Se credete che vostra suocera sia la peggiore del mondo, consolatevi: siete in buona compagnia. Secondo un’inchiesta dell’Ami (Associazione Matrimonialisti Italiani), una separazione su tre sarebbe dovuta all’ingerenza dei suoceri.
Sembra che non sia un luogo comune quello per cui i suoceri, le donne in particolare, siano in grado di distruggere un matrimonio, specialmente quando l’invadenza e le critiche raggiungono livelli esasperanti. Addirittura la Cassazione, proprio in questi giorni, ha stabilito che l’ingerenza dei suoceri conviventi costituisce “giusta causa” per l’abbandono del tetto coniugale e la separazione. “E’ indubbio -afferma l’avvocato Gian Ettore Gassani, presidente nazionale dell’Ami – che un cospicuo numero di separazioni e divorzi in Italia sia causato dal malcostume di molti suoceri di interferire, anche in buona fede, nella vita coniugale dei figli e dei generi/nuore. Questo e’ uno dei peggiori malcostumi italiani”.
I genitori per una coppia, specialmente se si tratta di lavoratori con figli, spesso sono una risorsa indispensabile: basti pensare che 4 milioni di bambini tra 0 e 13 anni sono affidati ai nonni per molte ore al giorno. Spesso però la richiesta di aiuto viene interpretata come un’autorizzazione a interferire nell’educazione dei nipoti e anche nei rapporti tra moglie e marito. Il problema, anche se riguarda in misura maggiore le suocere, sta diventando anche più frequente per i suoceri maschi, che in passato sembravano più discreti e accomodanti.
E pensare che un tempo i suoceri si ponevano come mediatori e spesso rifiutavano la separazione dei figli con forza e rabbia. Oggi, non solo interferiscono a tal punto da rovinare l’unione familiare, ma addirittura avallano e parteggiano per la separazione pagando addirittura le spese legali.





















