Che cosa e’ il Training Autogeno

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Abbandoniamo per un istante quell’aurea di newage, di misticismo, di magia a cui a volte pensiamo quando ci propongono terapie non farmaco logiche per favorire il nostro benessere. Il Training Autogeno(T.A.) non ha niente di tutto questo.

Nasce negli anni ‘30,  in ambito medico e psicologico, dal lavoro del medico di origine berlinese J.H. Schultz , che lo utilizzava nella cura di disturbi di origine organica e psicologica, ed è stato sempre studiato secondo i “sacri crismi” propri delle discipline scientifiche.

Il T. A. è principalmente una tecnica di rilassamento grazie alla quale diventa  possibile raggiungere una sempre maggiore armonia psicofisica , accrescere la propria realizzazione e  imparare ad utilizzare  al meglio risorse e circostanze della vita.

Il termine “Training” vuol dire “allenamento” ed è stato scelto per sottolineare  l’importanza della pratica a medio-lungo termine di tale tecnica. Con il termine “Autogeno” invece, si è voluto mettere in risalto uno degli obiettivi principali del T.A.:  rendere colui che lo pratica  in grado di produrre anche da solo uno stato di rilassamento,  cambiamenti dell’ umore e di acquisire realmente il controllo del proprio corpo, attraverso una crescente capacità di autosuggestione IL T.A. inizialmente appreso da un esperto, può successivamente  essere “portato a casa” e modificato in base alle esigenze personali.

Con questa tecnica si ha la possibilità e il vantaggio di “cucirsi  addosso” ogni esercizio!


QUANDO E’ UTILE

IN GENERALE la pratica corretta e costante del Training Autogeno, può consentire di raggiungere un addestramento al cambiamento psicofisico, migliora il contatto con se stessi e rappresenta una risorsa dalle immense potenzialità per aiutare la mente a migliorare le quotidiane performances e ad alleviare disagi psicosomatici di svariati tipi.

Il T.A. influenza, infatti, molte delle funzioni dipendenti dal Sistema Nervoso Vegetativo quali la respirazione, la circolazione del sangue ed il metabolismo. Inoltre consente di mutare il tono dell’umore, attenuare stati emotivi poco gradevoli, disturbi d’ansia, portando ad un sempre maggiore grado di distensione, benessere ed equilibrio psicosomatico.

E uno strumento fondamentale per affrontare problematiche quali:

  • disturbi funzionali e somatizzazioni di tipo neurovegetativo(cefalee, tachicardie, problemi circolatori e respiratori, disturbi digestivi);
  • fobie e disturbi d’ansia;
  • tic o balbuzie;
  • disturbi del sonno (insonnia, apnee).

NELLO SPORT Attualmente quello dell’ attività sportiva è uno dei più importanti campi di applicazione di questa tecnica è usata infatti nella psicologia dello sport per la preparazione mentale degli atleti (Bassi G.B., Bonfanti M., Arcelli E.) sia all’interno delle squadre per sport come: calcio, basket, pallacanestro, pallanuoto, che per gli atleti che praticano sport individuali. Alcuni esercizi risultano utilissimi al miglioramento delle performance e alla riduzione e/o al recupero di alcuni infortuni. E’ il caso dello sci, del baseball, del tennis, della scherma o di alcune arti marziali in cui la tecnica si rivela efficacissima anche per il controllo della concentrazione, attraverso la riduzione  dell’ansia e della tensione preagonistica. Specialmente se utilizzato con particolari sollecitazioni assertive può  inoltre arricchire la personalità dell’atleta rendendolo più consapevole delle proprie potenzialità. Da molti anni ormai questa tecnica è anche parte integrante dei cosiddetti “corsi di preparazione al parto” e se, preventivamente imparata, risulta molto utile a gestire le emozioni e a controllare il respiro ed il dolore.

Un altro diffuso uso della tecnica riguarda il mondo della psicologia del lavoro, in cui molte industrie hanno voluto e richiesto di provare questo metodo, sperimentando le sue ricadute positive sul rendimento in azienda e sulla sua capacità di limitare lo stress e l’assenteismo legato a problematiche di questo tipo.

Infine, vanno ricordate con curiosità ed interesse le più recenti, ma non meno diffuse, applicazioni. Una delle principali concerne il campo educativo in cui il T.A. per l’infanzia si trasforma in “fiabe del rilassamento” che possono essere utilizzate per affrontare difficoltà di sviluppo piuttosto diffuse, superando anche i limiti delle classiche tecniche di approccio verbale al problema. Un’altra recente applicazione della tecnica riguarda i trattamenti estetici, soprattutto quelli che si rivolgono alla cura dell’acne nervosa o da stress, dei problemi estetici della cattiva circolazione o più semplicemente al rilassamento e alla ricerca di un benessere globale che si associa ai trattamenti effettuati nelle sale di bellezza o nei centri termali.

Riferimenti bibliografici
  • Schultz J.H. (1968). Trad it. Il training autogeno I – esercizi inferiori , Feltrinelli, Milano.
  • Schultz J.H. (1968). Trad it. Il training autogeno IIesercizi superiori , Feltrinelli, Milano.
  • Marchi I. (2002). Teoria e pratica del training autogeno , Demetra, Firenze.
  • Tosi D. (2001). Training autogeno. Guida pratica al più efficace metodo contro lo stress , Brancato.
  • Peresson L. (1985). Trattato di training autogeno vol. I e II , Piovan.
  • Hoffman, Bern H. (1980). Manuale di training autogeno , Astrolabio.
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Manuela Gallo, Psicologa esperta di mediazione familiare sistemica, docente di Training Autogeno presso la Fondazione Humaniter.
avatar gianluca scrive:

Cara Sara, grazie per la nota e complimenti per il tuo bel sito! Torna a trovarci quando vuoi: l’argomento è molto interessante!

avatar Sara De Maria scrive:

Pratico il Training Autogeno da tempo e da quasi 2 anni tengo corsi individuali e di gruppo per insegnare la tecnica del T.A. a chi desidera praticarla in autonomia. Sono psicologa, psicoterapeuta e operatrice di T.A. iscritta all’albo E.C.A.A.T. Confermo che Il T.A. è un approccio efficace e naturale per i “fastidi” e le patologie che spesso insidiano al nostro benessere fisico ed emotivo. Alcuni miei allievi hanno provato ad affrontare con questo metodo l’annoso problema degli acufeni e in tutti i casi il sintomo è scomparso durante la pratica e per alcuni periodi dopo la sessione di allenamento. Da tenere presente….