Alla ricerca della felicita': l’amicizia

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Quante volte, durante un periodo difficile o particolarmente stressante, vi è capitato di desiderare al vostro fianco una persona affidabile a cui poter confidare tutto ciò che stavate provando in quel determinato momento? Questo desiderio accomuna un pò tutti noi, tanto che la presenza di una persona che goda della nostra fiducia, con la quale poter condividere i nostri pensieri, le nostre gioie o le nostre preoccupazioni, è stata da sempre considerata una risorsa fondamentale per il buon umore e la felicità individuale.

Una presenza che si traduce, operativamente, in termini di  sostegno sociale e supporto emotivo,  risultando particolarmente preziosa in tutte quelle situazioni stressanti in cui la possibilità di condividere con qualcun altro un momento di difficoltà, non fa che aumentare la nostra capacità di elaborare e affrontare il problema, incrementando le nostre risorse di coping e problem solving.

Un recente studio condotto da alcuni ricercatori delle Università di Washington e dell’Arizona, pubblicato su Psychological Science, sembrerebbe confermare l’importanza dell’amicizia per essere felici e per mantenere costantemente un buon umore.

Gli studiosi hanno registrato le conversazioni di 79 soggetti nell’interazione con alcuni loro amici, ne hanno rilevato la durata e hanno analizzato la tipologia di discorso che veniva fatto, distinguendo tra frasi superficiali (es. cosa hai mangiato oggi?), e frasi più profonde (es. come ti senti in questo momento? Adesso sto provando questa sensazione…)

In un secondo momento, i ricercatori hanno chiesto ai volontari di compilare un questionario volto a misurare il loro livello di felicità, incrociando le risposte ottenute con le percezioni dei loro amici.

I risultati emersi hanno dimostrato che le persone con un più alto livello di felicità e di buon umore erano quelle che avevano trascorso in compagnia dei loro amici il 25% del tempo in più rispetto ai soggetti meno felici,  utilizzando il 70% di questo tempo conversando.

Come sostenuto dallo psicologo Matthias Mehl, uno degli autori della ricerca, il tempo che si trascorre con gli altri è senza dubbio un ottimo indicatore per quanto riguarda la felicità di una persona, come anche il tipo di conversazione che si intrattinene.

Le persone più felici, infatti, non avevano avuto conversazioni banali, bensì avevano focalizzato il discorso su argomenti più profondi (emozioni, problemi, idee, progetti) il doppio del tempo rispetto ai soggetti che sono risultati essere meno felici e con un umore più basso.

Infatti, trascorrere mezz’ora facendo conversazioni banali e superficiali non sortisce lo stesso effetto benefico generato da una mezz’ora trascorsa, invece, discutendo sui nostri stati d’animo, le nostre esperienze e i nostri progetti.

In funzione di ciò, è evidente l’importanza di avere un rapporto di amicizia solido e affidabile all’interno del quale possiamo sentirci liberi di confidarci e di esprimere ciò che abbiamo dentro.

A livello pratico, dai dati emersi sembrerebbe che sarebbero opportune almeno cinque conversazioni “profonde” settimanali per aumentare il proprio livello di felicità e umore.

Tuttavia, come ammesso dagli stessi autori della ricerca, non è semplice stabilire la direzione causale della relazione tra felicità e tempo trascorso con gli amici a conversare di ciò che proviamo, e per questo motivo stanno mettendo a punto un altro studio per svelare anche questo interrogativo.

Certamente tra queste variabili esiste una correlazione evidente, di cui è opportuno tener conto soprattutto in quelle situazioni in cui ci sentiamo incapaci di affrontare una determinata situazione e tendiamo per questo a chiuderci in noi stessi, rifiutando un’eventuale possibilità di esternare ciò che stiamo provando in quel dato momento.

Una vita sociale attiva, quindi, ci garantisce maggiori opportunità di essere felici, e maggiore sostegno nell’affrontare determinate situazioni problematiche. Allo stesso modo, è bene ricordare che nel momento in cui saremo noi a dover confortare una persona a noi cara, sarà bene non solo dedicargli del tempo, ma aiutarla anche ad esprimere che cosa sta provando in quel preciso istante, garantendogli l’attenzione necessaria, ed evitando di fermarsi al livello superficiale della conversazione. Soltanto in questo modo gli saremo davvero d’aiuto e potremo contribuire alla sua felicità.

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Riferimenti bibliografici:

Mehl M. R., Vazire S., Holleran S. E., Clark C. S., (2010) Eavesdropping on Happiness: Well-Being Is Related to Having Less Small Talk and More Substantive Conversations. Psychological Science, 21(4), 539–541.

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Laureato in Psicologia sociale e delle organizzazioni presso l'Università degli Studi di Firenze. Master MIPA conseguito presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore. Si occupa di psicologia applicata ai contesti lavorativi e organizzativi in termini di comunicazione, innovazione e gestione strategica delle risorse umane. Profilo LinkedIn: http://it.linkedin.com/in/giulioluigicaravella