Adolescenti e alcol: cosa fare?

Tutti i genitori di adolescenti sanno quanto sia complicato e frustrante impedire ai propri figli di fare qualcosa di pericoloso, come bere, correre in auto, fumare. Se con le parole e le punizioni non è possibile,  il metodo migliore è adottare un sano stile genitoriale.

Un nuovo studio, condotto dai Professori Bahr e Hoffmann della Brigham Young University e pubblicato nel numero di luglio della rivista Journal of Studies on Alcohol and Drugs,  suggerisce che, sebbene gli adolescenti prendano da soli le decisioni rispetto al bere, alcuni stili genitoriali possono scoraggiarli nell’esagerare. La ricerca ha coinvolto 5000 ragazzi tra i 12 e i 19 anni, attraverso un sondaggio sulle loro abitudini alcoliche e sul rapporto con i loro genitori. In particolare, il sondaggio verteva su due domande principali: i ragazzi sentono l’affetto dei loro genitori? E percepiscono che i loro genitori sono al corrente e si informano su dove vanno e con chi sono?

Come immaginerete, i comportamenti più responsabili rispetto al bere si riscontravano nei giovani che si sentivani sia amati, che attentamente monitorati dai genitori. Questi ragazzi erano meno inclini a bere eccessivamente. Gli adolescenti che avevano una relazione affettuosa, ma che pensavano che i genitori facessero fare loro tutto ciò che volevano, avevano una percentuale di rischio sbronza quasi triplicata, rispetto al primo gruppo. I ragazzi che si sentivano controllati, ma non amati dai genitori, erano due volte più a rischio del primo gruppo.

“Se è vero che i genitori hanno poco effetto nello scoraggiare i loro figli a provare l’alcol, possono avere un impatto significativo sulla quantità e sul tipo di alcol consumato da loro” – afferma il Professor Bahr, del BYU’s College of Family, Home and Social Sciences.

Altri fattori condizionanti per i giovani, secondo lo studio, sono anche gli amici e le credenze religiose. Questi fattori si richiamano ad un altro studio condotto dal Dipartimento americano per l’Istruzione, che ha riscontrato che gli adolescenti che frequentano  scuole composte prevalentemente da ragazzi bianchi o non religiosi, sono esposti ad una “cultura del bere“, che li rende più propensi ad ubriacarsi. Tra l’altro,  questo studio rileva che il 55% dei ragazzi ha già provato l’alcol all’età di 14 anni, mentre l’85% a 17 anni.

In ogni caso, i genitori non devono tirarsi fuori dalla faccenda. “L’adolescenza è un periodo di transizione e per i genitori è un momento molto difficile da attraversare” – afferma Bahr- “Sebbene i coetanei siano molto importanti a questa età, non è vero che i genitori non hanno nessuna influenza”. “E’ importante che i genitori abbiano chiaro che devono saper coniugare responsabilità e supporto nell’educare i loro figli adolescenti” – sostiene Hoffmann – “Non è sufficiente controllarli, bisogna combinare l’essere informati su come passano il loro tempo fuori casa con una relazione calda e amorevole.”

Nè amici, nè indifferenti, nè opprimenti, nè lassisti: per far crescere i figli in modo sano bisogna combinare il saper essere caldi e affettuosi, con il saper dare regole chiare e conseguenti punizioni, essendo sempre informati sulle loro amicizie e conoscenze (per fare questo non è necessario pedinarli, è sufficiente permettere ai loro amici di frequentare casa e chiedere sempre dove vanno e con chi sono). “Mazza e panella”, come si dice a Napoli.

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