E’ finita una lunga storia d’amore..e ora?

Può accadere, sia ad uomini che a donne, di risvegliarsi all’improvviso da una sorta di letargo, si dorme per anni in un bosco fatato, ma poi ci si accorge che non era un luogo incantato, ma una sorte di prigione.


Sembra che questo risveglio si sviluppi improvvisamente, ma non è così. Si vive un periodo di conflitto interiore, che all’esterno si esplica con lotte con il coniuge, il quale non comprende più il perché “il dentifricio schiacciato da sotto non va bene”, i motivi più futili diventano le occasioni per dar vita a litigi esasperati.

Spesso, non è possibile rintracciare un evento specifico all’origine della nostra evoluzione, all’improvviso, però, ci si scopre diversi e non si è capaci di individuare quando è iniziata la nostra insofferenza. Ma una volta intrapresa la strada che ci ha portato a questa cognizione, è molto difficile tornare indietro e molto complicato comportarsi “come se” nella nostra vita non fosse accaduto nulla.

L’evoluzione da una condizione ad una altra fa paura…..come fare ad ammettere di volere la nuova condizione?
Sfortunatamente la libera espressione del nostro Io e l’assunzione di nuovi ruoli contrasta con la paura della solitudine e con il timore di essere disapprovati dagli altri. Bisogna imparare a tollerare l’ansia che scaturisce dai contrasti con le persone che ci stanno vicine e che cercheranno di ostacolarci, e soprattutto, bisogna essere in grado di resistere e rassegnarsi a rimproveri e dissensi senza sentirsi in colpa e far fronte all’ isolamento.

La solitudine può essere un passaggio proficuo se l’accogliamo senza timori e resistenze, se abbiamo la forza e la capacità di sperimentarci in situazioni nuove. La lontananza da una situazione vissuta apparentemente come stretta, può portare a nuove consapevolezze e riflessioni, ad una calma interiore che permetterà di analizzare il rapporto amoroso e di coppia, con maggiore distensione e calma.

Concentrando la nostra attenzione sul nostro mondo interiore, le tonalità affettive e i nostri turbamenti possono acquisire un rilievo diverso.

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4 Commenti

  • 15 novembre 2010 | Permalink |

    E’ proprio vero…i cambiamenti sono sempre difficili e causano sofferenza,noi siamo troppo abitudinari ed abbiamo paura dello sconosciuto….

  • 16 novembre 2010 | Permalink |

    Personalmente sono dell’idea che se si vuol vivere bene in coppia bisogna essere prima in grado di vivere bene da soli. L’equilibrio lo si deve avere da sé stessi, non può dipendere esclusivamente da un’altra persona.
    Quindi, secondo me, appena finita una storia importante occorre prima ritrovare il proprio equilibrio da single senza avere paura della solitudine, e solo quando lo si è trovato, allora si è pronti per vivere una nuova avventura.

  • 16 novembre 2010 | Permalink |

    Caro Fabio, quello che dici può essere condivisibile, anche se personalmente ritengo che spesso impariamo a conoscerci e a crescere proprio nell’incontro con l’altro. Ben diverso ovviamente è il discorso della dipendenza dal partner.

  • 18 novembre 2010 | Permalink |

    Ciao Lucia,
    hai ragione, la vita di coppia aiuta a crescere senza ombra di dubbio, ma a mio avviso deve portare quel “valore aggiunto” ad una situazione già in equilibrio da sé.
    Conosco molte persone che non sarebbero in grado di vivere in solitudine. A mio avviso, non dimostrano di avere un equilibrio interiore forte, perché esso dipende solo ed esclusivamente dalla presenza di un partner.
    Appena finita una storia importante io personalmente mi prenderei un periodo di solitudine, per ritrovare l’armonia e la felicità in me stesso, e assaporare silenziosamente la bellezza dell’essere single. Ti dico questo perché a me è successo proprio così, 9 anni finiti di colpo, dall’oggi al domani.

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