Quando nasce un figlio

La nascita di un figlio determina uno sconvolgimento totale per quanto riguarda la strutturazione della famiglia. La presenza di un nuovo membro all’interno della diade coniugale costituisce il primo mattone di una nuova storia generazionale della famiglia.

Il figlio rende esplicita l’unione tra due persone, il suo arrivo determina l’innesco di una nuova fase familiare caratterizzata da disorganizzazione e turbolenza di fronte alle quali la coppia può cercare nuove modalità di funzionamento più idonea al cambiamento avvenuto (Binda, 1989). I coniugi, elaborando l’evento nascita, riconoscono il cambiamento avvenuto e possono aprire un nuovo capitolo della storia familiare. Il figlio implica necessariamente una ridefinizione dei ruoli e delle relazioni familiari.

L’evento nascita è caratterizzato da una grande ricchezza di processi individuali e dell’intero sistema famiglia; essi si attivano anche molto tempo prima dell’evento stesso e divengono la premessa perché si attuino quei processi di adattamento indispensabili a trovare nuovi equilibri familiari.

Molto forti sono i cambiamenti, con la nascita di un figlio, della relazione di coppia: tutti gli equilibri raggiunti tenderanno a vacillare e la famiglia sarà chiamata a trovarne degli altri più adatti alla nuova situazione che si è venuta a determinare. Fra i cambiamenti il primo è quello che vede la coppia coniugale diventare una coppia genitoriale, e modificare totalmente il proprio stile di vita in funzione del nuovo membro.

Con l’arrivo del bambino possono insorgere delle gelosie inaspettate. Talvolta è possibile che il neo-papà possa provare dei sentimenti di gelosia nei confronti del piccolo dal momento che lo vede come una sorta di carta assorbente di tutte le energie fisiche e mentali della compagna; può sentirsi escluso e poco considerato in questa nuova situazione familiare, in cui gli sembra che le attenzioni siano tutte indirizzate al nuovo arrivato. O ancora può sentirsi geloso nei confronti della mamma, la quale di solito ha il privilegio di poter trascorrere più tempo con il piccolo e prendersi, così, maggiormente cura di lui. E’, tuttavia, importante sapere che la presenza di questi sentimenti è frequente e del tutto fisiologica quando la struttura familiare cambia in modo così drastico.

Per quanto riguarda la mamma, anche lei si trova ad affrontare un momento di forte cambiamento al momento della nascita del figlio. In primis, si trova a dover far i conti con le evidenti modifiche corporee, le quali hanno delle risonanze forti sul suo sentirsi donna. Inoltre prova delle difficoltà nel far conciliare il ruolo di donna con quello di madre, ed è frequente che nelle settimane subito dopo il parto vi sia anche una perdita dell’interesse per i rapporti sessuali.

Inevitabilmente la nascita di un figlio implica una serie di difficoltà anche sul piano emotivo. Molti sono i quesiti che i neo-genitori dovranno porsi, molti dei quali si centrano particolarmente sul modo in cui dover allevare il nascituro, non sempre i due si trovano d’accordo sulle modalità da adottare. E’ possibile che piccoli fastidi si trasformino, subito dopo la nascita, in grossi problemi per la coppia se non viene concessa ad essa del tempo per parlarne apertamente.

La gran parte dei genitori riferisce che spesso la nascita del loro figlio è stato un momento di forte ravvicinamento e che ha assestato la loro unione; il figlio è percepito come fonte di sentimenti affettivamente costruttivi e gratificanti per i genitori; arricchimento e sviluppo del sé, che comporta l’essere visto come adulto più maturo e responsabile; aumento della coesione della famiglia, perché i figli sono visti come un legame tra madre e padre, che aggiunge completezza alla famiglia, in cui i due genitori hanno un compito in comune per il benessere del figlio.

Fra gli effetti negativi ci sono le richieste fisiche di cura del bambino, per cui i genitori lamentano fatica, mancanza di sonno; aumento delle tensioni marito- moglie, visto che possono nascere delle tensioni legate al minor tempo che hanno a disposizione per coltivare il loro amore; restrizione nella vita sociale legate allo svago, ai rapporti sociali.

La coppia genitoriale deve svolgere la funzione di copertura di cui il piccolo ha bisogno. L’affetto permette al bambino di assimilare vitalità, calore, fiducia; il senso di ciò che è bene e ciò che è male, lo pone di fronte al limite aiutandolo a riconoscere la realtà esterna, fisica e sociale, nella quale deve inserirsi e dare il suo contributo costruttivo. Ma ancora di più che gli permetta anche di andare oltre le regole, che gli permetta di esprimere la sua capacità di autoaffermazione e di indipendenza.

Inizialmente la reazione alla notizia di aspettare un figlio può generare una condizione di sconvolgimento che può essere espressa con l’idea del rifiuto, alla quale in un secondo momento si sostituisce con l’accettazione come fatto naturale e positivo. Nella fase di transazione fra rigetto e crescente accettazione il ruolo del compagno è fondamentale, egli deve fare del suo meglio per stare accanto alla futura mamma, dimostrandole comprensione e fornendole aiuto. Le richieste della gestante non devono essere erroneamente lette come capricci, in quanto si è accertato, attraverso una serie di studi, che la gravidanza produce nella donna uno stato di labilità generale, e il comportamento, spesso difficile, è un’espressione psico-emotiva che va compresa e contenuta con molta dolcezza.

Ovviamente la modalità di relazionarsi ad un figlio è singolare e strettamente legato all’esperienze infantili dei genitori.

Il ruolo dei fattori psicologici, quindi, risulta fondamentale nel determinare la complessiva esperienza di nascita da parte sia della madre sia del padre. Alcuni elementi possono rendere gioioso un lungo travaglio e terrificante uno breve e possono indurre entrambi i genitori a non voler ripetere più l’esperienza. Ciascun membro della famiglia si prepara in modo assolutamente unico all’evento nascita. Il vissuto della madre è molto diverso da quello del padre, così come quello dell’eventuale fratello o della sorella.  Si vengono a ricostituire dei nuovi ruoli e delle nuove posizioni per tutti i membri della famiglia: i coniugi diventano genitori, i genitori anche nonni, etc.

I coniugi elaborando l’evento nascita riconoscono il cambiamento avvenuto e possono aprire un nuovo capitolo della storia familiare.

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1 Commento

  • 14 ottobre 2010 | Permalink |

    Articolo molto interessante. Nella mia esperienza conosco però casi di coppie in cui è il padre ad assumere, o “voler assumere” un ruolo centrale e di accudimento nella vita del bambino. In questa relazione padre-bambino in cui si tenta di estromettere la madre che forse ha perso quella importanza emotiva, di complicità come partner, credo vi sia un segnale della mancata elaborazione da parte dell’uomo del ruolo di figlio. E’ assumibile che in un caso del genere il padre voglia ,attraverso il figlio, superare e risolvere i conflitti che ha avuto con i propri genitori, in particolare con la madre? E’ come se la partner, divenuta madre a sua volta, sia diventata l’espressione del fallimento del ruolo di madre che l’uomo ha esperito. Saluti Rosa

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