I libri sono un patrimonio dell’umanità e pertanto un tesoro da salvare. Se è vero che si legge sempre meno e che l’uso smodato di internet rischia di abbassare ancora questo dato, dobbiamo impegnarci tutti, nel nostro piccolo, a tenere viva l’attenzione sulla lettura. Cominciando dai nostri figli.
I bambini sono nati per leggere. Ne è convinto Giancarlo Biasini, direttore della rivista Quaderni dell’Associazione culturale pediatri e promotore di una progetto che incentiva la lettura dei bambini, con la collaborazione di pediatri e bibliotecari. “Leggere aiuta a crescere e non è mai troppo presto per iniziare ad amare i libri. A sei mesi un bambino è già in grado di interessarsi a un testo a patto che riporti molta ‘faccine’ perché il piccolo è da subito interessato ai volti, a cominciare da quello della mamma. A un anno arrivano le prime filastrocche accompagnate da tante figure. Ma, attenzione: vanno lette stando insieme, non vale mettere il piccolo davanti a un cd o a un dvd. Quello che attrae il bambino, e gli fa amare le figure, la rima, il libro, sono i genitori, è la possibilità di stare vicino a loro, di ricevere attenzione. I bambini impareranno a voler bene ai libri perché vogliono bene a voi”.
Molti sono i vantaggi intellettivi che un bambino può ricevere dalla lettura, se gli viene proposta nel modo giusto.
A 6 mesi dunque, libri illustrati con molte figure da condividere con i genitori, a 1 anno le filastrocche e a 3-4 anni le favole, possibilmente in edizioni semplificate. Nel leggere la favola il genitore ha il compito di tradurre nel linguaggio emotivo-corporeo le parole, accompagnandole con espressioni facciali appropriate e col cambiamento del tono della voce. Molte favole, inoltre, sono scritte con termini difficili che limitano la comprensione del bambino. Se il genitore gliele spiega in parole semplici, contribuirà anche ad allargare il vocabolario del bambino.
Meglio se legge la mamma o il papà? “Meglio se leggono insieme, così facendo si crea un momento magico. Si officia un rito, e non importa se dura solo qualche minuto”.
“Dire che leggere aiuta lo sviluppo intellettuale è ormai una banalità — ricorda Silvia Perini, docente di psicologia dell’educazione all’Università di Parma — ricerche degli anni Sessanta ci hanno ampiamente dimostrato che i lettori precoci sviluppano un lessico migliore e hanno un progresso cognitivo più rapido. E che hanno un ruolo significativo anche le letture prenatali”. Leggere insomma al bambino, quando è ancora nella pancia della mamma.
Quali libri leggere?
“Tutto può servire per avvicinarsi alla lettura, ma è pur vero che a Dante, prima o poi, bisognerebbe arrivare. Non conta solo la scelta del libro, conta tutto il contesto educativo, all’interno del quale è lecito pianificare un percorso. Tutti noi — sostiene Perini — tendiamo a fare qualcosa che ci ha già gratificati, perciò se ci è piaciuto un libro d’avventura ne leggeremo un secondo e un terzo; d’altra parte l’amore per qualcosa porta anche a un’attività esplorativa e perciò probabile che dopo un’indigestione di libri d’avventura, il bambino sia tentato da altri percorsi ed è quindi facile aiutarlo ad ampliare il suo bagaglio culturale”.
E per gli adolescenti?
E’ importante rispettare i tempi e gli interessi dei ragazzi. Quando si cresce, soprattutto quando avviene la virata dall’infanzia alla prima adolescenza e si è a caccia di un’identità, nei libri si cercano le risposte alle proprie domande. Se nostro figlio non s’identifica in quello che legge, perderà presto la passione per i libri. Non pretendiamo che i ragazzi leggano I promessi sposi e non imponiamo loro la lettura di quello che ci piace, ma facciamogli trovare in casa letteratura per ragazzi, fossero anche libri romantico-amorosi stile Moccia, o gialli e fantascienza (Harry Potter, la saga di Twilight, o le fortunate edizioni dei “Piccoli brividi”). Per le ragazze ai primi approcci con i libri, non disdegnate di comprare loro qualcosa di faceto come il ciclo di “I love shopping”.
