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Parkinson: individuate le cause

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La Malattia di Parkinson colpisce piu’ 6 milioni di persone in tutto il mondo, ma nonostante i numeri non se ne conoscono ancora le cause precise. Forse però si sta imboccando la strada giusta. 10 anni di ricerca e nuove teorie danno speranza a chi ne soffre.

Il morbo di Parkinson è una malattia neurodegenerativa cronica e progressiva (in soldoni danneggia il sistema nervoso, tende sempre a peggiorare e non se ne può guarire con le attuali conoscenze scientifiche). Fondamentalmente è dovuta alla degenerazione pregressiva della substantia nigra, un nucleo situato a livello del mesencefalo con la conseguente diminuzione di dopamina, un neurotrasmettitore che ha un ruolo fondamentale nel controllo dei movimenti. I suoi sintomi principali sono tre: il tremore localizzato soprattutto a livello degli arti, la bradicinesia, cioè un’estrema lentezza dei movimenti e la rigidità corporea. Per un Parkinsoniano ogni movimento diventa estremamente complicato, con una progressiva riduzione della propria mobilità e autonomia.

Finora le possibili cause erano conosciute solo a livello ipotetico, ma un gruppo di ricercatori ha fatto dei notevoli passi avanti nella direzione di identificarle. Lo studio, finanziato dall’Unione Europea, rientra nei progetti Neurone (‘Molecular mechanisms of neuronal degeneration: from cell biology to the clinic’) e Molpark (‘Molecular mechanisms of neuronal restoration: novel approaches for Parkinson’s disease’) ed è stato pubblicato sulla rivista PLoS Biology.

I ricercatori hanno individuato 3 possibili fattori causali che combinandosi generano questa terribile patologia:

– un gene difettoso (il gene DJ-1);

– un difetto nella risposta ad un fattore di crescita, come ad esempio il Gdnf (fattore neurotrofico derivato da cellule gliali), che solitamente è in grado di ridurre il tasso di degenerazione nelle cellule cerebrali;

– l’invecchiamento.

“Anche se sospettavamo che questo potesse essere il caso, fino a oggi non ne avevamo le prove effettive”, ha detto Liviu Aron dell’Istituto Max Planck di Neurobiologia a Martinsried (Germania), che e’ l’autore principale dello studio. “Scoprire che esiste un collegamento tra la risposta a un fattore di crescita e il gene DJ-1 e’ estremamente interessante”, ha aggiunto Rudiger Klein, sempre dell’Istituto Max Planck. “I fattori ambientali influenzano la disponibilita’ di fattori di crescita e le loro interazioni con i fattori genetici possono aiutarci a capire meglio la malattia di Parkinson”.

[PARKINSON: 3 FATTORI COINCIDENTI CAUSANO MALATTIA – AGI news salute]

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