Il metodo Simonton per lottare con il cancro

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Durante gli anni dell’adolescenza, quando sembra che la vita duri per sempre…la madre della mia migliore amica si ammalò di tumore al cervello..iniziò per me insieme a lei il lungo viaggio verso la morte. Il vero viaggio era dentro di noi con tutte le paure e le difficoltà di far fronte a qualcosa di inaspettato e più grande di noi..tuttavia le nostre giornate e i nostri occhi erano puntati su di lei…e guardavamo alla malttia attraverso di lei.


Era spaventata…di una paura diversa da quella che noi proviamo durante la vita, è il terrore di chi non sa cosa l’aspetta. La nostra reazione fu di smarrimento..e quando lei ci guardava quasi per chiederci delle risposte che non avevamo, sapevamo solo mentirle dicendole che sarebbe guarita e avrebbe continuato la sua vita da dove si era interrotta. In realtà stavamo negando la malattia perché noi non sapevamo come aiutarla. Da questo mi sono chiesta: ma come si aiuta una persona che sta andando verso la morte? Quando capiterà a me…non vorrei essere lasciata sola, non vorrei che si facesse finta di niente solo perché non si sa cosa e come farlo. Durante gli anni universitari ho conosciuto la D.ssa Marie Noelle Urech,Counselor e supervisore Metodo Simonton che mi ha fatto conoscere il Metodo Simonton, uno dei metodi di assistenza psicologica per i malati oncologici.

Il metodo Simonton

Carl Simonton, un radio-oncologo, e Stephanie Matthews-Simonton, una psicologa, hanno elaborato un metodo psicoterapeutico per modificare il decorso del cancro in pazienti con neoplasie incurabili (Simonton & Simonton, 1976; Simonton, Matthews-Simonton & Creighton, 1981)

Il metodo nasce in seguito ad una osservazione di Carl Simonton il quale constatò l’esistenza di due categorie di pazienti incurabili: mentre alcuni si sentono condannati ed impotenti nei confronti della loro malattia, altri partecipano attivamente alla guarigione. Questi ultimi convinti di poter influenzare il decorso della malattia ottengono un miglioramento evidente. Gli autori sottolineano l’importanza della mente e delle emozioni per la suscettibilità alla malattia ed elaborano un modello mente-corpo per lo sviluppo del cancro basandosi sulla letteratura psicoanalitica esistente.

In questo modello assumono ampio rilievo le reazioni di depressione, impotenza e disperazione ad eventi o situazioni che l’individuo giudica stressanti. Infatti queste reazioni, seguendo un circuito limbico e ipotalamico, influiscono sul sistema immunitario inibendolo e, attraverso la ghiandola pituitaria, agiscono sul sistema endocrino provocando un aumento di suscettibilità alle sostanze cancerogene.

In cosa consiste un atteggiamento attivo?

Il malato imapara a re-interpretare (cambia la prospettiva) la propria realtà, scoprendo nuove possibilità di scelta, riappropriandosi del potere di decidere consapevolmente ciò che vuole vivere. Si lavora per giungere ad una migliore qualità di vita. Sviluppare emozioni e atteggiamenti positivi come la gioia, la dolcezza, la fiducia e la speranza possono arricchire una persona e influenzare la sua guarigione.

Eliminare quegli atteggiamenti mentali distruttivi, reazioni ed emozioni negative che sono terreno fertile per la malattia.

L’atteggiamento da tenere è quello di:

  • focalizzarsi su ciò che va nella sua vita e non più su ciò che non va, senza attaccamento ai risultati (lasciare la presa, integrare vita e morte, salute e malattia)
  • riconoscere e rispettare i propri limiti
  • lavorare sulle proprie emozioni

Come lo si raggiunge?

Per raggiungere questo scopo, il paziente deve:
• imparare a
conoscersi meglio, individuando i suoi “patterns” di sofferenza
• dedicarsi alle attività che gli procurano maggiore
soddisfazione e pienezza
• scoprire che può immettere
dolcezza e gioia nella propria vita.

I principi della terapia del Dr Carl Simonton sono quattro

1.     rilassamento, uso dell’ immaginazione, Imagery
Il rilassamento del corpo prepara alla creazione di immagini mentali.
La capacità di rappresentazione (tramite l’immaginazione) è uno strumento prezioso ed indispensabile nel processo di guarigione che potenzia il sistema immunitario, riduce o elimina gli effetti collaterali delle terapie, rafforza la fiducia nel processo della salute. Le immagini che il paziente ha focalizzato circa l’interazione tra cancro, difese immunitarie e chemioterapia gli vengono fatte disegnare per documentare le sue aspettative che verranno poi esaminate dallo psicoterapeuta. La fase della “scoperta del consigliere interiore” permette all’individuo avere la possibilità di entrare in contatto con risorse psichiche normalmente inaccessibili.

