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Reparto n°6: Checov e i mentecatti

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Ci si accosta sempre con timore ai grandi nomi della letteratura, credendo che la loro lettura sia troppo impegnativa, specialmente in vacanza. Eppure talvolta bisogna ricredersi. E’ proprio questo il caso di “Reparto numero 6” di Anton Cechov, che in un centinaio di pagine rompe con intensità la sottilissima linea tra presunta normalità e follia.

Nel locale ci sono dei letti inchiavardati all’impiantito. E sui letti siedono o stanno coricati degli uomini in camici da ospedale turchini, con papaline all’antica sul capo. Sono i mentecatti.

Titolo: Reparto numero 6

Autore: Anton Cechov

Prima edizione: 1892
Editore: Gingko
Prezzo: € 5,60

In un fatiscente ospedale russo ai tempi dello zar, regna la corruzione e l’incapacità. Il primario, Andrej Efimyc Ragin, pur essendo un uomo di cultura e fondamentalmente onesto, per una sorta d’ignavia e di incapacità di affermre le proprie idee, non riesce e forse neanche prova a risanare la situazione.

In questo degrado raggiunge i livelli peggiori, il reparto numero 6, squallido padiglione in cui sono internati 5 pazienti psichiatrici, reclusi in pessime condizioni:  l’ipocondriaco paralizzato; l’ebreo Moisejeka, che chiede l’elemosina; il trentatrenne Ivan Dmitric Gromov di nobili origini con manie di persecuzione; il contadino sudicio bestione che ha perduto ogni capacità di ragionare e di sentire; l’ex impiegato postale. A loro provvede solo Nikita, un vecchio soldato in congedo, che li gestisce a forza di pugni e li priva di qualsiasi proprietà e dignità.

La psichiatria del tempo sembra fare passi avanti nella classificazione e nella cura delle malattie psichiatriche, ma tutto rimane teorico e resta confinato alle tavole rotonde e alle aule delle grandi università. Nel frattempo la vita dei “mentecatti” del reparto 6 scorre nella più totale apatia e miseria e mai il primario dell’ospedale si interessa alle loro sorti, convinto, come tutti, che niente si possa fare per loro.

Medico per imposizione del padre e privo di qualunque vocazione per la medicina, Andrej Ragin si tiene alla larga da questo reparto, finchè non s’imbatte, quasi per caso, in uno dei folli ospiti,  Ivan Dmitric Gromov, brillante ragazzo pieno di valori, ma rinchiuso perchè la sua troppa dedizione alla giustizia e all’onestà, nello scontrarsi con le amarezze del mondo, l’avevano gettato in un delirio di persecuzione che gli aveva capovolto l’esistenza. Questo incontro cambierà la vita del medico, ma quale prezzo dovrà pagare per aver incontrato il mondo della follia?

Reparto n° 6 è un’intensa e drammatica analisi di quanto sia lieve la linea che divide i sani di mente dai malati e di come siano complessi i valori per cui una società possa considerare una persona folle. E’ anche una critica ad una certa  medicina che non sa distinguere una cadavere da vivisezionare da un essere umano con desideri, sofferenze, emozioni.

Potete leggerlo sul sito readme.it o acquistarlo su Ibs. Buona lettura

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