DSM V: come cambiera’ la psichiatria infantile

Come già annunciatovi da Psicozoo, nel 2012 (2013 al massimo) uscirà la quinta edizione del Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Psichiatrici (DSM V) che gli addetti ai lavori conoscono come linguaggio comune per parlare delle patologie psichiatriche, nonostante i limiti del suo approccio piuttosto “schematico”. Oltre alle novità di cui vi abbiamo già parlato, alcune modifiche possono interessare le famiglie e gli operatori che lavorano con le patologie infantili.

Vediamone alcune tra le più interessanti:

1. La sindrome di Asperger non sarà più una categoria a sè, ma rientrerà nell’autismo. La diagnosi differenziale tra autismo e sindrome di Asperger (una forma di autismo ad alto funzionamento) è stata sempre complessa e i dati statistici hanno evidenziato che Asperger e autismo sono due dimensioni della stessa malattia. Questa fusione ha i suoi pro e i suoi contro: da un lato una persona con sindrome di Asperger, che in molti casi riesce ad avere una vita più vicina alla normalità rispetto ad un autistico, può sentirsi maggiormente stigmatizzata e sottovalutata con una diagnosi di autismo;  dall’altro lato, una diagnosi di autismo può dare accesso, specialmente nell’infanzia, ad un range molto più ampio di servizi e di trattamenti.

2. Ai bambini non sarà più diagnosticato il disturbo bipolare, ma sarà loro attribuita la nuova diagnosi di disregolazione dell’umore con disforia, per attenuare l’uso dell’etichetta di bipolare. Diagnosticare un disturbo bipolare in età pediatrica è una scelta molto complessa e nel precedente DSM non ne esisteva una versione infantile. Negli anni ’90, alcuni psichiatri cominciarono ad utilizzare questa diagnosi in maniera non ufficiale, per indicare gravi scoppi d’ira e problemi dell’umore che si verificano nei bambini. Studi successivi hanno evidenziato che sebbene ci siano gruppi di bambini con un’umore marcatamente altalenante e con comportamenti problematici, essi non s’inseriscono appieno nella diagnosi tradizionale di disturbo bipolare. Spesso infatti, questi bambini con la crescita manifestano disturbi quali depressione, abuso di sostanze e problemi comportamentali, ma non disturbo bipolare. La nuova diagnosi, quindi, comprenderà sia gli scoppi di rabbia che l’umore altalenante.

3. Il tagliarsi sarà classificato come un disturbo mentale a sè stante e non più come un sintomo del disturbo borderline di personalità. Le persone si tagliano per molti motivi diversi, ma secondo gli studiosi, molti di loro non sono borderline. Per molti adolescenti, tagliarsi è diventato un modo culturalmente accettabile per affrontare lo stress e le difficoltà della vita. Questa nuova classificazione ha lo scopo di spingere clinici e famiglie a determinare se si tratta del sintomo di un grave disturbo o solo di una fase di sfida (anche se a mio parere un pò eccessiva).

4. Il Binge eating (l’alimentazione incontrollata) sarà aggiunto ai disturbi alimentari. Mentre per alcuni la sovralimentazione non dovrebbe essere etichettata come un disturbo, ci sono alcuni che mangiano tanto da creare una vera e propria disfuzione nella loro vita. Nel nuovo DSM sarà separato dalla bulimia nervosa, così da realizzare trattamenti più mirati.

Cambiano i tempi, cambia la psichiatria. Ma forse sarebbe necessario ancora un passo in più: non solo sintomi e sindromi che li raccolgono, ma una psicopatologia che tenga conto della persona più che del disagio che porta.

[What parents need to know about proposed DSM changes - zikkir.com]

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