Cosa vuol dire agorafobia? Evitare o cercare di evitare di stare da soli, sia in luoghi pubblici cha a casa.
In alcuni casi chi soffre di agorafobia riesce a rimanere da solo a casa solo quando gli è possibile mettersi facilmente in contatto con una persona di fiducia. In casi più gravi non basta sapere che la persona di fiducia sia facilmente raggiungibile, ma si sente un forte bisogno di averla accanto.
Solitamente ci si sente angosciati quando ci si trova in situazioni quotidiane che sono oggettivamente sicure, ma nelle quali è difficile o impossibile una veloce fuga verso un luogo familiare. Quindi l’angoscia aumenta quando si deve fare una fila, ad esempio in un ufficio pubblico, o ci si trova intrappolati nel traffico, o si viaggia in autostrada, si sta seduti dall’estetista…L’agorafobia si caratterizza, dunque, per la presenza di svariate fobie relative alla vita quotidiana fuori casa.
L’angoscia termina solo quando ci si riavvicina ad un luogo sicuro e c’è la possibilità di muoversi liberamente.
In casi particolarmente gravi, chi soffre di agorafobia, non riesce ad uscire da casa e compromette la sua vita sociale e le sue relazioni interpersonali. È dunque costretto a ridurre le sue uscite e ha bisogno di essere accompagnato quando è costretto ad uscire.
Una delle paure di un agorafobico è avere vertigini e perdere i sensi, depersonalizzazione o derealizzazione, incontinenza urinaria o intestinale, vomito, o avere un malessere cardiaco.
L’agorafobia rientra in un disturbo più complesso e plurisintomatico. Si manifesta con un attacco di panico che si presenta in maniera improvvisa, in apparenza senza motivo e che consiste in un insieme di sintomi, psichici e fisici, che danno alla persona che ne è colpita la sensazione di stare male o addirittura di stare per morire.




