2.     Gestione dello stress e della comunicazione

Identificare le fonti dello stress e imparare a gestirlo in modo più sano è il primo passo del metodo. Consiste nell’isolare gli stress esperiti da 6 a 18 mesi prima della proliferazione tumorale, per far comprendere al paziente il ruolo che ha ricoperto nell’insorgenza della malattia e aiutarlo a modificare le convinzione che lo hanno portato a percepire determinati eventi come negativi.

Esplorare i principi della comunicazione per migliorare le relazioni interpersonali (spesso conflittuali per il paziente oncologico) che sono causa dello stress.

Imparare modalità per fronteggiare il dolore. Il dolore rappresenta un aspetto costante nel decorso di ogni malato di cancro. Oltre a sottolineare le componenti emotive del dolore, gli autori evidenziano i vantaggi derivanti dalla sofferenza fisica raccomandando ai malati di esaminarli per modificare le aspettative alla base del dolore. Inoltre gli stessi autori suggeriscono alcune tecniche di rilassamento e visualizzazione studiate per far fronte ai dolori più persistenti;

L’esercizio fisico rappresenta un aspetto ulteriore del programma ed ha la finalità di aiutare il paziente a modificare le proprie convinzioni, a sentirsi maggiormente responsabile, autodeterminato, e in grado di incidere attivamente sulla propria esistenza;

3.Gestione delle emozioni

Identificare gli schemi mentali irrealistici e malsani che alimentano la sofferenza. Ad esempio il superamento del risentimento. Basandosi sulla considerazione secondo la quale lo stress nei malati di cancro è spesso l’effetto della difficoltà di esprimere sentimenti come la rabbia o il risentimento, i Simonton inseriscono nel loro programma terapeutico alcune tecniche di immaginazione mentale, specifiche per eliminare tali sentimenti negativi e trasformare i pensieri malsani in pensieri sani basati sulla realtà.

Per la paura delle ricadute i Simonton utilizzano una strategia per aiutare i pazienti ad affrontare eventuali ricadute, considerate come messaggi del corpo piuttosto che come fallimenti. È quindi molto utile che il paziente e il terapeuta esaminino le implicazioni di tale messaggio cercando di coglierne il senso. A tale scopo gli autori suggeriscono di consultare il consigliere interiore o di analizzare il periodo precedente alla ricaduta, riformulando, se necessario, il programma terapeutico

4. Capacità di fissarsi degli scopi nella vita e vantaggi secondari della malattia

Scoprire e definire ragioni più profonde per vivere, fissarsi nuovi scopi e coltivare la speranza.  Ricercare tutte le attività e cose che alimentano la gioia, il divertimento, il piacere. Quindi la pianificazione delle mete. La programmazione delle mete è un altro momento importante del metodo. Un tratto comune ai pazienti che rispondono bene alla terapia medica è rappresentato dalla convinzione di avere buone ragioni per continuare a vivere. La formulazione di progetti di vita presenta diversi vantaggi: a) è un modo molto concreto che l’individuo ha a disposizione per affermare la sua volontà di continuare a vivere; b) contribuisce a far abbandonare gli atteggiamenti di impotenza e depressione che sono il primo passo verso la malattia; c) aiuta a creare un’immagine positiva di se stessi e a rendere la vita significativa;

I vantaggi della malattia: spesso la malattia è l’unica modalità che un individuo è in grado di utilizzare per risolvere o evitare un problema. È quindi importante che il paziente isoli i bisogni che sta soddisfacendo mediante il cancro e individui le convinzioni che gli impediscono di soddisfare tali bisogni, per poi trovare modalità alternative di gratificazione;

Stabilire un programma di due anni con obiettivi che producano gioia, benessere,  che diano significato alla propria vita e che consentano di procedere per tappe verso la salute.


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Rosa Rita Annunziata è una psicologa clinica specializzanda in psicoterapia d’integrazione Strutturale alla Società Italiana di Psicoterapia Integrata. Esperta Psicodiagnosta, lavora nel campo della riabilitazione di pazienti psicotici e/o con ritardo mentale sia nella Residenza Psichiatrica kairòs, che nel centro diurno della Cooperativa Sociale Integrazioni. Ha lavorato per la prevenzione e la riduzione del disagio sociale e relazionale di giovani e bambini in condizioni sociali svantaggiate. Psicologa presso il consultorio familiare di Pomigliano D’Arco.
Svolge attività privata nella provincia di Napoli.
Per contatti: 3383658703
avatar Ilona Zagyva scrive:

Buongiorno, vorrei sapere se ci sono cassette o materiali in commercio del metodo Simonton ? Grazie d’anticipo. Viviamo a Budapest, cordiali saluti

Z.Ilona