Chi ha paura di viaggiare?

Quando le vacanze si avvicinano, la maggior parte delle persone comincia a sognare luoghi remoti e incontaminati, in cui trascorrere giorni spensierati. Eppure non per tutti questo pensiero è fonte di relax…


Il 2 % delle persone vive l’arrivo delle vacanze con molta angoscia e al solo pensiero di doversi organizzare, di prendere un mezzo di trasporto, di andare lontano da casa, comincia a sviluppare una serie di sintomi ansiosi. Sono queste le stime dell’American Psychiatric Association, secondo cui molti di questi sintomi dipenderebbero da shock subiti in viaggi precedenti (forse un pò troppo circostanziale come spiegazione). Sta di fatto che 1 persona su 10 preferisce rinunciare alle vacanze pur di non dover fare i conti con l’ansia.

In linea con la spiegazione “traumatica” dell’APA, uno studio olandese, recentemente uscito sulla rivista  Clinical Psychology and Psychotherapy, suggerisce l’opportunità di rielaborare le circostanze che durante viaggi precedenti hanno determinato lo shock e la conseguente fobia da viaggio. La ricerca propone a tal proposito alcune sedute di terapia cognitivo-comportamentale, volta ad apprendere piccoli espedienti per gestire i sintomi ansiosi, che in alcuni casi si trasformano in veri e propri attacchi di panico con corredo di palpitazioni, respiro bloccato, tremore e mal di stomaco.

Sempre secondo gli psichiatri americani, questo problema è vissuto non solo da chi soffre di una fobia specifica per i viaggi, ma anche da chi si trova a convivere con altre fobie che in qualche modo possono essere correlate alle vacanze. Sono le donne a soffrire maggiormente di questo problema: ben una donna su tre ad esempio teme che il cibo o l’acqua consumati all’estero possano essere dannosi. Altre fobie tipiche correlate alle vacanze sono, ad esempio, quella degli insetti (più diffusi nei luoghi tranquilli della villeggiatura), dell’acqua, dello sporco, dei tunnel in autostrada e prima fra tutti quella dell’aereo. Questa fobia nega l’accesso a molte possibili mete ed è significativo considerare che solo il 6% degli individui che ne soffrono ha avuto in passato brutte esperienze in volo: la maggior parte di loro temono l’aereo anche se non hanno mai avuto problemi in volo, addirittura 1 persona su dieci lo evita pur non avendo mai volato.

Le persone fobiche solitamente evitano ogni meta che possa in qualche modo costringerle a dover affrontare l’oggetto della paura e talvolta possono rinunciare del tutto a partire. Ma non sono solo le fobie a scoraggiare dalle partenze. ” Alle fobie dobbiamo poi aggiungere l’ansia sociale e quella ossessiva . La vacanza ha un forte impatto sociale, implica un confronto col mondo esterno: chi è molto ansioso può temere di perdere il controllo di sé e degli spazi attorno.” — afferma Stefano Pallanti, psichiatra e direttore dell’Istituto di Neuroscienze di Firenze — “Alcuni non smettono di pensare alla possibilità che accada qualcosa di grave a casa, altri appena arrivati a destinazione devono ricreare un ambiente quanto più possibile simile al proprio. Fobia e ansie sociali hanno caratteristiche neurobiologiche diverse. L’ansioso va in allarme, ma reagisce mettendo in atto comportamenti di superamento delle difficoltà. La fobia invece è una sensazione fisica di terrore, quando la si prova si può solo fare marcia indietro: non a caso nel cervello del fobico l’attività del lobo frontale si riduce, a indicare che il paziente non riesce a sfruttare strumenti cognitivi per organizzare una risposta e superare il problema”.

A questi elementi più francamente patologici, vanno aggiunti fattori di altro genere: ad esempio, un’indagine rivela che in Italia il 32% delle persone non va in vacanza perchè single.

Come affrontare tutti questi timori?

“Per superare le paure, aiuta partire consapevoli: scegliere una meta che non crei ansie, portare con sé ciò che ci tranquillizza e, se si temono malattie o infezioni, informarsi e mettere in valigia i farmaci per prevenire o curare i malanni più probabili” — consiglia Vincenzo Nicosia, Presidente della Società Italiana di Medicina del Viaggi e delle Migrazioni. “L’importante è provare a superare i timori, piccoli o grandi che siano, se necessario chiedendo l’aiuto di un esperto. Altrimenti si rischia di ingigantirli e non essere più in grado di uscire di casa”.

Personalmente ritengo che questi ragionamenti siano un pò parziali, perchè troppo ancorati al sintomo. Andare in vacanza può avere tanti significati diversi. Per alcune persone può essere spaventoso perchè si ha più tempo per rilassarsi, riflettere e fare i conti con se stessi, per altri allontanarsi da casa può essere una fonte di stimoli forti che non tutti sono in grado di reggere, per altri ancora significa passare più tempo con i propri familiari, cosa che può essere fonte di tensione.

Chi rinuncia a partire per paura dovrebbe interrogarsi sulla vera preoccupazione che le vacanze gli portano, per poter affontare più consapevolmente i propri timori, piuttosto che assecondare la natura apparentemente irrazionale di un sintomo come la fobia degli insetti.

Forse ti interessa anche:

Aggiungi qui il tuo commento, o trackback dal tuo sito. Puoi anche leggere questi commenti via RSS.

Non diffonderemo mai la tua email. I campi obbligatori sono contrassegnati con *