Neuroni a specchio: esistono davvero

neuroni motor-cortex

La concettualizzazione dell’esistenza dei neuroni a specchio, ha rappresentato una grande svolta per le neuroscienze, fino a diventare un mito da venerare e la spiegazione per ogni inflessione dell’animo umano. Eppure finora si trattava solo di un concetto teorico. Oggi, la prima evidenza diretta della loro esistenza potrebbe affacciarsi sul cammino della scienza.

V.S. Ramachandran, famoso neurologo di origine indiana, scrisse che i neuroni a specchio avrebbero fatto per la psicologia, quello che la scoperta del DNA ha fatto per la biologia. La profetica affermazione del noto neuroscienziato, però, si scontrava col fatto che solo nel cervello delle scimmie erano stati identificati dei neuroni che rispondevano sia all’esecuzione di un movimento sia all’osservazione dello stesso prodotto da un agente esterno. La loro presenza nell’uomo, fino ad oggi, era stata inferita solo attraverso prove indirette, legate soprattutto al neuroimaging. Ora, Roy Mukamel e i suoi colleghi, hanno riscontrato quella che potrebbe essere la prima vera testimonianza diretta dei neuroni a specchio nell’uomo. La prova è stata ottenuta impiantando elettrodi che registrano l’attività di singole cellule cerebrali.

Il team di Mukamel ha misurato la capacità delle singole cellule di registrare iformazioni, investigando su pazienti con epilessia intrattabile. A questi pazienti erano stati impiantati elettrodi cerebrali per identificare il focus della crisi. I ricercatori hanno ingaggiato 21 di questi pazienti e hanno mostrato loro dei video di gesti della mano e espressioni facciali, prima su uno schermo, poi chiedendo loro di riprodurre lo stesso gesto.

La maggior parte delle 1177 cellule registrate ha mostrato una risposta o all’esecuzione di un’azione o alla vista di un’azione, non ad entrambe. Contemporaneamente è stata riscontrato una significativa presenza di neuroni a specchio nella parte frontale del cervello, nell’area motoria supplementare, e nel lobo temporale, soprattutto nell’ippocampo, che rispondevano sia alla vista che all’esecuzione delle stesse azioni.

Possibili criticità

Si potrebbe obiettare che queste cellule in realtà non abbiano proprietà di rispecchiamento, ma che avessero risposto ad un concetto. Per esempio, una cellula che risponde sia alla vista di un sorriso, che alla sua esecuzione, potrebbe essere stata attivata dal concetto di sorriso. Il team dei ricercatori ha respinto quest’argomentazione, attraverso una condizione di controllo in cui le parole che indicano un’azione apparivano su uno schermo, ma non venivano nè mostrate nel video, nè riprodotte in un’azione. In questo caso, gli ipotetici neuroni a specchio rispondevano alla vista e all’esecuzione di un’azione, ma non alla parola che la indicava.

Un’altra possibile criticità è rappresentata dal fatto che l’attività legata all’esecuzione di un potenziale neurone a specchio è innescata dalla vista della propria azione, piuttosto che da un output motorio in sè. Questa obiezione, tuttavia, non può spiegare l’attività dei neuroni a specchio che rispondono sia alla vista di un’espressione facciale che alla propria escuzione della stessa: è impossibile guardare la propria espressione facciale se non si è allo specchio, anche se il feedback propriocettivo potrebbe essere un elemento di confusione.

I neuroni a specchio rappresentano il substrato funzionale dell’empatia e dell’apprendimento imitativo, ma potrebbero avere degli inconvenienti, come l’imitazione involontaria e la confusione rispetto all’appartenenza delle azioni (è mia o sua?). I ricercatori a tal proposito hanno scoperto anche un’altro set di cellule che potrebbero aiutare a ridurre questi rischi: queste cellule vengone attivate dall’esecuzione di un movimento, ma inibite dalla vista di qualcun altro che riproduceva la stessa azione, e viceversa.

“Presi insieme” - concludono i ricercatori, “queste scoperte suggeriscono l’esistenza di sistemi multipli nel cervello, dotati di meccanismi di rispecchiamento neurale per l’integrazione e la differenziazione degli aspetti percettivi e motori delle azioni eseguite da se stessi o dagli altri.”

avatar
Psicologa clinica, specializzata in Psicoterapia d’Integrazione Strutturale presso l’istituto SIPI di Napoli.

E’ responsabile del centro “H-anto a te” di San Sebastiano al Vesuvio, per l’inserimento sociale e lavorativo di persone diversamente abili e consulente presso la residenza psichiatrica Kairòs di Casoria.

Svolge l’attività privata presso le sedi del suo studio a Pozzuoli , in Via Oberdan 37/A e a Quarto (Na) in Corso Italia 111.

Per contatti: 331.5860110