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	<title>Commenti a: Psiconcologia 2: reagire al cancro</title>
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	<description>psicologia, disturbi della personalità, depressione, ansia, attacchi di panico, counseling</description>
	<lastBuildDate>Sat, 05 May 2012 10:31:02 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: sy</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2010/02/13/psiconcologia-2-reagire-al-cancro/comment-page-1/#comment-3036</link>
		<dc:creator>sy</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 15:16:49 +0000</pubDate>
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		<description>Io ho scoperto di essermi ammalata 6 anni fa, proprio in questo periodo.  Ero da poco andata a convivere, con mille progetti per la testa, tra qui quello di sposarci, finire la casa, fare mille viaggi intorno al mondo. Poi è arrivato il terremoto, nel corpo e nella mente, mio, del mio compagno, delle nostre famiglie.  E&#039; riuscita ad emergere la parte peggiore di noi, che passata la paura della malattia, ha rotto un vaso di pandora delle miei emozioni che fino a prima ero riuscita a proteggere. Dopo cinque anni la salute fisice è stabile e buona, ma l&#039;equilibrio emotivo è ancora molto altalenante e precario, aggravato dalle sensazione del tempo che passa.  Io sono stremata nella mente, sono esausta, quasi incapace di gestire qualsiasi difficoltà e impegno. La strada è ancora lunga ma spero che con l&#039;aiuto professionale che ho trovato di riprendere il prima possibile la carreggiata.  Ho voglia di ricominciare a vivere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io ho scoperto di essermi ammalata 6 anni fa, proprio in questo periodo.  Ero da poco andata a convivere, con mille progetti per la testa, tra qui quello di sposarci, finire la casa, fare mille viaggi intorno al mondo. Poi è arrivato il terremoto, nel corpo e nella mente, mio, del mio compagno, delle nostre famiglie.  E&#8217; riuscita ad emergere la parte peggiore di noi, che passata la paura della malattia, ha rotto un vaso di pandora delle miei emozioni che fino a prima ero riuscita a proteggere. Dopo cinque anni la salute fisice è stabile e buona, ma l&#8217;equilibrio emotivo è ancora molto altalenante e precario, aggravato dalle sensazione del tempo che passa.  Io sono stremata nella mente, sono esausta, quasi incapace di gestire qualsiasi difficoltà e impegno. La strada è ancora lunga ma spero che con l&#8217;aiuto professionale che ho trovato di riprendere il prima possibile la carreggiata.  Ho voglia di ricominciare a vivere.</p>
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		<title>Di: Rosa Rita Annunziata</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2010/02/13/psiconcologia-2-reagire-al-cancro/comment-page-1/#comment-2807</link>
		<dc:creator>Rosa Rita Annunziata</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 12:18:36 +0000</pubDate>
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		<description>Cara Marilena grazie per esserti confidata del tuo dolore e delle tue emozioni. Quando vivi un&#039;esperienza così devastante la vita sembra acquistare un altro colore e un altro senso. Imparare a riorganizzare se stessi e dover gestire le proprie paure, le proprie emozioni è davvero complicato. E&#039; naturale che tu sia stanca e che ti sembra di non avere più la forza di reagire. Non devi sentirti in colpa per questo, accettare le proprie debolezze è un atto di forza. Se non c&#039;è un pericolo effettivo di una ricaduta non lasciarti sopraffare dalla paura ma prova a riconcentrarti su un nuovo tipo di rapporto che includa anche le vostre sofferte esperienze. Utilizza questo dolore come occasione per essere più uniti e forti. Se senti il bisogno di un supporto psicologico potresti rivolgerti a delle associazioni di volontariato o presso centri di psiconcologia dell’ospedale della tua zona. Visita il sito www.siponazionale.it troverai tutti i centri nella tua zona. In bocca al lupo per la vostra nuova vita e quando ti sentirai sola e stanca non esitare a chiedere aiuto, queste battaglie si vincono se si è uniti e con il sostegno delle persone che ci amano e con un adeguato supporto anche professionale. Tanti auguri e un abbraccio. Dott.ssa Rosa Rita Annunziata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Marilena grazie per esserti confidata del tuo dolore e delle tue emozioni. Quando vivi un&#8217;esperienza così devastante la vita sembra acquistare un altro colore e un altro senso. Imparare a riorganizzare se stessi e dover gestire le proprie paure, le proprie emozioni è davvero complicato. E&#8217; naturale che tu sia stanca e che ti sembra di non avere più la forza di reagire. Non devi sentirti in colpa per questo, accettare le proprie debolezze è un atto di forza. Se non c&#8217;è un pericolo effettivo di una ricaduta non lasciarti sopraffare dalla paura ma prova a riconcentrarti su un nuovo tipo di rapporto che includa anche le vostre sofferte esperienze. Utilizza questo dolore come occasione per essere più uniti e forti. Se senti il bisogno di un supporto psicologico potresti rivolgerti a delle associazioni di volontariato o presso centri di psiconcologia dell’ospedale della tua zona. Visita il sito <a href="http://www.siponazionale.it" rel="nofollow">http://www.siponazionale.it</a> troverai tutti i centri nella tua zona. In bocca al lupo per la vostra nuova vita e quando ti sentirai sola e stanca non esitare a chiedere aiuto, queste battaglie si vincono se si è uniti e con il sostegno delle persone che ci amano e con un adeguato supporto anche professionale. Tanti auguri e un abbraccio. Dott.ssa Rosa Rita Annunziata.</p>
