L’amore di mamma vince lo stress prenatale

E’ nel nostro immaginario collettivo l’idea che l’amore di un genitore possa vincere ogni difficoltà e guarire il proprio bambino da qualsiasi malattia. Se nella realtà non è sempre vero, oggi la scienza ci dà una piccola evidenza di questo sentire comune. Sembra che un buon accudimento possa annullare gli effetti dello stress prenatale, solitamente causa di uno scarso sviluppo cognitivo.

E’ questa la sintesi di un articolo pubblicato il 25 Febbraio sulla rivista Biological Psychiatry. La ricerca evidenzia che feti esposti ad alti livelli di cortisolo (l’ormone dello stress), spesso precursore di deficit dell’attenzione e del problem solving, possono sfuggire a questo destino se le madri forniscono loro cure adeguate e attente durante il periodo neonatale e nell’infanzia.

“I nostri risultati gettano un ponte tra esposizione fetale al cortisolo, in parte determinata dal livello di stress della madre e cure genitoriali precoci, che si combinando nell’influenzare o sviluppo neurologico di un bambino” – spiega l’autore dello studio Thomas O’Connor, Professore di psichiatria presso il Medical Center dell’Università di Rochester- “Se studi futuri confermeranno questi risultati, sarà necessario non solo predisporre modalità per ridurre lo stress in gravidanza, ma anche per promuovere la capacità di prendersi cura dei bambini in modo adeguato nelle mamme e nei papà.”

La ricerca

Per effettuare lo studio, i ricercatori hanno reclutatato 125 donne presso una clinica per le amniocentesi, prendendo un campione del liquido amniotico per misurare i livelli di cortisolo. Le madri erano in mdia alla diciassettesima settimana di gestazione; solo le madri con gravidanze normali e sane venivano incluse nello studio.

Quando i loro bambini raggiungevano i 17 mesi, i ricercatori somministravano loro il Bayley infant developmental scale test, che consiste nel completamento di puzzles, giochi di finzione e di memoria per verificare il livello di sviluppo cognitivo. Gli studiosi hanno anche osservato i bambini e le loro madri usando la “Strange Situation” della Ainsworth, una pratica molto validata scientificamente che misura la qualità dell’accudimento, classificando le coppie mamma/bambino in base alla modalità di attaccamento sicuro o insicuro.

Con i livelli di cortisolo, i risultati della qualità della relazione e i punteggi delle capacità cognitive, i ricercatori hanno analizzato come le prime due misure potessero influenza la terza. Per i bambini che mostravano un attaccamento insicuro alle loro madri, alti livelli prenatali di cortisolo erano legati a bassi livelli di attenzione, scarsa capacità di linguaggio e di problem solving. Ma quello che ha sorpreso i ricercatori è stato notare come nei bambini che godevano di una relazione sicura con le loro madri, ogni correlazione tra alti livelli di cortisolo e sviluppo cognitivo era completamente annullata.

“Questa è un’ottima notizia per le mamme” – ha affermato O’Connor – “La gravidanza è un’esperienza fortemente carica di emozioni per molte donne e c’è già molto di cui preoccuparsi e a cui prestare attenzione. E’ un sollievo sapere che, tramite un accudimento “sufficientemente buono” -per dirlo alla Winnicot -, i genitori possono proteggere i loro bambini da potenziali pericoli.”

Le domande da porsi

O’Connor sostiene l’importanza di considerare alcuni aspetti dello studio su cui interrogarsi. Innanzitutto, và sottolineato che il cortisolo amniotico può risultare da due diverse fonti ed è difficile definire con precisione quale sia responsabile dello stress fetale. Ad esempio, esso può essere trasmesso attraverso la placenta da una madre ansiosa al feto o può essere prodotto direttamente dal feto stressato. – “Sono necessari molti altri studi per chiarire l’esatto meccanismo attraverso il quale una madre trasferisce il suo stress al feto”.

Questo studio si situa nella teoria più ampia della “programmazione fetale”, che sostiene che gli eventi che occorrono nell’utero, influenzano lo sviluppo e la salute del bambino a lungo termine. Studi passati, ad esempio, hanno rilevato che la dieta della madre può determinare il rischio di problemi cardiaci, diabete e obesità nel bambino una volta diventato adulto. Attualmente anche lo stress e in generale le variabili psicologiche, stanno emergendo come possibili fattori di rischio sulla salute fisica e mentale a lungo termine.

“I nostri risultati supportano questa teoria” – ha affermato Vivette Glover, co-autrice dello studio. – “In neurologia, sta emergendo l’idea che il feto percepisca i livelli dell’ormone dello stress nella madre, programmando così il suo sistema nervoso per una maggiore apprensione. Stiamo cercando di determinare se questa maggiore sensibilità si traduca in ansia nel bambino e se è così, cosa possiamo fare.”

Nel prossimo step, gli autori dello studio reincontreranno questi bambini quando compiranno i 6 anni. In questa fase i ricercatori misureranno il loro livello di ansia e verificheranno se l’eccesso di cortisolo avrà determinato cambiamenti neuroanatomici.Bella sfida!

[University of Rochester Medical Center (2010, February 26). Good parenting triumphs over prenatal stress. ScienceDaily]

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