Un padre separato, se è particolarmente sensibile e riflessivo nel suo rapporto con la prole, spesso è oppresso da un senso di colpa, dal momento che dovrà vivere il distacco dai propri figli. Tanto più serena è l’atmosfera che segue la separazione, tanto più facile è la realizzazione del nuovo assetto relazionale.
Di sicuro la separazione incide molto sul rapporto padre – figlio. La sofferenza e le difficoltà sono più pesanti quando la separazione è vissuta in modo conflittuale. Il trauma della separazione può comunque rappresentare per il genitore un importante momento di riflessione e di crescita personale: per molti uomini costituisce una svolta personale che fa di loro dei padri presenti e, anche se non più partecipi alla quotidianeità dei figli, ricchi di una maggiore sensibilità, riflessività e capacità di plasmare il loro ruolo sulle esigenze, continuamente mutevoli dei figli.
Nel momento in cui una famiglia si separa sembrano riproporsi, da parte del contesto sociale, culturale, giuridico, all’interno della quale essa è inserita, modelli anacronistici secondo i quali alla donna spetta la cura degli affetti e all’uomo il mantenimento economico. Quasi sempre, in caso di separazione, si verifica uno squilibrio evidente a favore dell’affidamento monogenitoriale che, il più delle volte comporta una radicale esclusione del padre dalla vita del figlio.
In questi ultimi anni si parla di disponibilità di accesso all’altro genitore e dell’importanza della bigenitorialità. Un figlio ha bisogno di essere educato ed accudito da entrambi i genitori. Un padre questo lo sa, ragion per cui vive una situazione di sofferenza e solitudine nel momento in cui si sente “costretto” a vedere i figli solo in determinati giorni ed ore al mese.
In questi casi potrebbe essere oppurtuno per gli ex coniugi avere colloqui con un mediatore familiare. La mediazione familiare potrebbe fare comprendere ai due ex coniugi che litigano e, spesso, usano i figli come terreno di battaglia, che questo può causare gravissimi danni alla psiche dei loro bambini.























6 Commenti
Francamente ne ho piene le tasche di alcuni luoghi comuni.
Sono una mamma ed una ex moglie, e sono stanca di sentir parlare di rapporti padre- figli negati, di diritti inesistenti per i padri e bla bla bla…
La mia, e quella di un sacco di donne che ho conosciuto dalla mia separazione è un’esperienza del tutto diversa. Innanzi tutto la legge oggi ( fantastica legge!!!) prevede che l’affidamento dei figli sia condiviso di default a meno che non si possano provare gravi situazioni che lo impediscano ( e con grave intendo violenza, tossicodipendenza ed altre situazioni estreme). Ma cosa si intende per affidamento condiviso? nel mio caso, o meglio nel caso del mio ex marito significa arrogarsi il diritto di decidere quando e come vedere il bambino anche senza preavviso, stabilire delle proprie regole educative in piena autonomia naturalmente fregandosene delle tue. Il risutato è che tu non puoi più avere una vita propria perchè non puoi organizzarti nè con tuo figlio nè senza di lui. Significa che il bambino, per 7 giorni avrà certe regole ( televisione limitata, dormire nel proprio letto, studiare nel pomeriggio etcetc ) e negli altri sette tutto quello che hai impostato viene capovolto. Ma naturalmente, quando si parla di puro dovere e non più di diritto, il padre latita. così, alla fine del we ti rimanda la borsa con la biancheria sporca, se il bambino si ammala o ti chiamano da scuola i permessi lavorativi li devi prendere tu ( perchè spesso i papà sono dediti alla carriera) i colloqui con gli insegnanti alle 3 del pomeriggio, la visita dal dentista, gli acquisti del materiale scolastico, le scarpe che non vanno più bene…. questo affidamento condiviso è per loro solo un diritto. E così è citato nel mio atto di separazione: documento ufficiale: il padre ha il diritto di…… ( elenco ) ma doveri? neanche uno!!! Io ho lottato per 4 anni e speso migliaia di euro per difendere i miei diritti davanti ad un tribunale: il diritto che mio figlio non fosse considerato come una valigia sempre pronta, il diritto di non essere buttata fuori casa, il diritto di avere una partecipazione economica al suo mantenimento. Questi anni mi sono costati sofferenza e molto denaro ( ho un uno stipendio da impiegata).
E in questi ultimi anni ho visto tante donne rinunciare ai propri. per senso di colpa, per non combattere, perchè alla fine siamo sempre delle crocerossine. Ma mi sento di dire, a tutte le donne, che è importante combattere per i propri diritti, verso questi uomini che, a furia di piangere lacrime di coccodrillo sono riusciti a farsi fare una legge su misura.!!!!!!!!!
