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	<title>Commenti a: Sopravvivere al suicidio di un caro</title>
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	<description>psicologia, disturbi della personalità, depressione, ansia, attacchi di panico, counseling</description>
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		<title>Di: Sergio Cima</title>
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		<dc:creator>Sergio Cima</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 15:31:20 +0000</pubDate>
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		<description>L&#039;argomento è veramente delicato. Come tutto ciò che ha a che fare con la morte, si tratta di un tema rimosso dalla nostra società e questo rende ancora più complicato parlarne. Difficile accettare che il lutto decanta ma non guarisce mai del tutto. Ancor più dura far proprie le parole di L. D&#039;Arrigo: quando muore una persona che hai amato, invece di pensare alla sfortuna di averla perduta, pensa alla fortuna di averla avuta. Ma in quei momenti è quasi impossibile &quot;pensare&quot;. I nostri cari occupano un posto nella nostra mente: la loro scomparsa - soprattutto se improvvisa e tragica - produce una &quot;falla&quot; nella nostra mente e l&#039;affannosa ricerca dei &quot;perché&quot; è il tentativo estremo di turarla. Il suicidio produce una violenta interruzione nella &quot;storia a due&quot; tra noi e il suicida e a noi tocca &quot;concludere la storia&quot;, dargli un finale plausibile e accettabile, perché le storie senza finale lasciano nello sgomento più totale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;argomento è veramente delicato. Come tutto ciò che ha a che fare con la morte, si tratta di un tema rimosso dalla nostra società e questo rende ancora più complicato parlarne. Difficile accettare che il lutto decanta ma non guarisce mai del tutto. Ancor più dura far proprie le parole di L. D&#8217;Arrigo: quando muore una persona che hai amato, invece di pensare alla sfortuna di averla perduta, pensa alla fortuna di averla avuta. Ma in quei momenti è quasi impossibile &#8220;pensare&#8221;. I nostri cari occupano un posto nella nostra mente: la loro scomparsa &#8211; soprattutto se improvvisa e tragica &#8211; produce una &#8220;falla&#8221; nella nostra mente e l&#8217;affannosa ricerca dei &#8220;perché&#8221; è il tentativo estremo di turarla. Il suicidio produce una violenta interruzione nella &#8220;storia a due&#8221; tra noi e il suicida e a noi tocca &#8220;concludere la storia&#8221;, dargli un finale plausibile e accettabile, perché le storie senza finale lasciano nello sgomento più totale.</p>
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