Quando parliamo di gioco d’azzardo dobbiamo considerare varie tipologie di gioco, ormai sempre più legalizzate, che sono attratte da giocatori con diverse propensioni e con differenti personalità.
Si può dunque parlare di giochi da Casinò, di videogiochi, dell’ormai diffusissimo videopoker, del poker, e di altri giochi molto diffusi come le lotterie, i numeri, il Bingo, le schedine, le scommesse sportive, e altro.
Ovviamente essendoci tante varietà di scelta di gioco ci sono anche una gran varietà di persone che si divertono in questo modo. Questo vuol dire che non tutte le persone che giocano sono dipendenti dal gioco o dimostrano una patologia nei suoi confronti.
Vi sono vari parametri per indicare se c’è un vero e proprio problema legato al gioco. Primo tra tutti è la richiesta di aiuto da parte del giocatore, o di un suo familiare e poi quando si ha la sensazione che il gioco diventa una necessità e che si è costretti a farlo.
Il gioco d’azzardo patologico si configura come un problema caratterizzato da una graduale perdita della capacità di autolimitare il proprio comportamento di gioco, questo vuol dire che si pensa sempre al gioco, e si limitano altre attività quotidiane, non si dà più tempo e attenzione alla famiglia e si rischia il licenziamento dal posto di lavoro. Il bisogno di giocare è irrefrenabile ed incontrollabile.
Spesso la percezione temporale di un giocatore patologico si modifica, ha un rallentamento o perfino blocco del tempo, la sua attenzione è completamente assorbita dal gioco, quasi come se ne fosse ipnotizzato. In molti casi, quando si gioca, si fa uso di alcolici o di altre sostanze, che alimentano la perdita di controllo.
La dipendenza dal gioco è molto simile alla dipendenza da sostanze, il giocatore si sente assuefatto, ha bisogno di scommettere sempre di più, ha i sintomi dell’astinenza se non gioca, come sudorazione, tachicardia.
Il giocatore continua a giocare anche se ha perso tutti i soldi, e da qui potrebbe nascere un altro problema, ovvero quello economico. Il giocatore è assolutamente convinto che l’azzardo finalmente pagherà e tutto ritornerà a posto .
E’ talmente tanto forte il desiderio di giocare che il giocatore si indebita, spesso con persone sbagliate, si potrebbe dunque chiedere soldi di prestito ad usura, finendo così con il nascondere la situazione economica in famiglia, quindi creare tensioni familiari.
Uno dei rischi più gravi di un giocatore dipendente è una crisi personale, soprattutto quando si rende conto di non potere più estinguere il debito, crisi che porta il soggetto a pensare al suicidio.
Siamo in presenza di “Gioco d’Azzardo Patologico” quando esiste un “comportamento persistente, ricorrente e disadattivo di gioco d’azzardo”, intendendo in quest’ultimo caso che il gioco è in grado di avere delle pesanti ricadute negative sulla vita personale, sociale e lavorativa del giocatore (AA.VV., 1994).
Per chi sente di provare questo disagio, o per un familiare, è utile chiedere aiuto ed informarsi nella propria città dei gruppi di auto-aiuto (Giocatori Anonimi).
Sono gruppi in cui chi partecipa condivide la propria situazione con famiglie e giocatori, avendo in comune così l’esperienza di impotenza nei confronti del gioco, proponendosi l’astinenza dal gioco e confrontandosi nel gruppo le forme di inganno ed autoinganno ancora in atto.
Altra soluzione potrebbero essere i gruppi terapeutici per giocatori d’azzardo compulsavi, sono condotti da psicoterapeuti e coinvolgono la famiglia del giocatore nel processo terapeutico.





















