Quando arriva l’estate, vorremmo tanto perdere quei chiletti di troppo, essere meno sedentari, vedere meno la tv e di più gli amici. Eppure è davvero così difficile perdere quelle piccole abitudini che sono diventate parte di noi? La ricerca dice di no.
Quante volte, pur sapendo che è mancata la luce, entriamo in una stanza e pigiamo l’interruttore? Le abitudini sono difficili da estinguere perchè risiedono nella nostra memoria procedurale (in parole semplici, quella che ci fa ricordare automaticamente e senza pensarci, come si guida l’automobile) e in un certo senso entrano in quello che chiamiamo inconscio, inteso come un livello inferiore di consapevolezza. Ripetendo molte volte un’azione, per qualsiasi ragione lo facciamo, questa tende a diventare automatica ed esercitiamo meno il controllo su di essa.
Un discorso diverso vale per le tentazioni. Quante volte accendiamo il pc per mandare una semplice mail e ci ritroviamo a vagare per ore su google o su Facebook? Le tentazioni come questa, sono invece guidate da fattori più viscerali ed emotivi, come la fame, la noia, il sesso. Come quando vediamo un bel dolce e non riusciamo a resistere.
La ricerca
Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Personality and Social Psychology Bulletin (Quinn et al., 2010) suggerisce una strategia per modificare le cattive abitudini e resistere alle tentazioni. Se state per addentare quel dolce, semplicemente, non fatelo. Sembra facile a dirsi, starete pensando.
Innanzitutto, i ricercatori hanno analizzato le modalità di controllo che le persone hanno sulle abitudini nella vita quotidiana. Per una settimana o per 14 giorni, 99 studenti hanno tenuto dei diari delle loro battaglie con le loro cattive abitudini e tentazioni, raccontando come provavano a liberarsene. Al top della lista delle attività indesiderate c’era il dormire e il mangiare troppo e il rimandare a domani.
Le principali strategie usate per combatterle invece erano:
- un monitoraggio vigile: controllare i loro errori e dire a se stessi di non farli.
- distrarsi: cercare di pensare a qualcos’altro.
- Controllare gli stimoli: rimuovere l’occasione per cedere, ad esempio uscire dalla pasticceria o spegnere il computer.
Per le abitudini più forti, la strategia che si rilevava migliore era il monitoraggio vigile e al secondo posto la distrazione. Per le tentazioni più forti, invece, il controllo degli stimoli sembrava la migliore soluzione, mentre il monitoraggio scivolava al terzo posto. Sia per le abitudini che per le tentazioni deboli, il monitoraggio si mostrava la migliore strategia.
Come sconfiggere una brutta abitudine
Gli psicologi non si fidano molto di quello che le persone dicono, guardano piuttosto quello che fanno. Così i ricercatori hanno proseguito lo studio ricreando in laboratorio una situazione analoga alla vita reale, per verificare se il monitoraggio sia realmente una strategia efficace per controllare le abitudini forti e radicate in noi. Nel nuovo studio, 65 partecipanti imparavano una risposta, poi nel secondo studio dovevano cambiarla, eliminando l’abitudine che avevano sviluppato. Effettivamente il monitoraggio si è rilevato la strategia migliore e più veloce per sopprimere l’abitudine.
Perchè il monitoraggio aiuta con le cattive abitudini ma non con le tentazioni? Perchè non basta dirsi di non farlo per evitare di divorare quel dolce che tanto ci piace? Secondo gli autori, monitorare la nostra tentazione (“Non devi mangiarlo, non devi mangiarlo”) non fa che aumentare la nostra attenzione sull’oggetto del desiderio. Il controllo degli stimoli (uscire dalla pasticceria), invece, rimuove l’occasione: lontano dagli occhi, lontano dal cuore.
Le abitudini sno apprese per ripetizione e perpetrate senza pensare, quindi farci attenzione funziona perchè ci aiuta a notarle e ci ricorda che volevamo cambiarle. E’ anche vero che tenere costante l’attenzione è noiso e in certi momenti la nostra capacità di auto-controllo è inferiore che in altri. In questi casi l’abitudine ritorna anche peggio di prima.




