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		<title>Di: Marilena</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2010/02/13/psiconcologia-2-reagire-al-cancro/comment-page-1/#comment-2804</link>
		<dc:creator>Marilena</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 10:54:45 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao sono Marilena, il mio ragazzo si è ammalato un anno e mezzo fa, ha subito due interventi e una serie di radio e kemio, ora la situazione è stabile, ma credere che possa essere finita è dura. La sua reazione alla malattia è stata quella di allontanarmi e dopo più di un anno quella di lasciarmi, ma alla fine siamo ritornati insieme, solo che ora io, contrariamente a prima, ho più paura che mai nel vivere la vita. L&#039;ottimismo  che ho avuto in tutto il percorso e che ho mostrato a lui ora non è più così percepibile e, ho il timore che se lui ricadesse in qualche cura, io questa volta non avrei la forza di sostenerlo. Che fare?C&#039;è qualche centro o psicologo che possa aiutarmi cmq a superare questa situazione?Io ho 31 anni, lui 36, dovevamo sposarci un anno fa e, non è stato più possibile. Abbiamo recuperato molto nel rapporto, allontanarci e ritrovarci è stata l&#039;unica cosa positiva, ma per vivere il quotidiano?Che fare?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao sono Marilena, il mio ragazzo si è ammalato un anno e mezzo fa, ha subito due interventi e una serie di radio e kemio, ora la situazione è stabile, ma credere che possa essere finita è dura. La sua reazione alla malattia è stata quella di allontanarmi e dopo più di un anno quella di lasciarmi, ma alla fine siamo ritornati insieme, solo che ora io, contrariamente a prima, ho più paura che mai nel vivere la vita. L&#8217;ottimismo  che ho avuto in tutto il percorso e che ho mostrato a lui ora non è più così percepibile e, ho il timore che se lui ricadesse in qualche cura, io questa volta non avrei la forza di sostenerlo. Che fare?C&#8217;è qualche centro o psicologo che possa aiutarmi cmq a superare questa situazione?Io ho 31 anni, lui 36, dovevamo sposarci un anno fa e, non è stato più possibile. Abbiamo recuperato molto nel rapporto, allontanarci e ritrovarci è stata l&#8217;unica cosa positiva, ma per vivere il quotidiano?Che fare?</p>
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		<title>Di: Maxtraetto</title>
		<link>http://www.psicozoo.it/2010/02/13/psiconcologia-2-reagire-al-cancro/comment-page-1/#comment-2283</link>
		<dc:creator>Maxtraetto</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 00:34:54 +0000</pubDate>
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		<description>Bisogna tenere ben presente, tra le altre cose, che chi si sottopone a cure chemioterapiche, subisce un forte rallentamento nella crescita delle cellule, anche quelle del sistema nervoso. Succede quindi, che la persona che segue queste cure, abbia momenti di rallentamento e indebolimento dell&#039;attenzione, e tutto si riduce a compiere ragionamenti che contemplino, in modo totalizzante, l&#039;immediato.
Siccome l&#039;immediato è soprattutto un percorso di cura nei confronti di una malattia che ha dei risvolti che avvolgono tutti gli aspetti della vita, l&#039;avere vicino una persona che riesca ad analizzare in modo non coinvolto direttamente, può dare dritte sul modo di affrontare il maggior numero di situazioni, e non solo al malato, anche e soprattutto ai familiari.
Sono un familiare di una persona che sta seguendo proprio questo percorso. Do il mio contributo e sicuramente è impegnativo, solo che riguarda le cose della sfera della quotidianità, questa persona è abbandonata a se stessa, invece, per quanto riguarda un sostegno psicologico, suo e dei suoi più stretti familiari (moglie e figli) alla moglie soprattutto che vedo consumarsi in modo inesorabile.
Perché un sostegno di questo tipo non viene inserito nel programma di cura, come parte integrante di tutto il lavoro?
Io questo non lo posso, e probabilmente, non lo devo fare, in quanto sono molto legato e, sebbene abbia provato ad approcciare l&#039;argomento, non sono stato in grado di ottenere la sua attenzione a riguardo.
Un abbraccio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bisogna tenere ben presente, tra le altre cose, che chi si sottopone a cure chemioterapiche, subisce un forte rallentamento nella crescita delle cellule, anche quelle del sistema nervoso. Succede quindi, che la persona che segue queste cure, abbia momenti di rallentamento e indebolimento dell&#8217;attenzione, e tutto si riduce a compiere ragionamenti che contemplino, in modo totalizzante, l&#8217;immediato.<br />
Siccome l&#8217;immediato è soprattutto un percorso di cura nei confronti di una malattia che ha dei risvolti che avvolgono tutti gli aspetti della vita, l&#8217;avere vicino una persona che riesca ad analizzare in modo non coinvolto direttamente, può dare dritte sul modo di affrontare il maggior numero di situazioni, e non solo al malato, anche e soprattutto ai familiari.<br />
Sono un familiare di una persona che sta seguendo proprio questo percorso. Do il mio contributo e sicuramente è impegnativo, solo che riguarda le cose della sfera della quotidianità, questa persona è abbandonata a se stessa, invece, per quanto riguarda un sostegno psicologico, suo e dei suoi più stretti familiari (moglie e figli) alla moglie soprattutto che vedo consumarsi in modo inesorabile.<br />
Perché un sostegno di questo tipo non viene inserito nel programma di cura, come parte integrante di tutto il lavoro?<br />
Io questo non lo posso, e probabilmente, non lo devo fare, in quanto sono molto legato e, sebbene abbia provato ad approcciare l&#8217;argomento, non sono stato in grado di ottenere la sua attenzione a riguardo.<br />
Un abbraccio</p>
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