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La storia psichiatrica di Hitler

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Per quanto tutti possiamo immaginare che dietro le terribili atrocità compiute da Adolf Hitler, si celi una personalità seriamente disturbata, forse nessuno sa che esiste una documentazione a riguardo, misteriosamente eclissatasi durante la II guerra Mondiale. Le informazioni sono tratte da un frammento proveniente dagli Archivi Europei di Psichiatria e Neuroscienze cliniche e riguardano il periodo della sua ammissione all’ospedale dopo gli infortuni subiti durante la prima guerra mondiale.

La diagnosi che Hitler ricevette durante quel ricovero fu di cecità isterica, quello che oggi il DSM definirebbe come disturbo dissociativo o da conversione, un peculiare sintomo in cui un problema apparentemente fisico si verifica senza nessuna causa organica identificabile. La spiegazione classica che in letteratura (a partire da Charcot e da Freud) si da di questo disturbo è che la mente converte un trauma psichico in un sintomo fisico per proteggersi dallo stress. In poche parole per evitare di viversi un’emozione troppo forte, la psiche la trasforma in un malessere organico (il non vedere è un pò una metafora del non voler vedere).

Sembra che la cartella diagnostica di Hitler fu fatta sparire dall’ospedale e la stessa fine fecero i testimoni ad opera delle SS. Questa rivelazione, a metà tra verità e leggenda, ci colpisce soprattutto se consideriamo che i malati di mente furono, dopo gli ebrei,  tra i più perseguitati dal regime nazista: ne furono sterminati ben 200.000 nei campi di concentramento (dato reso pubblico durante la Seconda Guerra Mondiale dal cardinale di Muenster Clemens August Von Galen, recentemente beatificato da Benedetto XVI). Mentre il disturbo di Parkinson, comparso negli ultimi anni della vita di Hitler, è abbastanza noto, la sua precedente storia di cecità isterica è rimasta sconosciuta.

I fatti

Il 14 Ottobre del 1918, Hitler, allora arruolato nella Prima Guerra Mondiale, sopravvisse ad un attacco con l’iprite (un gas) in Belgio, vicino Upern. Alcuni documenti riportano la presenza di una lieve congiuntivite che non giustifica però la cecità temporanea che ne derivò, per cui essa fu diagnosticata come isterica. Si sa poco del trattamento successivo: il leader nazista fu trasferito presso un ospedale militare a Pasewalk, nei pressi del mar Baltico e fu curato dal professor Forster, direttore della clinica psichiatrica dell’ospedale, attraverso l’ipnosi. Hitler fu dimesso il 19 Novembre 1918 e di quella storia non si è più parlato.

Che questo trattamento sia realmente avvenuto fu testimoniato dal Dr. Karl Kroner, che riportò il fatto ai servizi segreti statunitensi (Office of Strategic Services – OSS). Il file, così come tutti gli altri testimoni, furono uccisi dalla Gestapo, compreso il Professor Forster, probabilmente costretto al suicidio il 9 Novembre del 1933, poco prima che riuscisse a presentare il documento ad alcuni scrittori in esilio a Parigi, dove suo fratello lavorava presso l’ambasciata tedesca. Lo scrittore Ernst Weiss, ebreo tedesco e medico egli stesso, parlò di questo documento nella sua novella ‘Der Augenzeuge’(Il testimone oculare) prima di suicidarsi durante l’occupazione tedesca di Parigi il 6 Maggio 1940.

Analisi di personalità

Durante la seconda Guerra Mondiale, i servizi segreti americani commissionarono ben due analisi psicodinamiche della personalità di Hitler, la prima allo psicologo Henry Murray e la seconda allo psicoanalista Walter Langer. Nonostante l’importanza degli esperti scelti, non è semplice condurre una seria analisi personologica su un paziente che non si è mai incontrato, sebbene tanto noto, ragion per cui non si tratta di documenti del tutto affidabili.

In ogni caso, Murray e Langer definirono Hitler uno psicopatico, affetto verosimilmente da schizofrenia paranoide, probabilmente impotente, omosessuale represso e con tendenze suicide (diventate poi realistiche). Certo gli esperti non avevano preventivato una morte miserabile in uno squallido bunker, ma avevano immaginato scenari da film in cui Hitler si sarebbe fatto esplodere in una montagna di dinamite, si sarebbe sparato con un proiettile d’argento preparato allo scopo, o si sarebbe gettato da un parapetto davanti alle truppe venute per prenderlo. Non so quanto questi report siano stati utili all’intelligence alleata: forse descrivono più le tendenze della psicologia del tempo che la mente del leader nazista.

Il file originale è andato perso, e con esso anche un ottimo (si fa per dire) caso clinico per gli studenti di Psicologia. Certo la presenza di una storia psichiatrica di Hitler non lo solleverebbe dalle sue infinite colpe, ma potrebbe aiutarci a riconoscere un pazzo in futuro, piuttosto che affidargli il governo di una nazione.

[The missing psychiatric file of Adolf Hitler – mind hacks]

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