricerca chiarisce il modo in cui si verifica questa relazione.
Lo stesso Howell afferma, infatti, che: “i tratti di personalità influenzano il modo con cui la gente guarda al passato, al presente e al futuro, e sono proprio queste differenti prospettive riferite al tempo che determinano la felicità di una persona“.
In funzione di quanto detto, dunque, risulta fondamentale riuscire ad elaborare in maniera positiva le proprie esperienze, ricordando con piacere e con un tocco di nostalgia i momenti migliori, ma riuscendo anche a reinterpretare le esperienze più difficili, vissute inzialmente in maniera negativa. In questi casi, infatti, vedere il cosiddetto bicchiere mezzo pieno, anzichè mezzo vuoto, ci potrà aiutare a trasformare le difficoltà in opportunità, incrementando la nostra capacità di affrontare gli eventi presenti e futuri in maniera ottimistica e determinata, e aumentando di conseguenze le nostre possibilità di essere felici.
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Riferimenti bibliografici:
[i]Jia Wei Zhang, Ryan T. Howell. Do time perspectives predict unique variance in life satisfaction beyond personality traits? Personality and Individual Differences, 2011; 50 (8)




















