Se un genitore si toglie la vita

suicidio

La morte di un genitore è sempre un evento drammatico per un bambino, ma la tragedia si amplifica se è il genitore stesso a togliersi la vita. Quando un padre o una madre si suicidano, aumentano i rischi  per i bambini di compiere la stessa azione, di ammalarsi di un disturbo psichiatrico o di commettere un crimine.

Ad affermarlo è uno studio che comparirà nel numero di maggio del Journal of the American Academy of Child & Adolescent Psychiatry. Come sempre, le ragioni per cui un bambino può ereditare da un genitore la tendenza al suicidio sono svariate e possono essere di ordine sia biologico, che psicologico e sociale.

Un genitore che arriva a togliersi la vita, molto probabilmente ha sofferto di un disturbo psicotico, che sia di tipo depressivo, schizofrenico o bipolare. Queste tre condizioni psichiatriche hanno un impatto molto forte sulla vita dei figli, non solo per ragioni di ereditarietà genetica, ma soprattutto per la loro influenza sulla capacità dei genitori di prendersi cura di un bambino. L’ambiente familiare, inoltre, quando c’è un paziente psicotico in casa, è poco sereno, carico di tensioni e poco rassicurante: per un bambino è difficile rispecchiarsi negli occhi vuoti di una mamma depressa.

C’è da aggiungere che la morte di un genitore, anche quella avvenuta per cause naturali, porta in ogni bambino non solo tristezza e dolore, ma anche una forte rabbia, un vissuto di abbandono, un sentimento di colpa. Quando il genitore decide volontariamente di andarsene questi sentimenti risultano amplificati.

La ricerca ha evidenziato anche come molti giovanissimi in questi casi si diano ad attività criminali. Questo fenomeno potrebbe essere legato alla difficoltà dei bambini di esprimere il proprio dolore con le parole in modo diretto, per cui lo fanno attraverso acting out, che vanno da piccole ruberie ad azioni francamente criminali.

Cosa fare per aiutare

La corrispondenza tra malattia dei genitori e quella dei figli non è assoluta nè ineluttabile. Quando un genitore si suicida, per quanto l’evento sia stato drammatico e doloroso, non è detto che un ambiente accogliente non possa evitare la distruzione psicologica di un bambino. La famiglia e gli amici in questi momenti sono chiamati a sostenere e a stare vicino al bambino, a mostragli che è amato e che quello che è accaduto non è colpa sua. Queste attenzioni non devono essere limitate ai momenti subito successivi all’evento, ma essere mantenute nel tempo.

E’ anche importante che i congiunti siano più attenti ad eventuali tracce di depressione nel bambino, in modo da poterlo indirizzare da uno specialista se è il caso.

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Psicologa clinica, specializzata in Psicoterapia d’Integrazione Strutturale presso l’istituto SIPI di Napoli.

E’ responsabile del centro “H-anto a te” di San Sebastiano al Vesuvio, per l’inserimento sociale e lavorativo di persone diversamente abili e consulente presso la residenza psichiatrica Kairòs di Casoria.

Svolge l’attività privata presso le sedi del suo studio a Pozzuoli , in Via Oberdan 37/A e a Quarto (Na) in Corso Italia 111.

Per contatti: 331.5860110