Importanti novità sul fronte della lotta alle malattie neurodegenerative e ai danni neuronali, quali Alzheimer o ictus. I ricercatori stanno mettendo a punto un nuovo metodo di rigenerazione delle cellule cerebrali. E che la ricerca ce la mandi buona.
Un nuovo studio finanziato dall’Unione Europea e pubblicato sulla rivista Public Library of Science (PLoS) Biology, ha permesso la conversione delle cellule gliali in due diverse classi di neuroni. Gli autori principali della ricerca sono la Professoressa Magdalena Gotz e il dottor Benedikt Berninger, del Centro Helmholtz di Monaco di Baviera, in Germania.
Le cellule gliali, che insieme ai neuroni costituiscono il sistema nervoso, hanno diverse funzione, tra cui la nutrizione e il sostegno dei neuroni, la rimozione dei neuroni morti, l’isolamento dei tessuti nervosi e la loro protezione da corpi estranei in caso di lesione.
Lo studio si è concentrato sull’astroglia, cellule gliali a forma di stella (come indica il loro nome) che hanno diverse diramazioni per fornire un’impalcatura ai neuroni. I ricercatori sono riusciti a convertire queste cellule, che normalmente non hanno il potenziale di generare tessuto neuronale, in neuroni eccitatori e inibitori, grazie all’espressione selettiva di proteine che si legano al DNA controllando l’espressione dei geni.
“In questo studio siamo riusciti a riprogrammare i neuroni appena creati, rendendoli capaci di sviluppare delle sinapsi funzionanti. Queste rilasciano – a seconda del fattore di trascrizione utilizzato – sostanze neurotrasmettitrici eccitatorie o inibitorie”, afferma il dottor Christophe Heinrichs della Ludwig Maximilians Universitat (LMU) di Monaco di Baviera. “I nostri risultati lasciano sperare che la barriera che separa le cellule neuronali e le astroglia – strettamente connesse tra loro – non sia insormontabile”, aggiunge il dottor Berninger.





















2 Commenti
tante scoperte, ma mai niente di concreto per i pazienti!
Caro Michele, è vero, la scienza procede a piccolissimi passi, eterni per una persona che soffre, ma in fondo Roma non fu costruita in un giorno. Un abbraccio