Ansia e Panico: facciamo un punto

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L’ansia, l’attacco di panico e la depressione non sono malattie di origine organica anche se si esprimono attraverso reazioni corporee oltre che emotive. Per capire la loro vera natura è indispensabile contestualizzarle in un quadro evoluzionistico che ne spieghi la loro utilità biologica ed i vantaggi che apportano per la sopravvivenza degli individui.

Da quando le mamme iniziarono ad allattare i loro cuccioli, circa 150 milioni di anni fa, il cervello dei mammiferi ha sviluppato queste tre reazioni psico-fisiche come meccanismi fondamentali per la sopravvivenza delle specie. Ogni cucciolo ha bisogno della mamma per essere accudito e per essere protetto dai pericoli. La prossimità di un predatore attiva l’ansia, la separazione dalla mamma attiva il panico, la perdita della mamma attiva la depressione!

Il sistema dell’ansia funziona come un campanello di allarme che si attiva ogni qualvolta si presenti un potenziale pericolo. In natura, in prossimità di un potenziale predatore!

Il corpo intero va in iper-eccittazione ad opera del sistema nervoso simpatico, i muscoli si tonificano nel predisporre la fuga, il cuore batte forte per apportare maggiore ossigeno, le pupille si allargano per far entrare maggiore luce sulla retina ed ampliare la visione periferica, la soglia dell’udito si sensibilizza al minimo rumore e sul piano emotivo domina la paura!

Il vantaggio evolutivo di questo sistema è quello di sfuggire rapidamente a situazioni di pericolo. Quindi, attenzione! L’ansia è attivata dalla presenza di “una minaccia”, di un predatore o di una situazione percepita come pericolosa!

Diversa è la risposta di panico: Esso è attivato da situazioni “senza via d’uscita”, nelle quali ci si percepisce come indifesi, abbandonati, senza nessuno a cui poter chiedere aiuto, bloccati in gabbia senza scampo! L’attacco di panico, infatti, è una reazione fisiologica al pericolo di non avere vicino un soggetto di tutela (in natura la mamma) ed è correlato sul piano emotivo a sentimenti di angoscia da separazione e paura della morte. La reazione corporea di iper-eccitazione arriva ai massimi livelli in pochi istanti, con sensazione di perdita di controllo, mancanza di respiro e terrificante angoscia che spinge alla ricerca immediata di aiuto. Anche qui, il vantaggio biologico è evidente: non allontanarsi mai dal soggetto di tutela onde rischiare di incappare in potenziali pericoli.

Il cucciolo che si allontana dalla mamma va immediatamente in panico, cerca frettolosamente aiuto e si lamenta producendo vocalizzazioni di richiamo. Questo facilita in un tempo breve il ritrovamento da parte della madre ed il ricongiungimento con essa: ecco perchè deve essere tremendamente potente e rapido! La natura non scherza!

Ma… cosa accade se la mamma non riesce a ritrovare subito il proprio cucciolo smarrito? Ecco attivarsi in tal caso il sistema della depressione. Andare in giro a cercare aiuto troppo a lungo ed in continuo lamento non rappresenta certo un vantaggio evolutivo, in quanto si rischia fortemente di attirare l’attenzione dei predatori! Falliti i disperati tentativi di ricongiungimento, il piccolo non può fare altro che nascondersi e ritirarsi in luoghi appartati nella speranza di essere trovato dalla madre.

L’angoscia da separazione a questo punto è insopportabile ed il cervello del piccolo mammifero deve fare qualcosa per anestetizzare il dolore: gli oppiodi endogeni (come la morfina somministrata dall’esterno) riducono i sentimenti angoscianti e determinano uno stato di apatia (perdita della capacità di provare emozioni positive) tipica dello stato depressivo.

Ecco, dunque, l’asse ansia-panico-depressione come complesso sistema che ha il vantaggio biologico di rafforzare il legame con il genitore ed aumentare le probabilità di sopravvivenza dei piccoli in natura!

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Dott.Sandro Sigillò, Psicologo iscritto all'Ordine della Regione Lazio, Psicoterapeuta Specialista in Psicologia Clinica e in Psicoterapia Psicoanalitica.
Studio: Albano Laziale (Roma)
Via Ancona, 16
Tel. 06/9315950
Sito: www.sigillosandro.com
avatar alex scrive:

è un campanello d’allarme, che non tutti sanno ascoltare, forse è arrivato il momento di fermarsi e cambiare qualcosa nella vita……da nemico si può trasformare in un gande alleato..
“la vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare”

avatar ilde monitto scrive:

E’ un mostro che ti dilania l’anima