Mio figlio fa ancora la pipi’ a letto…..

L’enuresi è il mancato controllo di urina in bambini dai 5 anni in su.


Se il bambino non ha mai smesso di bagnare il letto, si parla di enuresi primaria; si definisce invece secondaria l’enuresi che riguarda i bambini che ricominciano a bagnare il letto dopo un prolungato periodo di controllo. Solitamente i bambini hanno questi disagi  solo la notte, ma spesso sono presenti sintomi urinari anche di giorno. L’età più giusta per prendere in considerazione un trattamento è dopo i 7 anni. Questo fenomeno si risolve, nella quasi totalità dei casi, spontaneamente.

Come comportarsi

E’ importante che i genitori seguano alcune regole per evitare di aumentare il disagio emotivo che il bambino sta vivendo.

Non si deve mai rimproverare o punire il bambino, il rimprovero aggrava la situazione, un atteggiamento comprensivo, invece, la migliora. Il rimprovero può indurre nel bambino sentimenti di vergogna, questi sentimenti tendono a farlo sentire “diverso” e si rischia che il bambino si chiuda più in se stesso e che il disagio aumenti.

Spesso molti genitori hanno avuto lo stesso disagio da piccoli, è di conforto per il proprio figlio saperlo, quindi è opportuno che il genitore racconti la sua esperienza e come si sentiva da piccolo. Rccontando anche di come l’hanno superato, delle sensazioni che provano e che poi, alla fine, si è risolto. Questo rassdicurerà molto il bambino.

La sera, prima di andare a dormire, è bene abituare il bambino a bere poco per non aumentare il volume di urina nella vescica e controllare che prima di andare a letto il bambino svuoti completamente la vescica.

Cause

Sono varie le cause di questo disturbo, come la familiarità, lo squilibrio fra la produzione notturna di urina e quella diurna, la scarsa capacità della vescica di resistere agli stimoli e la difficoltà a svegliarsi.

Motivi psicologici sono più spesso alla base dell’enuresi notturna secondaria, precipitata, ad esempio, da particolari eventi che mettono a nudo il bisogno di sicurezza e di dipendenza del bambino, come ad esempio una morte di un familiare, la nascita di un fratellino, carente attenzione da parte dei genitori, o iperprotezione (può comportare incapacità da parte del bambino ad assumersi le proprie responsabilità per se stessi), tentativo da parte del bambino di avere attenzione.

E’ da considerare anche la presenza di un problema organico, come infezioni delle vie urinarie, è consigliabile sempre andare prima da un medico specialista, per escludere questo tipo di causa, una volta esclusa, è possibile parlare di cause psicologiche.

Non dobbiamo dimenticare che questo disagio viene sempre interpretato dal bambino, come un evento frustrante e che lo rende diverso, per cui è sempre opportuno considerare attentamente il suo comportamento e la sua autostima, per evitare spirali psicologiche negative.

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