Le parole fanno piu’ male di una pietra

pain iniezione

Se parlare del proprio dolore morale può aiutare a sentirsi meglio, lo stesso non vale per quello fisico. Secondo gli studiosi, raccontare a qualcuno della sofferenza fisica che si prova può addirittura peggiorarla.

Avvertimenti come “Questo ti farà un pò male” o “Potresti sentire un pò di dolore”, ad esempio prima di un’iniezione o dell’estrazione di un molare, possono essere controproducenti e aggravare la situazione, aggiungendo al dolore sentimenti di sconforto. Lo dimostra uno studio condotto dai ricercatori della Jena University in Germania, i quali hanno scoperto che alcune parole associate al dolore come “tormento” o “massacrante”, stimolano l’area del dolore nel cervello anche quando non c’è nessuna reale sofferenza fisica.

Raccontare al medico del proprio dolore potrebbe essere quindi un autogol, poichè stimola una parte del sistema nervoso denominata la “matrice del dolore”. “E’ possibile che queste conversazioni intensifichino l’attività della “matrice del dolore” nel cervello e di conseguenza l’esperienza del dolore stessa.” - afferma Maria Richter della Jena University.

I ricercatori, guidati dal Professore Thomas Weiss, psicologo, hanno riscontrato che sia gli adulti che i bambini reagiscono con una forte ansia e sperimentano una decisa intensificazione del dolore, perchè le parole scatenano una reazione nell’area del cervello associata con il dolore. La risposta potrebbe derivare dall’istinto di sopravvivenza attraverso il quale cui gli esseri umani imparano ad evitare il dolore futuro.

“Dopo un’esperienza del genere è abbastanza semplice immaginare una puntura alla prossima vaccinazione per attivare la nostra memoria del dolore” - afferma il Professor Weiss. Del resto uno stimolo verbale è in grado di attivare nel cervello una reazione molto simile a quella che si otterrebbe  con uno stimolo fisico. E’ facile intuirlo se pensiamo a quale fastidio ci crei sentire qualcuno raccontare di una ferita fisica molto intensa.

Per valutare se le reazioni fossero basate sul semplice effetto negativo di alcune parole, i soggetti sperimentali venivano anche messi a confronto con parole con connotazione negativa anche se non strettamente legate al dolore, come “terrificante”, “orribile” o “disgustoso”. Si è verificato che esse non avevano lo stesso effetto.

Come diceva Nanni Moretti, “Le parole sono importanti”, forse molto più di quanto le abbiamo considerate finora.

[Sticks and Stones May Break Your Bones, But Words Can Really Cause Physical Pain – Impact lab]

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Psicologa clinica, specializzata in Psicoterapia d’Integrazione Strutturale presso l’istituto SIPI di Napoli.

E’ responsabile del centro “H-anto a te” di San Sebastiano al Vesuvio, per l’inserimento sociale e lavorativo di persone diversamente abili e consulente presso la residenza psichiatrica Kairòs di Casoria.

Svolge l’attività privata presso le sedi del suo studio a Pozzuoli , in Via Oberdan 37/A e a Quarto (Na) in Corso Italia 111.

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