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Discriminazione: perche’ esiste ancora?

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In un’epoca che ci sembra così libera e aperta al nuovo, la paura delle diversità è ancora molto forte, dando adito a odio, guerra ed emarginazione. Da cosa nasce tutta questa diffidenza? Proviamo a dare una risposta a questa complessa domanda.

Di quante diversità abbiamo paura e quante ne teniamo lontane? L’intolleranza verso i  malati mentali, gli omosessuali, le razze e le religioni diverse, la repulsione per chi è grasso o poco piacente, la misantropia, la xenofobia, la misoginia. In nome di queste paure si consumano ancora oggi pulizie etniche, genocidi, violenze sessuali e contro i gay, persecuzioni religiose.

Un esempio lampante della persona che discrimina è il “bigotto“. Secondo Wikipedia si definisce “bigot“, una persona devota in maniera ostinata o intollerante ai propri personali pregiudizi e opinioni. Questa parola comprende in sè i concetti di intolleranza, mancanza di razionalità e fanatismo verso le idee e le credenze diverse dalle proprie.

Quali sono le radici psicologiche di quest’intolleranza? Il problema non è semplice e le risposte possono essere diverse:

– In primo luogo, è importante sottolineare che chi ha questi atteggiamenti negativi verso gli altri, è spesso convinto che essi siano dettati dalla ragione e non si rendono conto di utilizzare le diversità come capri espiatori e stereotipi. Ad esempio, dall’attentato alle torri gemelle molta gente ha cominciato ad odiare i Musulmani, non solo i radicali e i fanatici, ma anche persone ormai integrate nella propria comunità di appartenenza. Si tende insomma a confondere la parte con il tutto con la convinzione di essere nel giusto.

– Un altro motore fondamentale all’intolleranza è la paura. Le persone spesso hanno paura di ciò che non conoscono. La maggior parte delle persone diffidenti verso gli Islamici, non ha mai conosciuto un Musulmano personalmente. Nonostante questo, sente nei loro confronti un forte inspiegabile rancore.

– Molto dipende anche dalla storia personale. Chi ha sperimentato un senso di rifiuto da parte dei genitori cresce con un profondo sentimento di impotenza. Una volta adulti poietteranno quel senso di rifiuto su qualcun altro, con la stessa modalità che gli è stata mostrata.

– Per alcune persone il problema è il narcisismo, inteso nel linguaggio del senso comune. Freud diceva che una certa dose di sano narcisismo è positiva, ma cosa accade se questa dose è troppa o è insufficente? In questi casi, qualsiasi forma di critica è minacciosa per l’individualità e può generare violenza. E’ il caso ad esempio di un autista americano di colore che era stato licenziato dalla compagni di autobus per cui lavorava. Ha preso una pistola e ha ucciso altri 8 impiegati prima di togliersi la vita. Mentre sparava sosteneva di odiare i bianchi e di volerne uccidere quanti più possibile. Il proprio narcisismo era stato minacciato dal licenziamento e odiare i bianchi era il modo estremo per preservarlo.

– Un’altra terribile causa di odio è la disumanizzazione delle persone percepite come diverse da noi. Gli Ebrei durante l’olocausto non venivano più considerati come esseri umani, così come molti italiani non riescono ad immaginare gli zingari come pari a loro nei sentimenti e nella sofferenza.

– C’è da dire infine che le discriminazioni non riguardano solo le minoranze. Ancora oggi le donne percepiscono salari più bassi, fanno in media lavori più umili e ricoprono cariche inferiori agli uomini, perchè considerate nell’immaginario collettivo, meno capaci degli uomini.

L’intolleranza è un sentimento irrazionale, sintomo di una scarsa flessibilità mentale, che in alcuni casi, può rasentare anche la patologia mentale, anche se non esiste una diagnosi condivisa in tal senso.

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