Molto spesso ci troviamo a dover far fronte a determinati eventi e situazioni che reputiamo stressanti, in quanto mettono a dura prova la nostra capacità di adattamento, e interrompono, in alcuni casi, la nostra routine quotidiana. Di conseguenza, se non siamo in grado di gestire efficacemente questi momenti, le ripercussioni sul nostro benessere psico-fisico possono essere rilevanti.
Le domande da porci, in tal senso, sono chiare: come gestire questi eventi stressanti? Quali sono i fattori e i processi che entrano in gioco in situazioni del genere?
Gli eventi stressanti (stressfull life events) possono essere classificati in:
- normativi (normali, in quanto attinenti alla vita quotidiana),
- non normativi (inattesi e straordinari, in quanto rompono la nostra quotidianità),
- sequenziali (tendono a ripetersi e hanno effetto cumulativo),
- specifici (hanno una durata limitata nel tempo).
Questi eventi, a prescindere dalla loro tipologia, sono spesso difficili da affrontare e gestire, perchè comportano sempre una fase di cambiamento, un passaggio da una situzione a un’altra.
Nella letteratura psicologica sull’argomento, i contributi più interessanti in merito hanno focalizzato l’attenzione sull’elaborazione cognitiva dello stimolo e della risposta. Uno dei contributi più importanti è rappresentato, senza dubbio, dal modello transazionale di Lazarus e Folkman (1984). All’interno di questo modello, i due autori definiscono lo stress come una transazione fra la persona e l’ambiente nella quale la situazione è valutata dall’individuo com eeccedente le prorpie risorse e tale da mettere in pericolo il suo benessere.
Alla base dello stress vi sarebbe, dunque, uno squilibrio tra le risorse e le capacità possedute dal soggetto, e quelle richieste dall’ambiente per fronteggiare gli stressors, ossia quegli eventi o situazioni che vengono percepite dalle persone come potenzialmente dannose e nocive per il proprio equilibrio psico-fisico.
Nella gestione e soluzione dell’evento stressante risultano, quindi, di fondamentale importanza il modo in cui percepiamo e valutiamo l’evento, e le risorse e le capacità con cui possiamo fronteggiarlo.
Nel modello di Lazarus e Folkman vengono concettualizzate 3 diverse tipologie di valutazione cognitiva (appraisal) dello stressor:
1. valutazione primaria→ il soggetto valuta la gravità dell’evento;
2. valutazione secondaria→ il soggetto valuta le risorse che ha a disposizione e le strategie da mettere in atto per fronteggiare l’evento
3. valutazione terziaria→ il soggetto valuta l’efficacia della propria azione, e in base ai risultati può convergere su altre strategie.
Un aspetto molto importante riguardante questo processo di valutazione, è riferito alla percezione di controllo sulla situazione. Se la situazione è ritenuta controllabile e modificabile, la persona può ricorrere a strategie d’azione centrate sul problema. Nel caso in cui, invece, la situazione venga percepita come incontrollabile, il soggetto può far ricorso a strategie centrate sulla gestione delle emozioni riferite all’evento stressante.
Quanto detto ci introduce all’altro concetto fondamentale del modello di Lazarus e Folkman: il coping.
Il concetto di coping (dall’inglese to cope = far fronte) indica quel processo adattivo messo in atto dall’individuo per fronteggiare e gestire uno o più stressors. Il coping comprende, dunque, l’insieme delle risorse, delle strategie e delle azioni a livello cognitivo-comportamentale con cui una persona cerca di affrontare e superare un evento stressante.
Inizialmente, il coping è stato studiato come tratto di personalità, in una cornice fortemente individuale. Recenti sviluppi hanno però evidenziato la necessità di considerarlo in un’ottica più ampia che tenga conto tanto dei fattori soggettivi e di personalità, quanto di quelli riferiti al contesto.
Quando ci si riferisce al coping occorre distingure tra tipologie, strategie, stili e risorse di coping.
In merito alle tipologie di coping, come in parte già accennato prima, Lazarus e Fokman hanno distinto due tipi di coping:
- problem focused coping, centrato sul problema e finalizzato a modificare e risolvere la situazione problematica
- emotion focused coping, centrato sulle emozioni. Ha lo scopo di gestire in maniera efficace le emozioni connesse all’evento stressante.
Gli stessi autori hanno anche individuato 8 diverse strategie di coping:
1. confronto diretto con il problema,
2. pianificazione della soluzione,
3. distanziamento dal problema,
4. autocontrollo,
5. ricerca del sostegno sociale,
6. accettazione delle responsabilità derivanti dalla situazione,
7. evitamento del problema,
8. rivalutazione positiva dell’evento stressante.
Per quanto riguarda gli stili di coping Moos (1984) distingue tra un coping di tipo proattivo, finalizzato ad affrontare il problema (task coping), e un coping di evitamento, caratterizzato dalla tendenza da parte del soggetto a non voler affrontare la situazione (avoiadance coping).
Infine, per quel che concerne le risorse di coping, esse possono riferite tanto alla sfera ambientale, quanto a quella individuale.
Nella prima rientrano le risorse materiali e il sostegno sociale, nella seconda troviamo, invece, una serie di skills psicologiche quali la percezione di controllo e di autoefficacia, l’abilità di problem solving, la capacità di resistenza e di resilienza.
Dunque, per affrontare e gestire efficacemente gli eventi stressanti, sarà anzitutto importante valutare correttamente l’evento stesso, perchè da questa valutazione dipenderà la successiva scelta su quale tipologia e quale strategia di coping utilizzare, in funzione anche delle risorse che abbiamo a disposizione. Valutato l’evento stressante, saremo in grado di scegliere la strategia migliore, adattandola alla situazione. Nel far ciò dovremo tener presente che pur non esistendo una strategia migliore in assoluto, è altrettanto vero che saremo in grado di gestire e superare il problema soltanto nel momento in cui decidiamo di affrontarlo (a livello operativo e/o emotivo), e non certo fuggendo da esso.
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Riferimenti bibliografici:
Lazarus R. S., & Folkman S., (1984). Stress, appraisal and coping. New York: Springer
Folkman S., Lazarus R.S., Gruen R.J., DeLongis A., (1986). Appraisal, Coping, Health Status, and Psychological Symptoms. Journal of Personality and Social Psychology, 50 (3), 571-579.
Lazarus R. S., (1993). Coping theory and research: Past, present and future. Psychosomatic medicine, 55, 234-247.




















