Il fenomeno del mutismo selettivo si verifica quando un bambino si rifiuta in modo persistente di parlare o a scuola, o a casa o in altri contesti sociali, nonostante comprenda perfettamente la lingua parlata e scritta.
Spesso è associata un’eccessiva timidezza, un isolamento e un ritiro sociale, eccessivo attaccamento, rifiuto della scuola, o altri comportamenti oppositivi. Può capitare in associazione al mutismo un insuccesso scolastico, essere preso in giro dai compagni.
I fattori che potrebbero causarlo sono: iperprotezione materna, immigrazione, ritardo mentale, ospedalizzazione, o aver assistito ad un evento traumatico.
Solitamente un insegnante sollecita il bambino a parlare, ma questi tentativi creano un circolo vizioso, più l’insegnante chiede, più riceve silenzi. Altro comportamento dell’insegnante è una particolare attenzione verso l’allievo; perché mai il bambino dovrebbe abbandonare il suo atteggiamento se ha ottenuto come risultato una maggior attenzione da parte dell’insegnate?
Una soluzione potrebbe essere di smettere di chiedere al bimbo di parlare di non dargli attenzioni più del necessario. Deve essere l’allievo a sentire la necessità di rincorrere l’insegnante.
Una tecnica da adoperare potrebbe essere la “frustrazione del sintomo”, ovvero l’insegnante dovrebbe commettere degli errori sul bambino, tipo sbagliare il nome, l’età, il colore degli indumenti….., senza dargli il tempo di rispondere per portare le correzioni. Deve passare velocemente da un argomento ad un altro, evitando di farsi correggere. Facendo così spinge l’allievo a voler parlare ma gli impedisce di farlo, lo mette davanti a piccoli frustrazioni che lo indurranno a reagire.
Esistono forme di mutismo selettivo transitorie, molto frequenti, il cui esordio si ha con l’ingresso nella scuola, o con il cambiamento di classe, di amici ecc. In questo caso è più corretto riferire il disturbo ad uno stato particolarmente ansioso del bambino.
Gli insegnanti invece dovrebbero usare delle tecniche comportamentali per agevolare la conquista dell’autostima nel bambino, che è evidentemente carente. Per la comunicazione, si può cominciare dalla focalizzazione sui gesti, le espressioni facciali, i movimenti del corpo, per poi procedere con il bisbiglio e il graduale aumento del tono della voce. Un’altra modalità di comunicazione si può avere attraverso il disegno, in cui il bambino può sentirsi veramente libero di esprimere ciò che pensa e che prova.
Per i genitori che devono interagire con un bambino che presenta questo disturbo, è consigliabile un loro coinvolgimento diretto, cercando di essere ad un tempo stimolanti nei confronti del bambino, ma pazienti, rispettosi, accoglienti nei suoi confronti.
E’ possibile che l’adulto che ha a che fare con un caso di mutismo selettivo possa sperimentare alti livelli di frustrazione ed anche di rabbia nei confronti del bambino, specialmente quando questi comportamenti tendono a persistere, malgrado le rassicurazioni date e gli incoraggiamenti. Occorre essere consapevoli che la maggior parte di questi bambini in realtà desidererebbe comunicare con gli altri, ma ne è incapace. E’ importante notare che questa modalità di comportamento rappresenta per il bambino un modo per evitare l’ansia di parlare e, per questo, forzare il bambino a parlare spesso non è di aiuto.





















5 Commenti
Grazie per averne scritto. Sensibilizzare su questo disagio è una delle attività primarie dell’Associazione italiana mutismo selettivo – A.I.Mu.Se – Quando il silenzio non è d’oro… – costituita da alcuni genitori nel 2009, onlus che intende coinvolgere medici pediatri, insegnanti, educatori e naturalmente le famiglie, allo scopo di intervenire adeguatamente.
Il sito internet è: http://www.aimuse.it
Grazie ancora
Sensibilizzare su questo disagio è una delle attività primarie dell’Associazione italiana mutismo selettivo – A.I.Mu.Se onlus – http://www.aimuse.it/ che intende coinvolgere medici pediatri, insegnanti, educatori e naturalmente le famiglie, allo scopo di intervenire adeguatamente
Mi ha scritto una mamma di un bimbo con mutismo selettivo, e mi ha fatto notare che ho elencato, come fattori che potrebbero causarlo, eventi rari come l’immigrazione e l’ospedalizzazione. Lei stessa ha scritto: “Il mutismo selettivo capita nel 70/80% in bambini inseriti in famiglie normali senza problemi al di la del quotidiano ”
La mamma voleva precisare che il mutismo elettivo nasce anche in famiglie che non hanno avuto alcun tipo di trauma, approfitto dell’email ricevuta per confermare quello che mi è stato scritto.
Trovo molto interessante questo articolo. Ma come si rompe il ghiaccio in questa situazione? Quando un bimbo è totalmente selettivo nel linguaggio e nell’espressione fisica? Grazie Martina
Martina, fagli un sorriso e prendilo per mano. Non serve molto, sii te stessa e non cercare di farlo parlare. Non sforzarlo, non attendere una sua risposta verbale.