Perche’ sogniamo? L’ultima ipotesi

La scienza non è mai stata in grado di spiegare le precise ragioni per cui sogniamo. Molte le ipotesi, che vanno dalla soddisfazione allucinatoria di desideri repressi alla Freud, alla semplice riorganizzazione delle informazioni acquisite durante il giorno. Oggi mi sono imbattuta nell’ultima teoria, che vi propongo volentieri, poichè può creare un ponte significativo con l’uso che si fa dei sogni in psicoterapia.

Deirdre Barrett, psicologa dell’Università di Harvard, nella sua teoria discussa lo scorso mese al meeting dell’Association for Psychological Science, sostiene l’importanza dei sogni nella soluzione dei problemi. Uno degli scopi del sognare potrebbe essere quello di aiutarci a trovare risposte creative alle difficoltà che ci tormentano durante le ore di veglia.

I sogni hanno una natura per lo più visiva e sono spesso illogici, fattori che li farebbe rientrare nel pensiero creativo, spesso necessario per risolvere i problemi. La Barrett afferma che sognare è come pensare, anche se in modo leggermente diverso dalla veglia. Vediamo come possono aiutarci i sogni.

I sogni e l’evoluzione

Secondo la psicologa americana, per spiegare i sogni una buona teoria deve tenere conto dell’evoluzione e comprendere come i sogni possono aver aiutato gli uomini nella storia a sopravvivere. La teoria di Freud, spiega l’autrice, in realtà non è in grado di farlo. A che serve soddisfare un desiderio in modo allucinatorio per la sopravvivenza? (Forse per quella fisica no, ma per quella psichica avrei dei suggerimenti).

Altre teorie affermano che i sogni potrebbero essere un effetto collaterale del ciclo del sonno. Poichè i sogni avvengono in fase REM, che attiva delle aree per riposare alcune parti del cervello e serve a ripristinare i livelli dei fattori biochimici cerebrali, come i neurotrasmettitori, i sogni potrebbero derivare da questo lavoro di pulizia, senza avere nessuno scopo in sè. La Barrett esclude questa possibilità: “La mia opinione è che nell’evoluzione niente è casuale, ogni cosa evolve ad uno scopo, altrimenti si estingue.”

Problem solving

La Barrett ha studiato la possibilità che i sogni siano un tentativo di risolvere i problemi per più di 10 anni e ne ha documentato molti esempi.

In un esperimento, ad esempio, la psicologa ha assegnato come compito a casa ai suoi studenti un problema da provare a risolvere in sogno. I problemi non erano dilemmi scientifici, ma semplici quesiti a cui gli studenti non erano riusciti a trovare risposta. Gli studenti si concentravano sul problema ogni notte prima di andare a dormire. A metà settimana, circa la metà degli studenti aveva sognato il problema e circa un quarto aveva ricevuto in sogno la soluzione.

La Barrett ha anche revisionato la letteratura scientifica e storica sul tema, trovando una miriade di quesiti, dall’arte alla matematica, risolti attraverso un sogno. Molti di essi erano essenzialmente legati a problemi che richiedevano di visualizzare qualcosa nella mente, o che non trovavano risposte nel senso comune o nelle quotidiane modalità di ragionamento.

“Io penso che i sogni si sono evoluti perchè sono utili all’essere umano, come le altre forme di pensiero.” - conclude la Barrett – “Il sogno è il momento del pensiero divergente, con l’uso delle immagini visive e libero da associazioni, utile quindi per risolvere questi particolari tipi di problemi.”

Condivido molto l’idea che i sogni, se ascoltati possano darci importanti indicazioni su come risolvere i problemi della nostra vita quotidiana, capire cosa proviamo o che tipo di relazione abbiamo con un’altra persona, chiarirci le idee su quello che stiamo vivendo. Ovviamente a patto che non vengano interpretati in modo univoco e assoluto. Un serpente sognato non è necessariamente un simbolo fallico.

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2 Commenti

  • 1 luglio 2010 | Permalink |

    ma questa teoria spiegherebbe anche i sogni degli animali?
    Io affinerei questa sua ipotesi. Diciamo che in sogno ci sono meno impedimenti alla soluzione creativa di alcuni problemi ma che l’attività onirica, in sè, non è finalizzata a quello scopo. Il fatto che la notte spesso si sogni qualche elemento del giorno prima ha forse a che fare con il suo aspetto di maggiore salienza rispetto al resto, per cui sia un evento fisico che un enigma rappresentano qualcosa di stimolante che si differenzia dalla norma e emerge.

  • 5 luglio 2010 | Permalink |

    Mi sembra un’orrima precisazione. In ogni caso io credo che quello che conta veramente nella possibilità di comprendere i sogni, sia il saperli utilizzare per metterci in dialogo con noi stessi, sia che ci aiutino a risolvere i problemi, sia che mettano in evidenza aspetti importanti della nostra vita che nelle ore di veglia avevamo ignorato. Un saluto e grazie per la tua precisazione

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