Gli attacchi di panico sono un fenomeno sempre più diffuso, che paralizza intere generazioni creando grande dolore. Le risposte della scienza sono ancora deboli nello spiegare come e perchè si verifichino, ma la ricerca continua. Vediamo cosa ci dicono le ultime news.
Un recente studio si è interrogato sul perchè durante l’attacco di panico si verifichi la sensazione di soffocamento con cui molte persone che ne soffrono si trovano a combattere. Questa reazione ha creato sempre confusione nei ricercatori, poichè limita la capacità del corpo di fronteggiare la pressione estrema, esattamente il contrario rispetto alla funzione che di solito ha la reazione di paura (attacco – fuga).
Lo studio, condotto dai ricercatori dell’Università dell’Iowa e pubblicato sulla rivista Cell, mostra invece, che le aree del cervello che registrano la paura e il senso di soffocamento, sono correlate. Gli studiosi ritengono che un cortocircuito in queste aree del sistema nervoso, sia la causa dei problemi respiratori che si verificano durante l’attacco di panico. Per questa ragione, l’evoluzione degli esseri umani li spinge a registrare un’emozione di paura quando stanno soffocando.
“Poichè gli organismi che respirano ossigeno sono sotto una costante minaccia di soffocamento, si potrebbe ipotizzare che la minaccia di soffocamento abbia avuto un’influenza primaria nel modellare il sistema difensivo del cervello.” - ha affermato Stephen Marin dell’Università del Michigan. – “Questo non ci sorprende più di tanto. Nella morsa di un predatore, il soffocamento è la paura estrema, poichè segnala una morte imminente.”
Disfunzioni in questo segnale, secondo lo studio, possono causare una situazione in cui la persona che ne soffre, comincia a combattere per respirare durante l’attacco di panico. I ricercatori sperano che questi risultati possano indirizzare la ricerca verso farmaci diretti all’area del cervello che scatena la reazione.
Cosa pensare di questa teoria? Sarebbe da verificare e mi sembra piuttosto riduttiva, anche perchè non tutti coloro che soffrono di panico si sentono soffocare e non sempre dietro l’attacco c’è solo paura.
[Scientists 'explain panic attacks' - Telegraph.co.uk]
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3 Commenti
La questione è interessante quanto complessa. C’è stata un’epoca in cui l’uomo non aveva la neocorteccia cerebrale, questo sovraelaboratore delle percezioni. In quell’epoca le informazioni arrivavano in modo diretto all’amigdala che invece oggi è in quella parte detta paleoencefalo. Alcune percezioni riescono a essere afferrate ed elaborate dalla neocorteccia per poi essere smistate alle altre aree cerebrali. Quando questo avviene, diciamo che l’esperienza è sotto il nostro controllo. A volte però la neocorteccia è troppo “lenta” per elaborare certe percezioni – soprattutto quelle legate alla sopravvivenza – , esse “travalicano” il suo controllo e arrivano direttamente all’amigdala la quale “comanda” all’organismo di reagire in modo massiccio – per esempio, aumentando il pompaggio del sangue e la portata del respiro – . La neocorteccia si accorge che l’organismo si è attivato “da solo” e cerca di riportarlo a livelli normali. In pratica, durante manifestazioni come quella denominata attacco di panico le due parti del cervello si contraddicono: l’amigdala ordina di potenziare la respirazione e la neocorteccia ordina di diminuirla (da cui la sensazione di soffocamento). Mi permetto di aggiungere una ulteriore domanda: perché questi americani concludono sempre le ricerche parlando di possibili farmaci?
…buon giorno….ho letto l’articolo più de 2 volte e mi sembra di essere incompleto.Mancano dei sintomi su questa “malattia”,che crea tanti problemi…..Non sono un medico ma parlo di essa perché ci soffro da 6 anni.Ci so’stata al medico da tante volte,ci so’arrivata cosi male che hho avuto anche codice rosso a pronto soccorso!Ma in maggior parte i dott non fanno caso di esistere come “malattia” e non è presa col serietà.Solo un dott in questi anni mi ha diagnosticato i miei problemi e sofferenze come “attacchi di panico” e si è migliorato un po con medicine,un po con esercizi mentali di affrontare le paure,ma….ci stanno ancora più che altro de notte.Non come una paura del buio ma altre cose che so passata e che mi hanno cambiato anche il modo da pensare de reagire de vedere il futuro…e tanto altro.
speriamo che la ricerca possa presto trovare farmaci adatti a controllare questi terribili attacchi di panico….
Solo chi gli ha provati può veramente capire di cosa si stia parlando!!!