Cara Ste, è il prezzo da pagare per vivere in una società fortemente maschilista, dove dalla politica, alla sanità,al lavoro privato,pubblico e nelle mura domestiche lo scettro del potere è in mani virili.Spesso ci vengono riservati solo ruoli ed incarichi da accudimento, facciata, accessori . Anche nelle famiglie si è un pò trattate così..Vogliono che la donna, madre, lavoratrice sia multitasking e risponda alle esigenze della società senza troppo lamentarsi perchè poi il “gentil sesso” continuiamo ad essere noi…..Sono felice di avere un figlio maschio, lo dico con amarezza ovviamente! Ma so che almeno non dovrà soffrire e penare quanto ho fatto e sto facendo io nella vita di tutti giorni e soprattutto quando scegli di dare la vita, di realizzare che quel fantastico “fenomeno” che è la maternità…Trattandosi appunto di “fenomeno” devi rassegnarti ad essere protagonista solo per poco…una volta che il pancione sparisce, tutti pretenderanno da te qualcosa. Se non ci stai, non sarai capace di dare abbastanza…l’uomo ne approfitterà prima o poi. Non voglio gettare un velo cupo ma la mia è solo una realistica constatazione, bene accolte sono ovviamente tutte le eccezioni e le fantastiche (e reali!) situazioni di idillio perfetto fra donna, maternità, lavoro-carriera, amore, società.Saluti
ma piantala di frignare!!!!!!..se ti pesa sto bambino gettalo!..ma cosa cazzo ci state a fare sulla terra se nel vostro dna siete fatte per procreare e occuparvi dei figli?.. siete voi che volete fare le donne in carriera distruggendo in questo modo il nucleo di ogni famiglia e della stessa società!…. ma cosa credete di fare a 40 anni vestite e tirate a lucido peggio delle ragazzine, siete solo ridicole! nessuno vi ha chiesto di mettere al mondo un figlio o lo avete deciso con il vostro compagno…eh?!….e allora fate le donne!!!!!!! per colpa vostra questa società è andata a quel paese!
Prima le Vere Donne crescevano i figli mentre raccoglievano le patate nei campi con il
quarto figlio in braccio!!!!!!!! a voi cosa manca?!!!..la borsetta nuova, le scarpine da 300 euro o qualche ventenne che vi sbavi dietro?…SIETE LE PEGGIORI DONNE DELLA STORIA DELL’UMANITA’!!!!!….fanno bene i musulmani che vi fanno mangiare in stanze diverse, che vi coprono dalla testa ai piedi e che vi lapidano…..o no?siete nella condizione di queste donne o ve la PASSATE ALLA GRANDE? ..e quindi non frignate che fate davvero schifo!!!!!!!!!!
Bravo! bisogna riconoscere quando qualcuno ha il coraggio di dire le cose come stanno veramente!
Caro Lello e cari uomini, le tue opinioni sono un po’ forti, ma non posso e non voglio darti torto. Sono figlia di separati e sono anch’io separata, la mia esperienza da bambina, mi ha segnato a vita, una madre (come tante purtroppo) che si e’ arrogata tutti i diritti, atteggiandosi a vittima e con bugie e’ riuscita a dipingere papa’ come un orco malvagio. La sola cosa che puo’ aiutare in questi casi, sono dei giudici che sanno valutare le persone e il tempo, si il tempo dimostra la verita’ senza veli e da’ giustizia a chi per anni ha dovuto soffrire a causa di persone non sincere (con se stesse e con i propri figli). Purtroppo in questi casi rimane sempre il dispiacere di avere perso tanti anni e tanti momenti , ma ti assicuro che queste “super mamme” pagheranno per le loro falsita’. Naturalmente ci sono anche mamme che non pensano a se stesse ma ai figli. Per i bambini papa’ e mamma sono importanti e devono continuare ad esserlo anche se non vivono sotto lo stesso tetto. Io trovo assurdo stabilire giorni e orari di visita, per un genitore ci deve essere la liberta’ di abbracciare i suoi figli quando ne sente il bisogno. Naturalmente in questo caso gioca molto l’intelligenza, nel senso che non si deve pretendere di irrompere nella vita dell’ex marito o moglie in qualsiasi ora del giorno e della notte, ma ti assicuro che si possono trovare compromessi che vanno bene a tutti e soprattutto ai bimbi, che sono il fulcro della situazione. Il segreto di tutto cio’ e solo tanto amore per i figli e tanto rispetto per la persona con cui li abbiamo procreati. Un caro saluto a tutti, Marcella.
Vergognatevi tutte per colpa di una moglie e di una suocera la mia vita è a pezzi sto ancora oggi lottando da solo per non separarmi e per far rientrare la crisi, mentre a Voi donne piace solo rottamare noi uomini alla prima difficoltà in quanto avete dalla vostra parte la legge e la società