Mamma su Twitter: mio figlio e’ annegato

La morte di un figlio è sicuramente l’evento più drammatico con cui una persona può fare i conti e nessuno si sentirebbe di condannare una madre che ha perso il proprio bambino, ma la questione diventa più complicata quando c’è di mezzo la sua responsabilità. Specialmente se la madre era molto distratta da Twitter.

ross perdita

Il fatto

ross twitterSi chiama Shellie Ross, ha 37 anni, vive a Merritt Island, in Florida ed è sposata con Steve Ross, 39 anni, sergente nella base aeronautica di Patrick, vicino a Cape Canaveral. Fino a qualche giorno fa aveva 4 figli, di cui parlava con passione sul blog Momdot.com con lo pseudonimo di @Military_Mom. Alle 18.12 di lunedì sul suo account di Twitter compare un messaggio: “Per favore pregate come non avete mai fatto, perché il mio bambino di due anni è annegato”. I paramedici erano arrivati solo da mezz’ora a casa sua. Alle 17.23, quando avevano trovato il piccolo Bryson riverso nella piscina di casa privo di coscienza, era stato il fratello undicenne, Ross, a chiamare il numero del servizio di emergenza. Appena un minuto prima della chiamata su Twitter comparivano i commenti della madre che, pulendo le gabbie degli uccelli commentava che la “nebbia si era infittita” e che “gli uccellini, spaventati, erano rientrati nelle loro casette”. Poche ore dopo che il figlio era stato dichiarato deceduto, la signora Ross ha pensato bene di pubblicare su Twitter anche le foto del bambino morto.

ross condiglianzeOvviamente la polemica è impazzata, anche in quegli ambienti web dopo si era consumata la distrazione della donna. Come può una persona distrutta dal dolore per la perdita di un figlio, spettacolarizzarlo in questo modo? Ma la questione va anche aldilà di questo. Tra le 8.37 e le 17.22 di quel giorno la signora Ross aveva messo 74 post su Twitter, una frequenza impressionante. “Se avesse interagito col figlio con la stessa frequenza con cui scrive su Twitter, il piccolo sarebbe ancora vivo” – ha criticato indignata Madison McGraw, nota scrittrice e blogger. La Ross ha risposto alle critiche con rabbia: “Chiunque mi critica è un microcefalo e merita di marcire all’inferno”, sostenendo che chi le attribuisce delle colpe cerca solo di fare pubblicità ai propri blog. Questa modalità di mescolare sentimenti e audience, mi ricorda tristemente la televisione.

Il parere degli esperti

ross donna_thumbLe reazioni generali del mondo della Psicologia e della comunicazione sono state di sgomento. “E’difficile capire come uno si possa mettere al computer o al cellulare per scrivere un messaggio in un momento tanto sconvolgente quanto la morte di un figlio”, ha apostrofato Lisa Neal Gualtieri, docente di medicina della comunicazione alla Tufts University di Boston. Eppure non tutti sono d’accordo. La nota educatrice e psicologa Naomi Zikmund-Fisher la difende. “Quando qualcosa di orribile ci accade, è come se il mondo per noi finisse”, afferma sul suo blog. “In questi momenti è normale dedicarsi ad attività che ci danno un senso di normalità. Shellie Ross ha chiesto aiuto alle prime persone cui ha pensato, anomalo non è il suo comportamento ma la situazione in cui è stata catapultata”.

Le autorità comunque hanno scagionato la Ross da ogni responsabilità. “Il fatto che lei stesse su Twitter non ha nulla a che fare con la morte del figlio”, ha detto Joe Martin, un agente della squadra omicidi dell’ufficio dello Sceriffo della Contea di Brevard. “E’ stato un incidente, Punto e basta”.

Lungi da me accusare una madre di responsabilità per un incidente domestico. Sarebbe potuto accadere anche se la signora fosse stata impegnata nelle pulizie domestiche o nel punto a croce. Quello che mi sconcerta è la spettacolarizzazione delle emozioni, anche quelle più intime e dolorose.

Dove nasce il bisogno di coinvolgere chi non ci conosce nella corrente della nostra vita? Questa domanda è un punto centrale a cui siamo chiamati a dare risposte, man mano che l’onda dei social networks cresce e si diffonde.

[Usa, mamma scrive su Twitter: «Il mio bambino di due anni è appena annegato» - Corriere.it]

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