Uno dei problemi principali del Disturbo Borderline di Personalità è la sensazione di essere travolti dalle emozioni senza riuscire a gestirle. Non è infrequente che, nel tentativo disperato di contenersi, le persone borderline mettano in atto comportamenti autodistruttivi, quali tagliarsi, mangiare in maniera eccessiva, fare acquisti spropositati, o giocare d’azzardo. E soprattutto abusare di sostante stupefacenti.
In passato la tossicodipendenza era vista in maniera più negativa, quasi come una sorta di capriccio; oggi per fortuna tendiamo a vederla come una patologia da curare, come parte di un problema più grande che riguarda la capacità di contenere le proprie emozioni, alla stessa stregua di tutti i comportamenti autodistruttivi e impulsivi.
Spesso, nelle persone borderline, la tossicodipendenza è una modalità per non affrontare e per coprire emozioni e vissuti troppo dolorosi. In altri casi invece, la sostanza è utilizzata, dalle persone che non riescono a sentirsi, per provare emozioni più intense. Questo fenomeno è chiamato dagli studiosi “ipotesi dell’auto-terapia”: se stai troppo su (vissuti troppo intensi), usi la sostanza per tornare giù, se sei troppo giù (incapacità di sentire emozioni), cerchi di tirarti su con la sostanza. Le persone mettono in atto questi comportamenti per cercare di trovare una soluzione a breve termine, ma i risultati non sono certo dei migliori.
Come affrontare il problema
Il processo di interruzione dell’abuso di sostanze è molto complesso e frustrante per le persone borderline. Se non avviene una profonda ristrutturazione della personalità, sospendere le droghe può coincidere con l’acquisizione di altri comportamenti auto-distruttivi, come l’autolesionarsi o il gioco d’azzardo.
Per spiegare questo fenomeno, la Dottoressa Frieder, psicologa specializzata in doppia diagnosi, usa la metafora della barca: “Immaginate che nella vostra barca si apra una falla: voi provate a tapparla, ma la pressione interna diventa così intensa che se ne apre un’altra. Chiudi anche questa, ma se ne apre un’altra ancora. Lo stesso accade alle persone borderline: cercano di far fronte alla pressione interna con un metodo autodistruttivo come la droga; quando cercano di smettere la pressione s’intensifica a tal punto che provano a porvi rimedio con un altro. Spesso i pazienti non sono consapevoli di questa connessione e quando cercano di smettere con le sostanze stupefacenti, si sentono così frustrati da cercare subito un’altrettanto pericolosa alternativa.”
Per uscire da questo circolo vizioso, può essere utile prendere consapevolezza che questi comportamenti hanno tutti un legame tra di loro. L’idea è che se tappi tutti i buchi, la pressione aumenta. In terapia, dunque non si lavora per chiudere le falle, ma per rendere la barca più solida, cioè per acquisire le capacità di tollerare e gestire le emozioni intense.
Il processo solitamente comincia con un patto tra il terapista e il paziente: si smette per 3 mesi come periodo di prova. Se la persona non ci riesce, allora la si indirizza verso un trattamento specifico per la dipendenza da sostanze. Il periodo di 3 mesi di astinenza, consente al corpo di superare la dipendenza fisica, cioè di non avere più la sostanza in circolazione e permette agli psicofarmaci e alla terapia di fare effetto. L’umore non è costantemente modificato dalla droga e in questo modo si può lavorare sui vissuti. Durante questo periodo, i pazienti possono sperimentare una forte frustrazione ed è importante che sappiano che è piuttosto normale per aiutarli a prendere consapevolezza di quello che sta loro accadendo. Man mano che la persona porta alla luce le dinamiche comportamentali che ha messo in atto per affrontare le sue difficoltà, lo psicoterapeuta deve sostenerlo e contenerlo. Dovrà inoltre fornirle gli strumenti per imparare a tollerare e ad affrontare il forte carico emotivo che non riesce a gestire.
E’ un lavoro duro, che riesce meglio se la persona accetta di farsi forza e interrompere la dipendenza dalle sostanze.
[Coping with Emotions: Treating Borderline Personality Disorder and Substance Use - Simone Hoermann]






















1 Commento
Un aspetto interessante del disturbo borderline di personalità, inteso come categoria diagnostica, è che esistono circa 90 combinazioni sintomatiche per soddisfarne i criteri, il che mostra i seri limiti epistemologici dei sistemi diagnostici. Tuttavia sono strumenti utili soprattutto al clinico e a chi studia per diventarlo. Speriamo che il giudizio personale del professionista abbia sempre la priorità sui manuali.
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