Donne che scoprono il cancro

cancro woman

Le reazioni connesse alla comunicazione di una malattia neoplastica sono estremamente personali e scaturiscono dalla interrelazione tra fattori come l’età, la tipologia della malattia, il supporto sociale disponibile, fattori culturali e religiosi, le caratteristiche di personalità del soggetto e le risorse personali disponibili.


La comunicazione della diagnosi va intesa come un processo dinamico che guidi il soggetto a comprendere ed accettare la “sua” verità, ovvero ciò che in quel momento è in grado di comprendere.

Le emozioni che può vivere un soggetto al quale è stata fatta una diagnosi di cancro sono:

- Ansia: nasce dalla paura, apprensione, preoccupazione verso ciò che è sconosciuto.

- Angoscia: il pz. si chiede quale futuro avrà la sua vita (sentimento della possibilità).

- Irritabilità: ipersensibilità di fronte a stimoli normalmente accettati.

- Tensione: scaturisce dallo sforzo del paziente a mantenere un suo equilibrio.

- Rabbia: nei confronti della malattia (impossibilità a svolgere la propria vita come si vorrebbe, etc).

- Collera: manifestazioni reattive, che aiutano l’ammalato a ristabilire l’equilibrio psichico.

Se queste emozioni sono persistenti, potrebbero essere considerate risposte patologiche e potrebbero essere rappresentate da:

  • Disturbi dell’adattamento: difficoltà emotive e relazionali (intensa sofferenza soggettiva e compromissione della funzionalità lavorativa, relazionale e sociale).
  • Disturbi d’ansia: paura eccessiva rispetto alla malattia (incubi notturni, ipervigilanza, difficoltà nel concentrarsi, etc.)
  • Disturbi depressivi: alterazione del tono dell’umore, perdita di interesse, sensi di colpa, sensi di inutilità.
  • Disturbi della sessualità: mancanza di desiderio, assenza di orgasmo, disturbi dell’erezione e di eiaculazione.
  • Disturbi psichiatrici su base organica: stati confusionali caratterizzati da deliri e allucinazioni.
  • Disturbi psicotici: sofferenza psicopatologica caratterizzata da disturbi del comportamento, deliri e allucinazioni in assenza di un interessamento organico.

Quando viene diagnosticato un tumore, la persona entra un vero e proprio stato di crisi, un drammatico “cambiamento”. L’esperienza dell’incontro con la malattia oncologica causa un profondo sconvolgimento nella vita delle persone. Molti pazienti la definiscono come un “inciampo” e sostengono che niente è più come prima della malattia. I cambiamenti sono molteplici: le prospettive, il senso del tempo, le relazioni e i valori.

Gli studi che si sono occupati delle conseguenze del cancro sul sistema familiare citano un alto livello di stress nel partner; tra i sottosistemi familiari la relazione di coppia è quella che più risente della malattia, in quanto il ruolo del coniuge è riconosciuto come principale fornitore di supporto materiale ed emotivo.

Le problematiche riportate dai coniugi sono: ansia, incertezza, paura della morte e della malattia, aumentate richieste di vita quotidiana. La maggior parte delle coppie riporta che la relazione coniugale è rimasta immutata, che è aumentata la coesione ed i sentimenti di affetto reciproco. Il deterioramento del rapporto di coppia, invece, sembra per lo più essere la conseguenza di conflitti precedenti alla malattia. Un aspetto interessante è dato dal rapporto tra il sostegno che il paziente offre al coniuge e l’adattamento della famiglia alla malattia. E’ stato infatti notato che il sostegno affettivo che il malato dà al coniuge sano alimenta il supporto che il coniuge stesso riuscirà poi a dare al congiunto malato, con una vera e propria interazione circolare.

Ma cosa significa, dal punto di vista psicologico, essere un malato di cancro?

Lo stress legato all’esperienza oncologica causa la paura della morte e la paura della ricomparsa della malattia, i problemi associati all’immagine corporea, ovvero il cambiamento fisico avuto a causa della malattia, la presenza di sintomi condizionati. Anche a livello lavorativo la situazione potrebbe cambiare, potrebbero esserci discriminazioni che si manifestano con trasferimenti ad altre mansioni, negazioni di incentivi salariali, promesse di promozioni non mantenute, fino ad arrivare ad un allontanamento dal luogo di lavoro.

La terapia psicologica di supporto ha un ruolo importante nella programmazione terapeutica del paziente neoplastico. Nella fase di remissione della malattia, il paziente si trova a fare i conti con tutta una serie di sintomi che sono dovuti all’effetto del trauma fisico e del trauma psicologico, determinato dalla consapevolezza di essere affetti da una malattia definita incurabile.

La terapia di supporto dovrà accompagnare il paziente lungo tutto il decorso della sua malattia dalla fase diagnostica a quella terapeutica, modulandosi in relazione alle necessità cliniche e alle caratteristiche del paziente.

Per chi si ammala di cancro è molto importante essere sostenuti emotivamente e materialmente durante la malattia.

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Dott.ssa Daniela Ciccarelli, psicologa e psicoterapeuta, esperta in psicodiagnostica e psicoterapia familiare, è sessuologa clinica e mediatrice familiare. Svolge attività privata a Perugia in Via L.Dallapiccola 20 ed in Via del Macello n. 4 Perugia. Per contatti 3392860568. Sito web: Psicologa Perugia