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Le chiamano “droghe intelligenti”

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Grazie ai progetti di prevenzione nelle scuole e alle leggi dello stato, i giovani di oggi conoscono le droghe, i loro effetti, i possibili rischi. Eppure gli espedienti per aggirare la legge continuano a proliferare: è la volta delle smart drugs, le droghe “furbe”, non dichiarate come sostanze stupefacenti, ma altrettanto pericolose.

Incensi “aromatici”, pasticche colorate, erbe e prodotti naturali si moltiplicano tra gli scaffali degli smart shop o tra le pagine di internet, regalando lo sballo senza essere perseguibili per legge. Quel che è peggio è che, al contario di altre droghe ufficiali, non hanno effetti noti e prevedibili, perchè non ancora oggetto di studio e di classificazione ufficiale: un grosso rischio per la salute di chi ne fa uso.

Sono circa 25 le possibili sostanze imputate, a cui altre 6 sono state aggiunte recentemente dall’Osservatorio dell’Istituto superiore della sanità su fumo, alcol e droga. Quali?Argemone mexicana (un tipo di papavero), Brugmansia arborea (arbusto), Datura stramonium (stramonio comune), Muira puama (pianta tipica del Brasile dagli effetti afrodisiaci, chiamata “il Viagra naturale”), Piper methysticum (kawa-kawa, pianta tipica della Polinesia), Turnera aphrodisiaca (arbusto diffuso nel centro e sud America). Le trovate descritte nella nuova edizione del rapporto sulle “smart drugs”.

Molte di esse derivano da insolite miscele di varie sostanze (dette spice), tra cui cannabinoidi sintetici, che possono provocare conseguenze sull’apparato cardiovascolare (tachicardia, extrasistole), su quell respiratorio e sul cervello, come allucinazioni visive, bouffèe psicotiche, paranoie. Nei giovanissimi, poi, il cui sistema nervoso è in via di sviluppo, possono provocare effetti a lungo termine sulle capacità cognitive, sull’umore e sul comportamento.

Queste sostanze, oltre alla vendita diretta, si diffondono attraverso la rete: su siti specifici si commerciano bustine con 3-4 dosi di sostanza a 25 euro, un prezzo accessibile anche ai giovanissimi. E sempre più studenti universitari le usano per studiare di notte e per dare migliori prestazioni agli esami. Ma non sono solo gli adolescenti i destinatari di queste nuove droghe. Ai giovani in cerca di alienazione, si aggiungono 40enni e 50enni che cercano di migliorare le loro prestazioni sessuali con una sorta di viagra “naturale”.

Il commento del ministro della Gioventù Giorgia Meloni: “La consapevolezza dei rischi connessi a ciò che può sembrare una facile scorciatoia per ottenere migliori risultati nello sport e nello studio, è l’arma migliore per fare prevenzione. Il messaggio che intendiamo lanciare è semplice e immediato: non esistono erbe, pillole o “cocktail energetici” dai poteri straordinari, e soprattutto non esiste nulla che diventi più facile grazie alle droghe. Anzi queste presunte agevolazioni hanno come unica conseguenza certa quella di mettere a repentaglio la propria salute”.

Ragazzi, tenete gli occhi aperti. Quello che sembra oggi un modo per renderci la vita più semplice, potrebbe complicarvela molto negli anni a venire.

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