La famiglia con adolescenti

Quando un figlio diventa adolescente, tutta la famiglia è chiamata a rispondere a nuove sfide.


La coppia genitoriale in questo periodo deve far fronte ai numerosi tentativi del figlio di differenziarsi dai genitori e questo porta ad una nuova flessibiltà dei confini familiari, in modo tale da consentire all’adolescente di entrare ed uscire dal sistema, di sperimentare nuovi livelli di autonomia e stabilire con la famiglia rapporti nuovi e indipendenti. In questo modo la relazione coniugale necessita di una rinegoziazione cui va spesso associato un reinvestimento lavorativo; la relazione genitoriale richiede un nuovo assetto nei confronti del figlio; la relazione filiale prevede l’accettazione del progressivo invecchiamento della precedente generazione.

I genitori si trovano coinvolti in una rete di legami di attaccamento che necessariamente devono essere rinegoziati nella nuova realtà familiare. Il genitore adesso non si trova più nella posizione asimmetrica, ma darà assistenza e accudimento in quelle situazioni in cui il ragazzo non è in grado di farne a meno, e libertà e indipendenza in quelle in cui, invece, sarà più competente. Inoltre dovrà riconoscere la sessualità emergente del figlio, determinante nella creazione di nuovi legami di attaccamento extrafamiliari.

Per l’adolescente importanti saranno i nuovi legami instaurati al di fuori della famiglia; legami infantili rassicuranti forniranno all’adolescente la base per la creazione di nuovi scambi sociali e per trovare soluzioni integrative fra i modelli proposti dall famiglia e quelli dei pari. 1

Attraverso questi nuovi scambi sociali si formeranno i primi legami sentimentali attraverso i quali viene avviato il trasferimento delle funzioni, di vicinanza, di rifugio e base sicura, proprie del legame di attaccamento ad altre figure significative. Queste relazioni amorose, a differenza di quelle amicali infantili, sono sia reciproche che simmetriche, in quanto ciascuno dei partner sa di incorrere in qualche responsabilità rispetto all’accudimento dell’altro.

In questo iniziale trasferimento delle funzioni di attaccamento dalla famiglia ad altre figure di attaccamento un ruolo importante gioca la presenza dei fratelli e i modelli relazionali di questi ultimi. Il fratello maggiore, soprattutto se non è riuscito a risolvere alcuni nodi problematici della sua relazione con la famiglia, potrebbe non essere propenso all’evoluzione del fratello cercando di trattenerlo nel ruolo di piccolo per non rivedere la propria posizione nella fratria, oppure può succedere che il fratello minore, segnato da gravi dissidi che hanno portato all’espulsione “dal nido” del maggiore, potrebbe scegliere di ritardare la sua uscita, ostacolando una sua eventuale rinegoziazione dei rapporti del maggiore con i genitori.

  1. Crittenden, 1996, 1997b; Kerns, Klepac, Cole 1996; O’Koorn, 1997 []

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