Sono sempre più frequenti i fenomeni di microcriminalità o di bullismo che vedono implicati adolescenti, ma anche bambini. La loro aggressività e crudeltà gratuita ci sorprende e ci pone degli interrogativi. E’ patologia, sono i geni, è un problema educativo?
Gli atti compiuti dai piccoli bulli possono andare dagli insulti, alla minaccia verbale, all’estorsione, alla violenza vera e propria e possono consumarsi individualmente, o in gruppi come accade nelle baby-gang. La cosa più difficile da digerire è che spesso le violenze non nascono da una lite, o da una pregressa aggressione, ma sono completamente gratuiti e fini a se stessi. Le vittime, inoltre, sono quasi sempre più deboli e più piccole di età o di corporatura.
Diversi autori suggeriscono che possa esserci un legame tra questi fenomeni e quello che il DSM IV definisce come disturbo antisociale di personalità. Secondo il noto manuale chi ne soffre è una persona che non rispetta in alcun modo le leggi, tende a violare i diritti degli altri, non prova senso di colpa per i crimini commessi; è incapace di conformarsi alle norme sociali per ciò che concerne il comportamento legale, come indicato dal ripetersi di condotte suscettibili di arresto; è disonesto, come indicato dal mentire, usare falsi nomi, o truffare gli altri ripetutamente, per profitto o per piacere personale; mostra impulsività o incapacità di pianificare, irritabilità e aggressività, come indicato da scontri o assalti fisici ripetuti, inosservanza spericolata della sicurezza propria e degli altri, irresponsabilità abituale, come indicato dalla ripetuta incapacità di sostenere un’attività lavorativa continuativa, o di far fronte ad obblighi finanziari.
E’ possibile far coincidere il bullismo e gli atti aggressivi compiuti da minori con le categorie di questo disturbo? Non del tutto, soprattutto perchè non è detto che un bambino violento diventi da grande un adulto antisociale. Potrebbe diventare un caratteriale, ma anche uno psicotico, o semplicemente superare questa fase con un sostegno educativo da parte della famiglia e della scuola.



















