Parlare della sessualità ai bambini
Parlare di sessualità in famiglia è sempre stato un argomento molto imbarazzante. Per i bambini oggi è molto facile vedere immagini o scene erotiche che stimolano la loro curiosità. Mezzi come la Tv, internet, riviste presentano in modo più esplicito questo tema. E allora che fare quando un bambino inizia ad incuriosirsi sull’argomento?
Solitamente un genitore rimanda la discussione, cercando di dare risposte più vaghe possibili e sperando che ci pensi qualcun altro ad istruire il figlio, come un insegnante ad esempio. Altra reazione dei genitori potrebbe essere il negare, dicendo “sono cose che non ti interessano” oppure potrebbero suscitare sensi di colpa con frasi del tipo “ma non ti vergogni?”
Ancora potrebbero fare finta di niente, non dando alcuna risposta, rendendo però il bambino insoddisfatto e confuso.
Bisogna rispondere sempre ai bambini, far capire loro che li stiamo ascoltando. Il momento in cui abbiamo deciso di spiegare cos’è la sessualità non dobbiamo mai perdere di vista l’età del bimbo che abbiamo di fronte; se stiamo parlando con un bimbo di 5 anni useremo un linguaggio adatto alla sua età, lo stesso vale se abbiamo di fronte un bimbo di 9, cercando di non usare termini scientifici difficili, il bambino ha solo bisogno di colmare la sua curiosità.
Potremmo ad esempio usare dei simboli. L’utero potrebbe essere una casetta che sta all’interno della pancia della mamma, posto in cui c’è il bambino. Più il bambino diventa grande più cambiano i termini e aumentano i dettagli. I bambini tendono a fantasticare, distorcendo a volte la realtà, ma di rado se ne allontanano. Ricevono brandelli di informazioni e le elaborano in base alle loro esperienze, al loro modo di pensare. Intuiscono la complessità della sessualità, ma non sono in grado di comprenderla pienamente.
Quando il bambino pone domande tipo “dov’ero prima di nascere?” vuol dire che ha raggiunto la consapevolezza della propria individualità distinta dal mondo che lo circonda, ma come rispondere a questa domanda?
La prima cosa da dire è che i bambini nascono dall’amore, presentare dunque il concepimento come qualcosa legato ai sentimenti. Lasciamo che sia lui a condurre il discorso, non diamo loro tante informazioni tutte insieme, saranno loro poi a riprendere il filo del discorso e a porre altre domande quando sentiranno l’esigenza di capire di più.




















