Allarmanti i dati della relazione 2010 dell’Osservatorio europeo delle droghe (Oedt): se non sorprende il dato che la cannabis è la droga più consumata, sicuramente la cocaina, con il suo incremento iperbolico non può che preoccuparci.
L’Italia, insieme ai paesi dell’est europeo come Repubblica ceca, Estonia e Slovacchia, continua a registrare un aumento del consumo di cannabis specialmente tra i giovani, proprio mentre nel resto dell’Europa occidentale questo dato tende a decrescere. 4 milioni di persone che consumano ogni giorno la cannabis, la rendono la droga più usata in Europa, ma al secondo posto svetta la polvere bianca che nel 2008 ha provocato 1000 decessi, il cui numero è destinato a salire. Quasi 14 milioni di persone hanno provato almeno una volta la cocaina, specialmente in Italia che è nella terribile top ten del consumo dopo Spagna e Regno Unito. Questi i dati dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Oedt), presentati nella relazione 2010 sull’evoluzione del consumo di droga in Europa, che fa riferimento al 2008.
Dalla relazione risulta dunque un aumento del consumo di cocaina, anche a causa delle tecniche sempre più sofisticate adottate dagli spacciatori europei per metterla in commercio. Trasportata insieme a materiali d’uso comune come fertilizzanti, tessuti o cera d’api, viene poi estratta nella miriade di laboratori clandestini presenti in tutta Europa. E aumenta di conseguenza il numero di decessi, raddoppiato in Gran Bretagna negli ultimi 5 anni. Di contro è un dato positivo che le persone dipendenti cominciano a curarsi di più: attualmente circa il 17% di tutti coloro che si sottopongono ad un trattamento per la dipendenza, è costituito da consumatori di cocaina.
Un dato però ci conforta: anche se non si tratta di fonti ufficiali, sembra che dal 2008 in poi (anno a cui si riferiscono le rilevazioni), ci sia stata un’inversione di tendenza e attualmente si è verificato un importante calo del consumo, specialmente in riferimento ai consumatori occasionali.
Un altro dato rilevante è che la droga sta cessando di essere un fenomeno legato alla ribellione adolescenziale: una persona su 5 (circa il 19%) in trattamento per una dipendenza, ha superato i 40 anni. Dieci anni fa gli over 40 dipendenti non superavano il 10%. Questo fenomeno riflette da un lato l’invecchiamento della popolazione generale, dall’altro la crisi d’identità, dovuta anche alla crisi economica, che ha investito proprio le generazioni adulte della classe media. Il profilo tipico di una persona adulta che consuma droga abitualmente, infatti, è caratterizzato da disoccupazione e isolamento sociale, con tutte le conseguenze fisiche e psicosociali che un consumo cronico può comportare, dalle problematiche epatiche alla depressione.




















