La sonnolenza è una pericolosa nemica della guida: ben il 20% degli incidenti stradali, prima causa di morte dei maschi sotto i 40 anni, è causato dal fatidico e terribile “colpo di sonno”. Conoscerne le insidie e le strategie per evitarlo può salvare la vita.
La sonnolenza è nemica giurata della guida e in generale di tutte le azioni complesse che richiedono un’attenzione costante. Essa, infatti, riduce la capacità di prendere quelle decine e decine di rapide decisioni che ogni giorno, in modo inconsapevole, siamo chiamati a prendere alla guida (mi butto o aspetto che passi quest’auto? ho il tempo necessario a passare con il giallo o è meglio aspettare? A che distanza devo frenare per non tamponare quel veicolo che ha inchiodato?). Essere sonnolenti ci rende più impacciati nella risposta e ci può spingere a commettere grossolani errori che in auto possono costarci la vita. Il sonno comporta la diminuzione delle capacità di vigilanza e di reazione sia a livello psicomotorio (es. sterzare rapidamente, mantenere una velocità costante, frenare in tempo utile, mantenere la propria posizione nella carreggiata) che sensoriale (es. udire un clacson, vedere una buca).
Gli orari: La nostra società, come molti studi denunciano, è cronicamente deprivata di sonno: dormiamo in media molto meno del necessario. Il primo consiglio pratico da seguire per evitare pericolosi incidenti è dunque quello di avere un sonno regolare. Tuttavia, anche in condizioni di sonno ottimali, ci sono degli orari in cui guidare è particolarmente insidioso. Si tratta delle ore di fisiologico declino della vigilanza: tra l’una e le 6 del mattino e tra le 14.00 e le 17.00 del pomeriggio, indipendentemente dall’assunzione di cibi o bevande (ovviamente il rischio aumenta se abbiamo mangiato pesante).
Categorie a rischio: è più soggetto a questo tipo di incidenti, chi guida da solo, non avendo nessuno che ne richiami l’attenzione, chi guida per molte ore e per lunghe distanze, i giovani che solitamente hanno orari più sconclusionati e i lavoratori impegnati più di 60 ore a settimana o che lavorano su turni soprattutto notturni. Ovviamente è a rischio anche chi soffre di disturbi del sonno o di patologie psichiatriche che modificano i normali ritmo sonno veglia (ad es. depressione, ansia, ecc.).
Cosa fare per evitare il colpo di sonno?
Possiamo distinguere le modalità più o meno utili per evitare il colpo di sonno, in strategie comportamentali, adottate mentre si guida e strategie preventive, da adottare prima di mettersi al volante.
Le strategie comportamentali più adotatte sono quelle che consistono nel mettere in atto piccoli espedienti per rimanere svegli che quasi sempre si rivelano inefficaci. Tra questi, totalmente inutili sono il fermarsi pochi minuti sulla piazzola di sosta per sgranchirsi, il masticare una gomma per tenersi attivi, l’alzare il volume dello stereo, il parlare o il cantare, il tenere il finestrino aperto per far entrare l’aria fredda. Le uniche strategie da adottare se ci sentiamo troppo stanchi e non possiamo fare a meno di guidare sono il fermarsi in autogrill per un caffè (ma la sua efficacia dura solo un’oretta) e il fermarsi a dormire per una mezz’oretta, che è l’unica maniera davvero utile per recuperare e sentirsi meglio. Soprattutto i più giovani tendono a mettere in atto strategie inefficaci, per dimostrare che resistono a tutto, anche al sonno e per la convinzione tipicamente adolescenziale di essere immortali.
E’ necessario invece puntare sulle strategie preventive, piuttosto che su quelle adottate al momento. Tra queste elenchiamo l’evitare alcol e fare attenzione se si sono assunti farmaci che provocano sonnolenza, dormire le giuste ore di sonno, specialmente in prossimità di un viaggio o di una trasferta ed evitare le partenze “intelligenti” di notte o nel primo pomeriggio, che forse tanto intelligenti non sono.




















