La maggior parte delle convinzioni, delle abitudini e dei valori che influenzano le nostre scelte di vita, sono l’eredità della nostra esperienza fatta in passato. Fin dai primi anni di vita, infatti, abbiamo imparato (o forse dovremmo dire: “ci hanno insegnato”) ad usare un certo linguaggio, a comportarci in un dato modo, ad interpretare gli eventi in base a specifiche griglie di lettura, e così via!
Fin da allora, dunque, si sono formate le basi del nostro carattere.
Tra i nostri insegnanti, quelli che certamente hanno avuto una maggiore influenza sul nostro apprendimento sono stati i genitori, o le figure genitoriale con le quali siamo cresciuti. Da loro, prima che dagli altri, abbiamo appreso ciò che è “giusto” e ciò che è “sbagliato”, e da loro abbiamo ereditato una serie di modi di fare, di “pre-giudizi”, di strategie per affrontare la vita.
A pensarci bene può sembrare assurdo! Ma quanti sono gli adulti che, ancora oggi, si fanno influenzare dai propri genitori o dalle idee che da essi hanno ereditato? E quante persone, pur avendo oggi condizioni fisiche, intellettive, economiche, relazionali e ambientali diverse da quelle che avevano durante la propria infanzia, ancora oggi appunto, si bloccano o trovano difficoltà di fronte agli stessi ostacoli di allora?
La nostra infanzia ha condizionato e, forse inevitabilmente, condizionerà sempre il nostro futuro, a volte,
purtroppo, fino ad impedirci di realizzare i nostri sogni o al punto da ritrovarci a ripetere in continuazione sempre gli stessi errori!
E allora, cerchiamo di evitare che il passato determini il futuro, e proviamo a metterci in gioco per diventare noi stessi, in prima persona, artefici del nostro destino. Smettiamo di prendere per buono, sempre e comunque, ciò che ci è stato insegnato e cominciamo a metterlo in discussione! Proviamo a valutare con lucidità ed obiettività se ciò che ci è stato insegnato è salutare e funzionale, e dunque tale da poter essere trasmesso ai nostri figli e alle generazioni future.




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2 Commenti
Come si possono cambiare queste griglie mentali, queste strategie per affrontare la vita?
Il primo fondamentale passo da fare è quello di superare le “resistenze” che ci impediscono di analizzare i dati con obiettività! La mente “mente”! Ognuno di noi tende istintivamente a “salvare” i propri genitori, minimizzando i loro errori e ingigantendo, a volte in maniera ingiustamente spropositata, i loro pregi! Così accade che ci si possa ritrovare a non saper vedere cose che per gli altri appaiono così evidenti da farci sembrare ridicoli!
Per esempio, chi non saprebbe riconoscere con immediatezza gli “errori” della propria suocera? Eppure quante volte la coppia litiga perchè il partner, quando si parla della propria mamma, nega anche l’evidenza?
Ecco, questo è un esempio della “minimizzazione”, cioè di quella reazione psicologica, detta “resistenza”, che rende ciechi gli individui e gli immpedisce loro di vedere cose ad altri tanto palesi!
Dunque, il primo passo è superare le resistenze ed imparare a “vedere” con obiettività!
Dopodichè si può iniziare, passo passo, a mettere in discussione le nostre “convinioni limitanti”, vale a dire, quelle “certezze” che ci rafforzano nel nostro modo di essere ma ci impediscono di crescere.
Per esempio, se ci hanno convinto che i genitori devono essere “rispettati” anche quando non ci rispettano o che si deve sempre ubbidire ai più grandi od ancora che sia giusto punire i bambini e cose simili, forse, possiamo cominciare a mettere in crisi questi insegnamenti ed a verificare con “mente lucida” se davvero essi siano funzionali al nostro benessere!
La maggior parte delle persone, spesso, agisce istintivamente pur sapendo di sbagliare! Solo per evitare di fare i conti con emozioni che sarebbero dolorose e che “metterebbero in crisi” la propria personalità! Così accade frequentemente che una mamma possa lasciare, il primo giorno di scuola, il proprio bambino solo e disperato, pur sapendo, in cuor suo, che egli stia soffrendo e pur leggendo nei suoi teneri ed umidi occhi il dramma che lo segnerà per tutta la vita!
Ecce Homo!