Non è passato molto tempo da quando le persone si aspettavano di fare lo stesso lavoro per tutta la vita, con molta probabilità quello ereditato dal proprio padre e prima ancora da suo padre. Oggi è tutto diverso. Che effetto ci fa questo cambiamento?
Un incremento del grado di istruzione e maggiori capacità di scelta inividuale, mescolati con lo sviluppo delle multinazionali, le varie riprese, bancarotte e crisi del mercato, hanno fatto sì che oggi la carriera di un individuo sia tratteggiata da una serie di passaggi e diversi capitoli. Katharina Chudzikowski e i suoi colleghi, in uno studio si sono interrogati su come le persone percepiscano queste transizioni e come tale percezioni vari attraverso le culture. A questo scopo, i ricercatori hanno intervistato babysitter, operai e colletti bianchi provenienti da 5 paesi: Austria, Serbia, Spagna, USA e Cina.
I risultati
Nel rispondere all’intervista, i lavoratori USA non attribuivano mai un cambiamento di lavoro ad una causa esterna, come ad esempio un conflitto con un capo. Neanche una volta. Al contrario tendevano a menzionare fattori interni, come ad esempio il loro desideri di cambiamento. I lavoratori cinesi, invece, attribuivano il cambiamento quasi esclusivamente a fattori esterni. I lavoratori europei rappresentavano un mix, attribuendo le loro transizioni lavorative sia a fattori interni che esterni.
I ricercatori hanno affermato che nella maggior parte dei report, le opinioni dei partecipanti rispetto al cambiamento di lavoro erano positive. In generale, le persone tendono ad attribuire gli eventi positivi a se stessi e quindi forse ci sorprende poco che molti attribuiscano i cambiamenti di lavoro positivi a fattori interni. “In più” – affermano i ricercatori – “in molte culture essere padroni della propria vita è valutato positivamente. Al contrario, sostenere che alcuni passaggi cruciali della propria carriera siano determinati esclusivamente da fattori esterni, non manifesta molta capacità e competenza.”
Dove i lavoratori hanno mostrato una maggiore tendenza ad attribuire i loro cambiamenti lavorativi a cause esterne, sono quei paesi in cui sembra essere presente l’influenza di una cultura collettivista e di un’economia in espansione, proprio come la Cina. “I paesi con maggiori cambiamenti dinamici nell’economia mostrano un’enfasi maggiore sui fattori organizzativi”, affermano i ricercatori.
[- Chudzikowski, K., Demel, B., Mayrhofer, W., Briscoe, J., Unite, J., Bogićević Milikić, B., Hall, D., Las Heras, M., Shen, Y., & Zikic, J. (2009). Career transitions and their causes: A country-comparative perspective Journal of Occupational and Organizational Psychology, 82 (4), 825-849 DOI: 10.1348/096317909X474786]




















