In questo clima di scontro politico e di caccia all’uomo, mi è davvero difficile scrivere della vicenda Berlusconi / Tartaglia senza rischiare di apparire polemica. Ma la Psicologia non può esimersi dal confrontarsi con la vita quotidiana, a maggior ragione se l’aggressore manifesta problemi psichiatrici. Senza nessun intento politico, Psicozoo oggi cercherà di farsi un’idea dell’uomo Tartaglia e della sua patologia. Forse è un tassello che manca alla cronaca per comprendere appieno il gesto di Tartaglia.
Massimo Tartaglia ha 42 anni e vive con i genitori a Cesano Boscone (Milano), lavorando come grafico presso l’azienda del padre AL.TE.TEK di Corsico, specializzata nella realizzazione di schede elettroniche per obliteratrici destinate ad autobus. Psicolabile da quando aveva 18 anni, da 10 anni è in cura presso il Policlinico di Milano per una psicosi cronica. Dal 2003 non frequentava più il Policlinico, se non le sedute individuali condotte con la psicologa L.M. E’ incensurato, non ha precedenti tranne un ritiro della patente e non appartiene a organizzazioni politiche. Unica nota di merito: qualche anno fa è apparso sulle pagine dei giornali locali per i suoi quadri luminosi, che si accendevano al suono della musica. Il quadro dunque di una persona con disturbo psicotico cronico, fino a qualche giorno fa non pericoloso per sè e per gli altri.
Perchè l’aggressione?
La risposta non è facile, considerando che uno psicotico, specialmente se cronico e non in un momento di crisi acuta, difficilmente aggredisce di propria iniziativa una persona sconosciuta. Di solito l’aggressione fisica è rivolta a familiari o persone vicine, verso cui si percepisce un senso, seppur solo paranoico, di minaccia e persecuzione. Anche se delirante, il motivo per cui uno psicotico usa violenza è quasi sempre spiegabile, a meno che, preso dall’angoscia, non sia incapace di vedere chi ha di fronte e l’aggressività non diventi una scarica che travolge chiunque si frapponga sul suo cammino. Ma non mi sembra questo il caso, Tartaglia non era agitato quando è sceso di casa.
In tasca, oltre al souvenir del Duomo di Milano che ha usato per colpire il premier, Tartaglia aveva dello spray al peperoncino e un crocifisso, oggetti che hanno fatto pensare ad una qualche forma di premeditazione. Eppure per uno psicotico, terrorizzato dalla gente che è vissuta come persecutoria, premunirsi da possibili aggressioni e chiedere protezione dall’alto non sono atti così inspiegabili. Il delirio paranoico così come quello mistico sono presenti molto frequentemente negli psicotici.
Una spiegazione possibile potrebbe essere quella che Berlusconi incarni per Tartaglia, per somiglianza caratteriale o per ruolo, qualche figure familiare opprimente, o vissuta come abbandonica, invadente, indifferente, castrante, frammentante e chi più ne ha più ne metta. Del resto la storia è piena di psicolabili che hanno tentato, talvolta riuscendoci, di eliminare il Re, il Dittatore, o il Potente di turno, quasi come se volessero liberarsi da una simbolica oppressione.
Un’altra spiegazione, forse meno profonda, ma più concreta, è che nella folla stesse montando un clima di tensione, (data dall’eccitazione o dalla rabbia, non fa differenza) e vi serpeggiasse un doppio messaggio che veniva dalla rabbia crescente tanto dei contestatori verso il premier, quanto dei sostenitori per quest’ultimi. Gli psicotici spesso sono una cartina tornasole del clima emotivo di un ambiente o di un gruppo di persone, e possono assorbirne lo stato d’animo agendolo poi al posto degli altri. Per spiegarmi più semplicemente, uno psicotico può picchiare la madre non perchè lo desidera, ma perchè agisce la rabbia del padre verso di lei.
Quando i poliziotti l’hanno portato via dalla piazza dopo l’aggressione, Tartaglia gridava: “Non sono io. Io non sono nessuno”. Che abbia voluto proprio dire che non era stato lui a compiere quell’atto, ma la folla attraverso la sua mano?
[Tartaglia vs Berlusconi. Psicologia del perchè uno psicotico aggredisce un narcisita ]
[Tartaglia da 10 anni in cura psichiatrica "Un gesto solitario ma premeditato" - Repubblica.it]




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2 Commenti
Articolo completo, come dev’essere l’informazione. Sempre. Ora però aspettiamo il profilo di Silvio Berlusconi
Manca tutta un parte di analisi precedente. Il capo del governo è da tempo che dal suo scranno insulta mezzo mondo, chiama coglioni gli italiani che non votano per lui, sfugge ai processi e insulta i giudici, si è autopromulgato 18 leggi ad personam e sta preparando un pacchetto di norme che annulleranno migliaia di processi arretrati contro altrettanti malandrini. Allora, se Tartaglia è una psicolabile, bisogna anche dire che la sua “vittima” è un individuo socialmente pericoloso, che approfitta del mandato elettorare per farsi gli affaracci propri. Questo non giustifica nessuna azione violenta, ma sinceramente non dobbiamo stupirci che quando il corso della giustizia fallisce o viene bloccato con prepotenza, allora il popolo finisce con il ritenere cosa giusta farsi giustizia da sé. Una persona psicolabile fa quello che altri non fanno perché possiedono freni inibitori e di controllo ancora efficienti.