Trattati interi e sudore della fronte per scrivere e parlare di questo sentimento vecchio come il mondo, eppure mai potremo dire di saper tutto sull’amore: la dimensione sentimentale (è ormai accertato) non è l’unica nè la più importante.
Il fattore di crescita nervoso, il famigerato NGF portato alla luce da Rita Levi Montalcini (per questa scoperta, va ricordato, la Montalcini ha vinto un Nobel 14 anni fa) si trova in quantità elevate nei soggetti innamorati: se ancora ci fosse qualche illuso, ora dovrà ricredersi.
Fa un pò di sensazione giusto il fatto che una scoperta simile sia nata proprio in Italia, il paese dell’Amore secondo il resto del mondo: nel Journal of Psychoneuroendocrinology il Dott.Enzo Emanuele (Università di Pavia) ha pubblicato i risultati di uno studio che ha coinvolto 60 soggetti (uomini e donne) dai 18 ai 31 anni, accomunati da un fattore cruciale: erano innamorati da meno di 6 mesi e dichiaravano di passare almeno 4 ore al giorno a sospirare sulla foto del partner appena conquistato.
Ebbene, gli innamorati in questione hanno presentato livel
li di NGF molto maggiori di quelli non innamorati o con relazioni di lungo corso (227 unità a 123, un punteggio spietato per le coppie più navigate).
Tutto questo sembra portare a delle conclusioni spicciole: la prima è che, ovviamente, più c’è innamoramento, più c’è NGF. La seconda è che, qualunque sia il livello di NGF, questo si abbassa inesorabilmente con il tempo.
A distanza di un anno, il test ripetuto sugli stessi soggetti ha evidenziato un abbassamento drastico del fattore di crescita nervoso: non sono ancora chiare la dinamica e le emozioni correlate al ruolo giocato dal NGF. Per questo servono altri studi, e nel mentre possiamo ancora pensare che l’amore in fondo sia un mistero bellissimo, difficilmente inquadrabile nella fredda chimica.
Certe illusioni non muoiono mai, dopotutto.



















