Quanto più la tecnologia progredisce e la società si modifica, tanto più agevoli saranno le nostre vite. Ma non è tutto oro quello che luccica. Se usata male talvolta la tecnologia può generare fenomeni aberranti. E’ il caso della dipendenza da internet, una patologia moderna che non si discosta molto nelle modalità e nella tendenza alla compulsività, da altri disturbi più noti, come l’alcolismo, la tossicodipendenza e il gioco d’azzardo.
Stiamo esagerando nel preoccuparci per tutte le persone che trascorrono ore e giorni davanti ad un monitor? Forse no, se consideriamo che alcuni giocatori diventano davvero ammalati e possono addirittura, in rari casi, morire per malnutrizione o per disidratazione. Il meccanismo che spinge verso la dipendenza da videogames è simile alle ossessioni e alle compulsioni che si manifestano in alcune patologie psichiatriche. Vediamo insieme quali sono le problematiche che possono verificarsi, per valutare se c’è da preoccuparsi e se sia necessario elaborare strategie di trattamento specifiche.
Una clinica per la dipendenza da videogames
In risposta a questo fenomeno, l’Inghilterra ha deciso di correre ai ripari, fondando Broadway Lodge, la prima clinica per la riabilitazione da uso compulsivo del computer, che si trova a Weston-super-Mare. Gli interventi della clinica si focalizzavano precedentemente sul trattamento di problemi legati alla dipendenza patologica più noti, come l’alcolismo e la tossicodipendenza. Attualmente, ha modificato il suo raggio d’azione per accogliere i giocatori cronici di videogames, che seguono percorsi di terapia di gruppo, guardano video dedicati e vengono indirizzati verso attività ricreative che costituiscono un’alternativa al computer.
Brian Dudley, direttore generale della clinica, per spiegarci il loro lavoro, cita l’esempio di un caso recente da loro trattato, un ragazzo dipendente di 23 anni. “Abbiamo sviluppato per lui un trattamento che si è svolto in 12 step per fermare la dipendenza, ma non puoi dire a qualcuno di non usare più internet” – spiega Dudley - “La dipendenza gli creava problemi alimentari. Ha lavorato molto bene. Adesso ha acquisito il meccanismo per affrontare il problema. Ovviamente siamo in una fase molto precoce della ricerca e della consapevolezza di quanti tra i più giovani ne siano affetti. Eppure potrei giurare che tra il 5 e il 10% di genitori e partners potrebbero affermare che conoscono qualcuno affetto da dipendenza da gioco online. In ogni caso, i familiari non possono limitarsi a dire a un giovane che non dovrebbe usare internet. Non è di aiuto.”
Se la dipendenza da gioco è presa così seriamente da fondarci una clinica, probabilmente ci sono dei motivi reali per cui essere preoccupati. Uno studio condotto dalla Iowa State University all’inizio di quest’anno, ha evidenziato che uno su dodici giocatori tra gli 8 e i 18 anni mostrano segni di dipendenza. Questo studio potrebbe essere un campanello d’allarme per le famiglie. I giochi sono divertenti e spesso istruttivi, ma talvolta possono creare problemi seri. Sempre più genitori sono preoccupati delle abitudini dei loro figli che trascorrono ore al pc e forse a ragione. Sembra quindi necessario creare nuovi strumenti per identificare il problema e per aiutare le famiglie a prevenire e ad intervenire sul problema.
I sintomi
Uno dei maggiori esperti di questo fenomeno, il Dr Jerald Block, ha delineato i 4 sintomi che indicano che la dipendenza sta raggiungendo livelli patologici:
- Dimenticare di mangiare e di dormire
- Cercare disperatamente tecnologie sempre più avanzate
- Lasciare il computer crea una sorta di astinenza
- Diventare polemico, stanco, apatico e isolato dalla società
“L’unica relazione possibile è quella con il computer.” – afferma Block – “Il pc diventa un altro significativo per loro. I dipendenti esauriscono le emozioni che potrebbero provare nel mondo reale solo con il computer, attraverso molteplici meccanismi: con le e-mails, con i giochi, col porno.”
Perfino un articolo dell’American Journal of Psychiatry, l’anno scorso propose di includere la dipendenza da internet nel manuale ufficiale dei disturbi psichiatrici, insieme ai sontomi comuni alle altre forme di dipendenza.
Disturbo psicologico o fenomeno sociale?
Il Dr. Block ha sottolineato che la dipendenza da gioco al pc non deve essere necessariamente delineata come un’entità a sè, considerando che l’86% dei dipendenti hanno qualche altra forma di malattia mentale: il tentativo di sfuggire alla realtà attraverso i gicohi online è lo stesso di chi fa uso di droghe o di alcol.
Keith Bakker, fondatore dello Smith & Jones Centre di Amsterdam, prima clinica in Europa per il trattamento dei giocatori compulsivi, dissente dalle linee di pensiero di Block e afferma che proprio in virtù di questo, la dipendenza da videogames sembra più un problema sociale che psicologico. “Questi ragazzi mostrano sintomi che sono simili ad altre dipendenze. Ma più lavoriamo con loro, meno crediamo di poter chiamare questo problema “dipendenza”. Quello di cui hanno bisogno di più sono i loro genitori e i loro insegnanti: questo è un problema sociale.” Le affermazioni di Bakker sono supportate da diverse evidenze: ad esempio l’80% dei ragazzi che segue nel suo istituto sono stati vittima di bullismo a scuola e si sentono isolati o esclusi dagli altri coetanei. Per queste ragioni, un trattamento che sia specifico per la sola dipendenza da videogiochi, potrebbe risultare inefficace o addirittura dannoso. “E’ una scelta” - continua Bakker – “Questi ragazzi sanno esattamente quello che stanno facendo e non vogliono cambiare. Se nessuno li aiuta, non ne verranno fuori.”
La questione è dunque ancora aperta, anche se sembra chiaro che un ragazzo sta troppo tempo al pc ha un problema. Le statistiche indicano una profonda angoscia sociale che spinge i più giovani a fuggire dal mondo reale: la soluzione dunque non può prescindere da un lavoro sui genitori e sulle comuntà intere per creare contesti sociali più stabili e favorevoli.
[Gaming addiction: Psychological problem or social disorder? - By Paul Lester]




















