Il bisogno profondo delle persone esibizioniste

racer

Molte persone amano mettersi al centro dell’attenzione, cercano in tutti i modi di farsi notare dagli altri, sentono cioè un profondo bisogno di farsi vedere da tante persone, affinchè l’attenzione delle persone sia rivolta solo a loro, perchè si parli di loro.


Da dove nasce questo bisogno profondo?

Perché alcune persone cercano in tutti i modi di raggiungere questo obiettivo?

Prima di affrontare questo problema facciamo alcuni esempi pratici dei vari modi di mettersi al centro dell’attenzione:

- Gesticolare e parlare ad alta voce quando si è in pubblico

- Vestirsi in modo vistoso, con colori vivaci, a volte in modo bizzarro

- Cercare di partecipare a programmi televisivi di grande ascolto

- Cercare spesso luoghi affollati dove stare

- Fare le corse in macchina soprattutto per farsi notare

- Praticare uno sport pericoloso

- In un dibattito pubblico cercare sempre di prendere la parola

- Quando si và in discoteca, mettersi sempre in mezzo alla pista per attirare l’attenzione

Insomma queste persone sembrano essere felici e appagate solo dal contatto e dall’approvazione del prossimo, la loro massima soddisfazione si ha quando si parla di loro, quando si giudica un loro comportamento o modo di fare, quando il pubblico o un gruppo di persone dà loro un attenzione particolare.

Ma qual’è il bisogno profondo che viene colmato in questo caso?

Per rispondere a questa domanda, farò adesso un esempio pratico affrontando l’argomento su una delle categorie che possiamo ritrovare tra queste persone esibizioniste di cui abbiamo parlato:

i piloti di macchine veloci, i cosiddetti: racing driver.

LE MOTIVAZIONI PROFONDE DEI RACING DRIVER

(corridori sulle macchine)

Perché alcune persone amano correre in modo eccessivo in macchina?

Ci sono delle persone che sono attratte dalle corse in macchina, e che quando possono spingono l’acceleratore al massimo, per esibirsi davanti agli amici, per fare una sfida con altre persone, per provare il piacere della velocità.

Ma cos’è che spinge queste persone a desiderare di correre a volte anche a rischio della loro vita?

Andiamo a cercare le motivazioni profonde che possono spingere questi ”driver” a sfrecciare quando possono con il loro veicolo.

Intanto vediamo quali possono essere le motivazioni che spingono i driver a correre in modo spericolato:

1- L’esibizionismo

2- Il senso del potere

3- L’affermazione di sè

5- Il non sentirsi più soli (perchè c’è un folto pubblico che li guarda)

6- La compensazione di un vuoto interiore

1 – L’ ESIBIZIONISMO

Di solito la persona che vuole attenzione (in questo caso il “driver”) ricerca un vasto pubblico, nel caso specifico, il pilota di macchine veloci corre davanti ad un pubblico che li incita e li acclama, così i driver corrono “per essere osservati”, per farsi notare, per far vedere agli altri “quanto si è bravi”, e cioè a causa di un forte desiderio di sentirsi ammirati, e per dimostrare agli altri e renderli partecipi di qualcosa di importante di sé, qualcosa di non comune che può essere:

- la propria bravura

- la superiorità nei confronti degli altri

- l’andare oltre i limiti e oltre le cose comuni

Questo voler dimostrare agli altri qualcosa di importante di sé, può rilevare da una parte un senso di inferiorità, infatti il senso di potere, il sentirsi più grandi, più importanti, più bravi, e nel voler dimostrare questo, può nascondere un complesso di inferiorità latente che deve essere analizzato.

