Fromm: il bisogno di amare

Da dove nasce il bisogno di amare, il motore più insondabile dell’uomo? Ne leggiamo una delle più classiche interpretazioni, tratta da L’arte di amare” di Erich Fromm.

Il bisogno di amare è il bisogno fondamentale dell’uomo, superiore per urgenza a quello della fame, della sete o dello stesso “sesso”, in quanto per soddisfarlo questi ultimi possono anche essere messi a tacere. Da dove nasce questo bisogno?

L’uomo è cosciente di sé stesso come realtà unica e irripetibile, della propria individualità. Questa coscienza di sé stesso come realtà separata, la consapevolezza della propria breve vita, del fatto che è nato senza volerlo e che contro la propria volontà morirà; che morirà prima di quelli che ama, o che essi moriranno prima di lui, il senso di solitudine, d’impotenza di fronte alle forze della natura e della società, possono rendergli insopportabile l’esistenza. Diventerebbe pazzo, se non riuscisse a rompere l’isolamento, a unirsi agli altri uomini, al mondo esterno.

Il senso di solitudine provoca l’ansia; anzi, è l’origine di ogni ansia. Essere soli significa essere indifesi, incapaci penetrare attivamente nel mondo che circonda.

Questo profondo bisogno dell’uomo, dunque, è il bisogno di superare l’isolamento, di evadere dalla prigione della propria solitudine. L’impossibilità di raggiungere questo scopo porta alla pazzia, poiché il panico della completa separazione può essere vinto solo da un isolamento dal mondo esterno così totale, da cancellare il mondo esterno, dal quale si è separati, e così scompare il senso di separazione.

L’uomo – di qualsiasi età e civiltà – è messo di fronte alla soluzione di un eterno problema: il problema di come superare la solitudine e raggiungere l’unione.

6 Commenti

  • 9 marzo 2010 | Permalink |

    Siamo animali sociali. Come al solito, Fromm colpisce in pieno il bersaglio…

  • 21 marzo 2010 | Permalink |

    Non sara’ un caso se istintivamente ho sentito il bisogno di avere la parola AMIGDALA nel mio indirizzo di posta elettronica. Non sapevo molto al riguardo, ma leggendo le informazioni sul sito, le ho trovate proprio giuste x me,che da anni lavoro,senza saperlo, su questa ghiandola molto piccola, eppure cosi’ importante x l’evoluzione umana in una direzione piu’ spiritule e affettiva. Grazie

  • 28 marzo 2010 | Permalink |

    Cara Clementina,
    mente e cervello sono legate a doppio filo: il cervello modifica il comportamento, così come le esperienze modificano il cervello. Se la scienza non dimentica mai questo postulato, si potrà conoscere l’essere umano in profondità. Un saluto

  • 11 giugno 2010 | Permalink |

    Erich Fromm è un grande insegnante. Ora mi verrebbe da valutare una questione, valutando la scala dei valori di Maslow. Ma è il bisogno di amare che spinge le persone o il bisogna di sentirsi amati? Spesso , nelle mie esperienze di confronto con molte persone, che , di fondo, c’è la voglia di essere amati, sopratutto dalle donne.Intendo dire che il bisogno è quello di sentirsi amati, di sentirsi parte di un gruppo ( come dice Andrea siamo animali sociali, non mi pare si dica animali amanti ;) ) e per cui si dà molto amore per ‘sentirsi’ parte di u ngruppo, si dà amore per riceverlo non si dà a prescindere , si fa sempre per un appagamento di un bisogno, quello di sicurezza ( di essere amati, di appartenere ad u ngruppo). Non di rado senti affermare da alcune ragazze e ragazzi che il loro bisogno di amare è fondamentale, altrimenti si sentono vuoi ,perduti, una vita con poco senso…ma , una persona che ‘vede’ oltre si rende conte che il bisogno non è tanto quello di amare fine a se stesso ma amare per ricever amore, sentirsi considerati da qualcuno…il solito senso di solitudine…ma che viene appagato dando amore per riceverlo non tanto per amare come valore o bisogno. almen oquesto è ciò che ‘vedo’ e ho appreso per mia ed altrui personale esperienza ;) saluti Ale

  • 29 dicembre 2010 | Permalink |

    Il cammino di Natale

    Si è dipinto il cielo
    “Questa notte di Natale”
    E sulle aspre colline
    Si respira il gelido Inverno.
    Corrono gli istanti
    E la magia di questo Evento
    Brilla nei tuoi occhi:¬-
    È nato lo Straniero
    Di questo mondo,
    Il Messia che ti libera
    Dagli affanni e dalla croce.
    Non importa se fa freddo,
    Oggi tutti insieme si gioisce
    E si torna bambini
    Al presepe vivente
    Della Rinascita.
    Perché la vita sia ancora più gioiosa
    Non importa se cade la neve
    “Il cuore resta acceso”..
    Ed è bello il Natale!

    Tornano le rondini e tornano le stagioni

    Forse torneranno le rondini
    E anche le stagioni nel regno di Dio
    Quando le cicogne segneranno
    Il tempo della fine.
    Migrano nel tempo dei solstizi
    Nuove Primavere
    E i fratelli di latte
    E l’Estate seccano i fiori
    Della Misericordia.
    Cerchiano le siepi
    Le nuvole “procella”
    E l’ira del Signore si placa;
    Conta i suoi figli
    Che chiedono perdono.
    Sfogliano i petali Eterni
    Gli uomini onesti
    Mentre tornano
    Felici nelle loro case..
    E si tormenta l’anima
    Nel girone dell’Inferno
    Quando i peccatori “vinti di una guerra”
    Mietono il grano e la zizzania
    Mentre aspettano il Paradiso
    Sulla Terra .

  • 24 luglio 2011 | Permalink |

    @Ale, se mai ripasserà di qua: abbiamo bisogno di sentirci amati ma anche di sentirci attivi e produttivi, per sentirci pienamente umani e realizzati. quindi secondo me abbiamo bisogno anche di amare. del resto è lampante dal fatto che stare con una persona che ci ama, ma che non amiamo neanche un po’, ci logora dentro.
    Fromm dice anche che nella nostra società dove l’uomo si rende “oggetto” a causa del consumismo, l’arte di amare è quasi impossibile: forse tu hai avvertito un riflesso di questo problema.
    dovremmo liberarci di questa mentalità (inutilmente e fintamente) egotista e imparare a fare quello per cui siamo nati, amare

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