Meditare non sempre serve a rilassarsi

La meditazione è un tecnica orientale che si sta diffondendo sempre più anche nella nostra parte del mondo, come aiuto a rallentare i ritmi della vita quotidiana e ad affrontare lo stress. Eppure non per tutti la meditazione è un esercizio rilassante, poichè apre alla consapevolezza e la consapevolezza, si sà, non è sempre uguale a relax.

Se vi chiedessi di pensare alla meditazione, la maggior parte di voi mi risponderebbe con immagini  di paesaggi riposanti, con sensazioni di pace e benessere in atmosfere silenziose. Eppure l’obiettivo della meditazione non è il relax. Si tratta di qualcosa di molto più vicino alla consapevolezza del nostro mondo emotivo e mentale, alla possibilità di imparare a pensare e a dare giudizi più adatti. E queste cose non per tutti sono rilassanti. Per molte persone allentare gli stimoli esterni e stare in silenzio comporta l’ascoltarsi di più, il percepire maggiormente le proprie sensazioni, il dover fare i conti con pensieri e preoccupazioni che le distrazioni della vita quotidiana spesso lasciano sullo sfondo.

Stare con se stessi per molti non è piacevole, per questo durante la giornata non ci fermiamo un minuto e non facciamo che correre tutto il giorno per non pensare.

Una pratica classica legata alla meditazione è quella di perlustrare con la mente tutto il proprio corpo fino a giungere al punto dove risiedono delle sensazioni più intense, sforzandosi di stare con quelle sensazioni, lasciarle espandere e risuonare, finchè non si allontanano. Questa pratica non è molto lontana da alcune tecniche psicoterapiche volte a stimolare la propriocezione.  Lo scopo di questa forma di meditazione non è sopportare e infine imparare ad ignorare la sensazione che stiamo vivendo, anzi al contrario, l’obiettivo è quello di riuscire a stare con quello che stiamo provando invece di evitarlo. Questo esercizio è molto complesso e faticoso e lo è ancor di più per chi non riesce a stare con quello che sente.

Per questa ragione, la meditazione non è consigliabile per tutti, specialmente se si pratica da soli e senza una guida che sia in grado di sostenerci e contenere le nostre emozioni quando raggiungono una soglia che non riusciamo a tollerare.

Se ci conviciamo che l’aspirazione della meditazione sia il rilassamento, immediatamente nella nostra mente si allerta una spia che cerca il rilassamento ad ogni costo e ogni segno di agitazione è fonte di stress e frustrazione. L’opposto del rilassamento.

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