2 – IL SENSO DEL POTERE E DI SUPERIORITA’

Il sentirsi potenti, o il dimostrare agli altri la propria superiorità, sia facendo una gara (quindi in competizione), sia da soli, può dimostrare in realtà un senso di inferiorità da parte della persona esibizionista, (in questo caso del “driver”) un complesso di inadeguatezza nei confronti di sè stessi o degli altri, così per risollevarsi, per compensare questa immagine di sé negativa, svalutante, per eliminare questo senso di inferiorità, l’esibizionista vuol fare qualcosa che và oltre il normale, qualcosa di grande, di superiore agli altri, di trasgressivo, qualcosa che và al di là delle regole, delle barriere, dei limiti comuni, come per compensare questo senso di inferiorità inconscio che lo pervade, e quindi per ristabilire un equilibrio interiore che viene minato dal complesso d’inferiorità, da questo stato illusorio della mente, da quest’immagine distorta che l’esibizionista (il driver) ha di sé stesso.

Quindi possiamo dire che un comportamento che và oltre le regole, un comportamento trasgressivo, è come una sorta di “compensazione” di un aspetto interiore, in questo caso di un complesso di inferiorità la cui natura è illusoria, immaginaria, non reale, perché la persona in realtà non è inferiore a nessuno, quindi il suo “sentirsi inferiore” è solo un’immaginazione, un illusione di cui la persona è prigioniera e da cui verrà influenzata nella vita e nelle relazioni umane se non si analizza ed approfondisce i perché ha creato in sé queste illusioni e queste immagini distorte di sé.

Quando un driver viene in terapia chiedendosi il vero motivo di queste sue corse sfrenate, di questo suo voler rischiare, le domande da porsi sono:

- Cosa vuole dimostrare?

- A chi vuole dimostrare qualcosa?

- Perché vuole dimostrare qualcosa?

- E soprattutto bisogna chiedersi: questo voler dimostrare qualcosa quale bisogno và a soddisfare?

Può trattarsi di un bisogno di ammirazione, allora durante la psicoterapia si andrà ad indagare ed analizzare se la madre o il padre non ammiravano il proprio figlio (o figlia), o se lo svalutavano, e perché lo svalutavano.

Può essere un bisogno di sentirsi superiori, ed allora andremo ad analizzare le cause profonde che hanno generato questo desiderio, che potranno essere per esempio una svalutazione da parte dei genitori del proprio figlio, le umiliazioni subite a casa, a scuola o nel luogo di lavoro, o una vita povera, insoddisfacente che può portare la persona a comportamenti opposti, eccessivi di compensazione.

Oppure questo “complesso di superiorità” può in alcuni casi rintracciarsi in un’eccessiva esaltazione del proprio figlio da parte di uno o di entrambe i genitori, che in questo modo possono lasciare una traccia profonda nel bambino, tanto da fargli credere di essere una persona speciale, superiore, unica.

(Come si può notare una mancanza di equilibrio da una parte o dall’altra nell’educazione può trasmettere una mancanza di equilibrio al figlio)

Un altro aspetto che risalta nel driver è un bisogno di potere, e anche qui dobbiamo indagare ciò che ha generato questo bisogno, a volte può essere rintracciato nell’adulazione continua da parte dei genitori, o al contrario nell’aver subìto un potere molto forte, una violenza psicologica da parte dei genitori tale da generare nel proprio figlio un desiderio opposto alla svalutazione che hanno subito, cioè un grande desiderio di potere , nel caso dei driver quindi le corse possono diventare un senso di rivalsa per sé stessi.

In realtà il bisogno di ammirazione, il bisogno di potere e il bisogno di attirare l’attenzione sono delle manifestazioni o espressioni di un solo bisogno:

il bisogno di essere amati ed accettati

E’ questo il vero bisogno profondo che si nasconde nella persona esibizionista, cioè un amore non ricevuto, non sentito, o un amore sbagliato, senza equilibrio da una parte (svalutazione) o dall’altra (esaltazione).

