Molestie sul lavoro: numeri shock

Se pensate che gli episodi di molestie sessuali sul lavoro siano un’eccezione, vi sbagliate di grosso: un recente sondaggio dell’ISTAT evidenzia quanto siano eclatanti le cifre degli abusi su colleghe e dipendenti.


Secondo i dai ISTAT, negli ultimi 3 anni, ben 227 mila donne (l’1,6%) hanno subito violenza psicologica (intesa come una serie richieste esplicite o velate di prestazioni sessuali non gradite sotto forma di ricatto), senza denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine. Le donne tra i 15 e i 65 anni che nell’arco della vita hanno ricevuto pressioni simili sono ben 842 mila: il le ha subite 5,9% in servizio, l’1,7% durante il colloquio di lavoro, lo 0,5% per mantenere il proprio posto di lavoro o per ricevere una promozione. Sono quasi mezzo milione le donne che hanno ricevuto esplicite richieste indecenti nel loro iter di ricerca del lavoro, ben il 3,4%. A 201.000 donne (l’1,4%) è stato richiesto un rapporto sessuale all’atto dell’assunzione, o sono state ricattate per essere assunte.

Gli abusatori di potere solitamente scelgono una vittima con titolo di studio elevato. Nel 75% dei casi il ricatto avviene una sola volta, anche se la situazione può variare secondo le occasioni. Nel 19,1 % dei casi, al momento dell’assunzione la vittima riceve ricatti ripetuti dalla stessa persona, il 16,6% ne ha subiti vari da diverse persone, mentre in occasione di avanzamenti di carriera il 43,3% dei ricatti sessuali vengono perpetrati numerose volte dalla stessa persona.

La cosa più terribile è che più dell’80% delle donne che subisce molestie non ne parla con nessuno nè a casa nè soprattutto a lavoro. Le motivazioni che di solito le donne adducono al loro silenzio sono la “scarsa gravità dell’episodio” (28,4%), l’essere riuscite a cavarsela da sole o con l’aiuto dei familiari (23,9%), la s fiducia nelle forze dell’ordine o la loro impossibilità di agire (20,4%) e la paura di essere giudicate e trattate male al momento della denuncia (15,1%).

Numeri e atteggiamenti che devono farci riflettere su quanto la parità dei sessi, soprattutto in ambito lavorativo, sia ancora un traguardo lontano che va conquistato soprattutto rompendo l’omertà verso gli abusi di alcuni uomini di potere.

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