Se vi rendete conto che i vostri figli sono pronti per qualcosa di più, provate a proporgli i romanzi di formazione, come ad esempio Siddartha, Narciso e Boccadoro e tutti i racconti di Hermann Hesse, Oscar Wilde, Coelho. Molta cuoriosità desta in loro anche tutta la letteratura sudamericana da Isabel Allende a Gabriel Garcia Marquez, per non parlare di Edgar Allan Poe e di tutti i racconti dal clima un pò gotico. Se dovessero superare anche quest’altro step, allora oseranno anche qualcosa in più: Kafka, Dostoevskij, Nietzsche, Umberto Eco, Elsa Morante, i classici dell’800 (ovviamente quest’ultima opzione è solo per grandi appassionati).
I ragazzi potranno riconoscersi in questi libri e saranno loro a chiederveli, ma questo avverrà solo se da bambini avrete trasmesso loro la passione della lettura. Come? Leggendo voi per primi, riempiendo la casa di libri, accompagnandoli nella lettura da piccoli, lasciandoli liberi di scorazzare nella vostra libreria da grandi.
Come iniziare? Vi lascio con un decalogo a cura di Giancarlo Biasini, proposto dal Corriere della sera per educare i bambini alla lettura.
1.Per comunicare non è mai troppo presto
Fin dalla gravidanza parlate con il vostro bambino, cantate per lui. La vostra voce è un abbraccio che lo fa crescere.
2.Cominciate a dare il buon esempio
Tenete molti libri in casa, fatevi vedere leggerli, toccateli: il piccolo è attratto da quello che fate.
3.Presentate pagine piene di «faccine»
Il bambino a 6 mesi sta seduto, prendetelo in braccio e mostrategli un libro con figure di volti, magari i vostri.
4.E ora i primi racconti: basta un minuto
Raccontate al bambino ciò che vedete sul libro e indicateglielo col dito, lui vi seguirà. Anche un solo minuto basta.
5.A un anno regalategli il suo primo testo
A un anno il piccolo terrà un libro in mano per qualche momento, è una gran conquista.
Introducete ogni giorno una, due, parole nuove.
6.Il testo come base per un dialogo
Cominciate e leggere, indicando col dito non solo le illustrazioni, ma le parole. Fate domande al bambino. E rispondete alle sue.
7.Ogni giorno un brano, ma in tutto relax
Dedicate un momento ogni giorno alla lettura. Ma se siete sfiniti, rinunciate: sareste cattivi lettori e l’effetto è controproducente.
8.Non temete d’essere ripetitivi
Se il piccolo vi chiede di ripetere una frase, una storia, fatelo: vuol ripetere un’emozione che gli piace ed entrare di più nel racconto.
9.Scoprite biblioteche della sua «misura»
Vostro figlio ha 2-3 anni: cercate una biblioteca , o una libreria con spazi per i più piccini e fategli scegliere i libri da solo.
10.Spegnete la tv e fate tacere le distrazioni
Questa è una regola che vale a tutte le età: quando proponete un libro evitate tutte le fonti di distrazione, specialmente la tv.
[Il primo libro? A sei mesi. -Corriere della Sera ]





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1 Commento
Come sempre, la chiarezza delle indicazioni rende preziosa l’informazione dei tuoi post. Chiunque voglia cimentarsi nell’entusiasmante avventura di accompagnare i piccoli verso i libri scoprirà il loro immenso piacere nel farsi “rileggere” più volte le stesse storie o gli stessi passi: questo accade perché il bambino “allena” la sua sensibilità emotiva attraverso il riprovare le emozioni collegate a quella lettura e affina la sua capacità di previsione del futuro, due “giochi” mentali grazie ai quali si procura un grande piacere e che lo fanno crescere.