Così la persona esibizionista, (si tratti di un pilota di macchine veloci, oppure di uno stantman, di una persona che ama il rischio, di un attrice, di un ballerino, di una persona che vuole sempre avere l’attenzione su di sé), sente dentro di sè che se sarà ammirato, notato, acclamato, applaudito, osannato da qualcuno, soddisferà in questo modo questo suo bisogno immenso di essere amato, un amore che non ha ricevuto o che non ha sentito, e così solo quando farà qualcosa di straordinario, di forte, di trasgressivo, di pericoloso, di importante, di originale o di unico, solo allora troverà qualcuno che gli potrà ridare, restituire quell’amore tanto agognato.

Di solito le persone trasgressive, non si rendono conto di questo a livello cosciente, ma possono rendersi conto di questo durante un’analisi approfondita, in questo modo potranno capire il perché delle loro azioni strane, eccessive, esibizioniste, e cominciando a prendere coscienza di questo, cominceranno a cambiare interiormente e nei loro comportamenti. Naturalmente c’è bisogno di tempo, di uno sforzo interiore, anche di umiltà per capire cosa succede dentro di noi, per imparare ad ammettere i propri errori, o per ammettere le cause di quello che facciamo, ma questo non può che farci bene, non può che esserci di aiuto.

Per quanto riguarda i driver, dobbiamo ricordare che a livello simbolico l’automobile rappresenta un’estensione del proprio sé, in quanto i driver si identificano con la propria macchina, e con tutto quello che la propria macchina riesce a fare, cioè le acrobazie, la velocità, i sorpassi azzardati, la vittoria sugli altri, ecc.

Ecco perché i driver di solito “personalizzano” la propria auto, perché in questo modo la loro macchina diventa unica, particolare, personale, e le modifiche che vengono apportate, sono modifiche che hanno un forte rapporto con la personalità del driver, che si rispecchierà nella macchina modificata.

continua…….

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Rolando Tavolieri, Psicologo Clinico iscritto all'ordine degli Psicologi della regione Lazio n.10144. Si occupa di Colloqui Clinici e di Sostegno per persone singole o Coppie che hanno Bisogno di Aiuto per risolvere: Difficoltà Relazionali, Disagi Psicologici come: Depressione, Disturbi Psicosomatici, Anoressia, Bulimia, Paura, Fobie, Mancanza di Autostima, Ansia, Timidezza, ed altro.

Il suo sito web

Il suo ebook, da poco terminato: "Manuale per Vincere l'ansia e la paura"

“Porto uno zaino pieno di semi, così è la mia mente. Se sono un artista devo seminare, e se sono maestro, devo insegnare agli altri a seminare, a far crescere, a raccogliere. Se estirpo il mio io individuale dal mondo, il mondo si mette in pace. Le cose smettono di essere come penso che siano, e tornano ad essere quello che erano veramente.”
Parole di Alejandro Jodorowsky, Un pazzo esibizionista, artista poliedrico ma grande viaggiatore dentro se.
Ha pienamente interiorizzato il fatto che non esistiamo se non con lo sguardo di un altro uomo.
L’esibizione di un maestro è indispensabile a farci comprendere cose che, pur a portata di mano, notiamo con difficoltà e con grande sforzo.
Certo è che a me piace molto di più un’esibizione colma di consapevolezza, ma anche quella vuota di una persona vuota insegna.
Insegna che il vuoto non c’è, sta a noi vedere ciò che più ci è utile a percorrere un buon cammino sulla strada verso la consapevolezza.
All’interno di un progetto che vuole concretizzarsi è necessaria la figura di una persona a cui piace esibirsi, questo suo desiderio impedisce l’arenarsi del progetto stesso con sempre nuovi stimoli per mantenere accesa l’attenzione.
E’ proprio per questo che i miei progetti si arenano? Ho difficoltà ad esibirmi infatti mi sono ripromesso che nei miei prossimi progetti coinvolgerò qualcuno a cui piaccia esibirsi e che ambisca ad un tornaconto personale, sarà molto faticoso arginare le sue smanie, forse però così il progetto andrà avanti.
Non sempre mi capisco, questo è uno di quei casi?
Rileggo queste righe e ci penso su